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Sotto l’egida del motto “Here to create” si è tenuta la conferenza stampa che ha ufficialmente presentato l’ingresso di Adidas nel mondo dell’esport. Uno slogan che fa da fil rouge all’esperienza che Adidas ha intenzione di portare nella scena italiana dei videogiochi competitivi e che accomuna le caratteristiche principali dei tre attori del settore che, almeno per il momento, ne beneficeranno. Adidas ha infatti scelto tre diverse realtà dell’esport italiano per intraprendere il proprio percorso nel gaming competitivo: PG Esports, uno dei principali tournament organizer italiani, Exeed, uno dei team più seguiti, e MOBA ROG, team, influencer agency e esport pub. 

Così parlò Adidas. Presentato dai due caster Lapo “Terenas” Raspanti e Roberto “KenRhen” Prampolini, oggi in veste diversa da come siamo abituati a vederli, per Adidas è intervenuto Giacomo Zerella, Senior Manager Sports Marketing, con le idee piuttosto chiare: “Abbiamo scelto queste tre realtà perché crediamo fortemente nel valore della creatività, caratteristica che le accomuna tra loro e con noi. Hanno dimostrato in questi anni di avere le idee chiare sul come creare valore e come diffonderlo a una comunità di giovani appassionati.” Un pubblico a cui è chiaramente interessata Adidas. Ma come si lega un tale brand agli esport? Il nostro mantra è migliorare la vita delle persone attraverso lo sport. Sembra scontato ma in realtà è una questione mentale che va affrontata per essere raggiunta. Ed è qui che entrano in gioco gli esport: perché nel gaming competitivo è proprio la mentalità l’aspetto più importante con cui ci troviamo perfettamente in comunione d’intenti.” 

Giocatori come influencer. La presentazione è proseguita con il racconto degli Exeed, realtà nata nemmeno due anni fa che ha già raggiunto risultati importanti. A raccontare la loro storia è stato Federico Brambilla, fondatore e CEO degli Exeed Esports: “Nel nostro primo anno di vita abbiamo conquistato importantissimi risultati, in particolare su Hearthstone con Turna e su Starcraft con Reynor. Ci eravamo però resi conto che mancava qualcosa: non riusciamo a comunicare degnamente questi traguardi perché non avevamo una solida fan base a cui rivolgerci. Abbiamo imparato dai nostri errori e abbiamo rimediato nel secondo anno, puntando sul fenomeno Fortnite, la cui crescita a dismisura ci ha indubbimante aiutato, e su giocatori italiani che facessero da leva sullo spirito nazionale.” Un esempio è proprio Vincenzo “Rekiins” Guastafierro, giocatore di Fortnite e sostanzialmente un influencer a tutti gli effetti con i suoi 120.000 follower su Instagram e quasi 300.000 iscritti su Youtube. Ma perché nasce la partnership con Adidas? Prosegue Brambilla: “Quello che noi come team cerchiamo per i nostri giocatori è permettere loro di utilizzare la loro abilità, in campo comunicativo e competitivo, in tutta tranquillità. Il resto è compito nostro e partner come Adidas, o sponsor tecnici come Aorus, contribuiscono in maniera attiva al nostro obiettivo.”

Infine è Tito Latella a spiegare cos’è il MOBA, realtà da lui fondata, e perché ha poi deciso di investire su un team esport. Il MOBA è un esport bar, anzi due: ci troviamo sia a Milano che a Torino ed è un punto d’aggregazione per gli appassionati di gaming. Un luogo dove poter passare del tempo insieme che va oltre il semplice giocare e dove potersi confrontare ma anche pranzare e seguire i più importanti eventi esport. Da oggi abbiamo anche un corner shop interamente dedicato ad Adidas con le nostre maglie competitive e non solo.” Maglie che, per molti aspetti, ricordano quelle calcistiche: “È stata una scelta voluta: abbiamo deciso di avvicinarci al mondo del calcio perché crediamo che sia utilie per identificare meglio il valore delle nostre maglie. Non solo sullo stile: abbiamo anche aggiunto il numero di ogni giocatore in modo da idealizzarli agli occhi dei nostri tifosi.

Insieme a Latella è intervenuto anche Paolo “PaoloCannone” Marcucci che esplora la sua doppia professione di influencer e di giocatore competitivo: “Essere un influencer fa certamente piacere: avere i tifosi dalla tua parte, utilizzare gli slogan che hai creato in streaming, è stupendo e corroborante.” Poi la rivelazione: “Al momento stanno mancando i risultati di cui me ne assumo tutta la responsabilità. Forse per me è venuto il momento di fare un passo indietro e pensare a un ruolo da coach.

Ultimo tassello del quartetto è PG Esports, organizzatore dei PG Nationals di League of Legends e Rainbow Six Siege, nonché di numerosi tornei e della parte competitiva della Milan Games Week. “Se mi avessero detto anche solo tre anni fa che avremmo avuto Adidas con noi avrei fatto molta difficoltà a crederci. Siamo indietro come Italia ma non siamo fermi e l’ingresso di Adidas ne è la dimostrazione. Abbiamo cominciato come PG Esports muovendoci piano, senza presunzione ma lavorando sodo e quotidianamente: non con la banale intenzione di lasciare il nostro logo ovunque ma con l’idea di contribuire attivamente alla crescita e sviluppo dell’ecosistema esport italiano portando contenuti e competitività.

L’ingresso a “quattro mani” di Adidas rappresenta sicuramente una scelta atipica ma convincente per aiutare l’ecosistema italiano. Senza dimenticare che la sua mossa spingerà inevitabilmente altri attori esterni al settore a fare la propria: c’è un intero pubblico giovane da conquistare là fuori e non può essere lasciato in balia di un solo protagonista.

Per chi volesse recuperare gli interventi, l’intera conferenza stampa è disponibile sul canale Twitch di PG Esports.

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