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Dovremo attendere un po’ per sapere se la prima volta degli eSports in una tv generalista sia stato o meno un successo. Ma che Dmax renda pubblici o meno i dati degli spettatori di “House of Esports”, la cartina di tornasole più realistica verrà dalla prossima trasmissione di questo tipo che vedremo, oppure no, in televisione. Insomma, se Dmax o altri, riproporranno contenuti simili significa che anche l’Italia ha fatto il grande balzo. Difficile tuttavia, almeno a nostro parere, che i personaggi che siedono a monte di questa avventura abbiano sbagliato valutazioni: parliamo di Giuliano Cipriani, Sales General Manager Discovery Media, Daniel Schmidhofer, CEO di ESL Italia, ma soprattutto Marco Bogarelli, uno che di queste cose se ne intende: nel suo curriculum leggiamo “ex presidente del colosso Infront”, e ora con la sua 2MG Media ha acquisito i diritti da Esl per i prossimi tre anni.

La stessa trasmissione condotta in studio da Daniele Bossari non nasce per caso. Bogarelli ha parlato di un anno di valutazioni, prima di arrivare a concretizzare con i partner che hanno reso possibile l’approdo del torneo Katowice Royale in televisione. Un anno di raccolta dati, di valutazione dei numeri, di discussioni e persuasioni, che hanno portato, lo scorso week end, ad una trasmissione gradevole, rivolta non solo agli appassionati ma anche al grande pubblico, con un linguaggio non solo da “addetti ai lavori” ma tradotto in un linguaggio standard grazie alla collaborazione di due ospiti con esperienza da vendere, come il caster Ivan “Rampage in The Box” Grieco, e il pro player e streamer Thomas “Hal” Avallone. E poi lo studio, come avevamo già notato, che richiamava Fortnite ma anche il classico “salotto televisivo”: gli ospiti erano seduti su “rassicurante” divano chiaro.

C’è da dire che questo è il primo tentativo su un canale generalista, ma non il primo tentativo in assoluto di proporre eSports sul piccolo schermo in Italia. Il primato italiano spetta a Ginx Esports TV, che ha iniziato a proporre contenuti legati al mondo del videogame competitivo l’11 novembre 2017, sul canale 219 di Sky, quindi visibile solo ai possessori di un abbonamento. Ancora oggi Ginx Esports Tv (una media company britannica nata nel 2008 che trasmette in 41 paesi, partner di Sky dal 2016) propone tornei in diretta, recap e programmi di intrattenimento legati al mondo degli sport elettronici. Prima di loro al massimo ci sono state citazioni di eSports in tv, non di più.

Poi, in Italia, ci hanno provato quelli di Eleven Sports, quest’anno. Il provider internazionale, da tempo attivo anche nel nostro Paese con una programmazione dedicata alla trasmissione di eventi sportivi nazionali e internazionali, ha proposto, in chiaro, una piccola parte della prima fase della Fifa eClub World Cup (le sfide di Sampdoria, Parma e Bologna) il mondiale per club di EA Sports FIFA19, quasi come fosse la Champions League. Peccato che altre squadre italiane siano rimaste fuori dalle trasmissioni, decisione discutibile, ma il tentativo è stato comunque degno di nota.

Nelle settimane successive la reazione di Twitch, con il primo late show italiano dedicato al panorama eSports. È quello di Bryan “Box” Ronzani, che porta in rete la sua esperienza radiofonica (su Radio 105, altro media dove gli eSports sono presenti da un po’ di tempo) con “The Box”, dieci puntate spalmate nel periodo febbraio – aprile 2019 che pare stiano avendo un discreto seguito.

È dunque quasi uno sviluppo naturale degli eventi quello che ha portato all’House of Esports di Daniele Bossari. Qualche settimana fa un esperto del settore come Luca Pagano, Ceo di Qlash, proprio ai microfoni di Esportsmag affermava che agli eSports in Italia manca solo l’attenzione dei media generalisti. Un’attenzione che, a ruota, può portare all’interessamento di un pubblico ancora maggiore, ma soprattutto aprire il mercato a nuovi sponsor “costringendo” molti a giocare davvero sul serio. In poche parole può far crescere definitivamente il settore dandogli quel riconoscimento, quella dignità fino ad ora solo ricercata (e raggiunta da pochi).

Ora anche l’Italia pare dunque essere salita di un gradino, riavvicinandosi ad altri paese europei come Germania e Francia, dove la scena dei giochi competitivi resta comunque discretamente più avanzata. House of Esports ha raggiunto un primo buon obiettivo: ha fatto parlare di eSports anche all’esterno dai soliti canali, attirando sicuramente l’attenzione di un pubblico nuovo. Ora non resta che attendere per capire se la coraggiosa trasmissione di Bossari farà da volano per ulteriori sviluppi, o sarà un fuoco di paglia. Ma questo, ora, solo il tempo potrà dircelo.

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