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Il Coni ha istituito il Comitato esplorativo sugli esports.

Nuove voci da Roma sembrano confermare dunque quanto annunciato da Michele Barbone a Lucca e, successivamente, in una intervista rilasciata al nostro giornale.

Si sarebbe parlato solo di esports, dunque, nel corso di una riunione operativa che si è tenuta ieri sera nella sede romana del Coni. Condizionale d’obbligo, in questi casi, dato che siamo riusciti a contattare solo un paio dei presenti, che hanno confermato l’incontro di Roma, ma non hanno rivelato alcuna ulteriore informazione.

Durante una riunione operativa dedicata agli esports è stato istituito un comitato esplorativo sulla regolamentazione degli esports. Alla presidenza di questo comitato sarebbe stato nominato Michele Barbone, presidente della Federazione Italiana Danza Sportiva, con Daniele Di Lorenzo, presidente di Italian e-Sports Federation, a fargli da vice. Questo per rispondere ad una richiesta del Cio, che avrebbe dato mandato al Coni per fare da apripista a livello internazionale sui videogiochi competitivi. Sarà dunque il comitato olimpico italiano a porre le fondamenta di quella che potrebbe essere la prima bozza di una regolamentazione degli esports a livello internazionale.

Il Comitato italiano dunque avrebbe la piena fiducia da Losanna. Per conto del Cio affronterebbe la questione probabilmente partendo da un incontro con i publisher, per capire come affrontare la regolamentazione dei titoli (decidendo anche quali saranno quelli meritevoli), come istruire e istituire una classe arbitrale, come regolamentare i diritti televisivi e di seguito incontrando i principali attori della scena esports per individuare dei punti comuni dai quali partire per la gestione di tutto quel che riguarda un inserimento degli esports alla olimpiadi, a partire dal riconoscimento ufficiale dei player.

Stando ai pochi elementi raccolti procediamo formulando quelle che sono le ipotesi più probabili. Vero è che, qualunque sia la realtà dei fatti, sarà un lavoro sicuramente molto lungo e impegnativo. Anche perché di mezzo, ma anche questo è uno di quegli argomenti dove nessuno darà mai conferma ufficiale, pare ci sia una querelle in corso a livello internazionale.

Ognuno dei grandi paesi che a breve ospiteranno le Olimpiadi vorrebbe essere il primo ad introdurre gli esports a livello ufficiale. C’è la Francia, che spinge perché Parigi 2024 di fatto è alle porte, ma con tutto il tempo necessario per organizzare qualcosa, ma c’è anche il Giappone, che con Tokyo 2020 ad un passo contava in un’apertura che, in Asia, risulterebbe quasi naturale. Poi però si è mossa anche l’America, che ospiterà le Olimpiadi a Los Angeles nel 2028. Insomma, non resta che attendere, probabilmente nei prossimi giorni potremmo scoprire qualcosa di più.

Nel frattempo l’incontro di ieri, oltre ad avviare il comitato che assumerà l’incarico del CIO, pare abbia trattato anche il tema di una regolamentazione dei videogiochi competitivi anche a livello italiano. Anche in tal caso manteniamo, per prudenza, il condizionale, ma sembra di sia parlato di costituire una federazione del tutto nuova, slegata dunque ai soggetti attualmente esistenti, che sarebbe dunque dedicata esclusivamente agli esports e  dovrebbe occuparsi di regolamentare tutto ciò che è esports nel nostro Paese.

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