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L’esport non esiste e non sarà incluso nel programma olimpico“. Parola di Alfons Hörmann, presidente del comitato olimpico tedesco (Dosb), il corrispettivo italiano del Coni. Ebbene sì, proprio il numero uno dello sport teutonico si è schierato contro la nuova, si fa per dire, frontiera dello sport virtuale. Secondo quanto riportato dal Frankfurter Allgemeine, che tutto è fuorché un “giornalino di provincia”, Hörmann avrebbe paragonato le gare di esport a “lavorare a maglia”, come titola lo stesso quotidiano nella pagina dedicata allo sport.

GERMANIA CONTRO – Non è la prima volta che vertici ed esponenti del governo tedesco si schierano contro il mondo degli sport virtuali. In passato fu il ministro dell’Interno dello stato dell’Assia, Peter Beuth, ad esprimersi contro gli esports, usando le stesse parole del presidente del Dosb tirando in ballo il “lavoro a maglia“.
Inevitabili è arrivata la polemica sul web, con i social impazziti e gli appassionati sul piede di guerra. “Hörmann non esiste“, ha scritto qualcuno scimmiottando le parole del presidente olimpico. Una bufera che ha portato lo stesso Comitato a cinque cerchi a rilasciare una dichiarazione ufficiale attraverso il proprio account Twitter.

 

La definizione ‘esport è come lavorare a maglia’ non arriva da noi – si legge -. E la dichiarazione di Alfons Hörmann è stata accorciata e non contestualizzata. Diceva semplicemente ‘l’esport non esiste (come sport, ndr) in questa forma’“.

Per chi mastica un po’ di tedesco, qui sotto il video della dichiarazione del presidente Dosb (al minuto 19:15 circa)

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