Da ormai dieci anni nell’immaginario collettivo della scena esports internazionale il The International è considerato l’evento dell’anno per importanza mediatica. Dota2 è probabilmente uno dei giochi più complessi da seguire, soprattutto per chi non ne è un giocatore in prima persona, ma il mondiale di agosto raduna ogni anno non solo sempre più spettatori ma anche più sostenitori che supportano attivamente la scena esports, le squadre e l’organizzazione grazie alla mossa di Valve di convertire il 25% del ricavato degli oggetti estetici dedicati al TI al montepremi totale della competizione: montepremi che, partendo da 3 milioni di dollari, nel 2019 ha superato la cifra record di 30 milioni di dollari per un singolo evento esports, scalzando Fortnite.

L’attuale emergenza dettata dal Covid-19 ha però fermato l’edizione 2020 il cui stop, dopo numerose voci di corridoio, ha trovato conferma tramite i canali ufficiali di Dota2:
“Al termine di una lunga riflessione sulla situazione di emergenza mondiale legata al Covid-19 abbiamo preso la difficile decisione di posticipare il The Internatinoal. Stiamo esplorando diverse possibilià e nuove date ma è probabile che l’evento dovrà slittare al 2021. Data l’alta variabilità delle varie restrizioni locali, la diffusione del virus e le politiche globali in merito ai viaggi, non ci aspettiamo di comunicare date ufficiali nel breve futuro. Nell’attesa stiamo lavorando per ristrutturare il format a punti per la stagione invernale.”

Nonostante l’assenza del The International nelle tipiche date di agosto la Valve rilascerà ugualmente il Battle Pass “molto presto”, e andrà immediatamente a contribuire al montepremi del futuro TI10.

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