Una recente esternazione del presidente del Napoli Calcio, sui giovani che prediligono giocare con gli smartphone piuttosto che guardare il calcio, riportano d’attualità la crisi del calcio tradizionale di fronte ai nuovi competitor.

La trasferta del Napoli in Inghilterra (ha affrontato il Leicester in Europa League) ha portato il patron della squadra partenopea a interessanti riflessioni. Di fronte a un calcio che deve rinnovarsi, viste le difficoltà economiche incontrate durante il periodo Covid e il calo di interesse registrato tra gli utenti, soprattutto più giovani, De Laurentiis ha espresso a Sportsmail le sue perplessità e le sue idee: “Il sistema non funziona più in modo efficace”, ha spiegato il presidente, “la Champions e l’Europa League non generano sufficienti introiti per giustificare la partecipazione dei club. E’ necessario che i grandi club discutano e trovino un accordo per la creazione di una nuova competizione, innovativa e più redditizia.”

Come già sottolineato da altre personalità del mondo del calcio, come il presidente della Juventus Andrea Agnelli, la problematica è profonda e comporta un calo dell’interesse delle nuove generazioni: “Se non cambiamo le regole del gioco e non lo rendiamo uno spettacolo più coinvolgente”, continua De Laurentiis, “i giovani abbandoneranno il calcio, che non sarà più una parte centrale della nostra vita. Le mie ricerche svelano che i ragazzi tra 8 e 25 anni hanno smesso di guardare il calcio, preferendo dedicarsi al gioco, in particolare sugli smartphone. Non sto dicendo che l’abitudine di godersi le partite allo stadio scomparirà, ma che oggi, per i gamers, è possibile entrare in migliaia di stadi ogni giorno, in cui confrontarsi l’uno con l’altro.”

Facendo un passo indietro, gli appassionati di calcio ricorderanno i travagliati giorni dell’annuncio della Super League. Andrea Agnelli, vicepresidente della naufragata competizione, aveva così affrontato l’argomento proposto dal collega De Laurentiis: “Andare a creare una competizione che simuli ciò che fanno piattaforme digitali significa andargli incontro e fronteggiare la competizione di Fortnite o Call of Duty, che sono i veri centri di attenzione dei ragazzi di oggi”.

La proposta di De Laurentiis, una sorta di Super League a cui si potrebbe accedere per meriti sportivi, si discosta da quella portata avanti da Agnelli. Le parole di autorità nel mondo sportivo permettono, tuttavia, un’importante analisi su ciò che sta accadendo: appare evidente come i videogames siano, ormai, un vero e proprio competitor con cui gli sport “tradizionali” devono fare i conti.

La realtà dello sport virtuale, a differenza del mondo del calcio, è in continuo sviluppo, tanto da essere una vera e propria minaccia sul piano della partecipazione e degli ascolti.
La prorompente crescita del settore eSportivo è sottolineata anche dalle dichiarazioni di Netflix, che ha riconosciuto in Fortnite il principale avversario in termini di pubblico: le nuove generazioni sembrano immerse nella realtà dello sport virtuale.
Sport tradizionale e intrattenimento sono avvisati.

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