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Quattro anni fa, nel retrobottega di un negozio di biciclette, è nato il sogno di Fabio Sotgiu e Massimo Cubeddu. Ora la loro Cube Controls è diventata grande, ed è tra i maggiori produttori internazionali di volanti per il sim racing. La loro storia nell’intervista esclusiva realizzata da Maria Elena Tanca.

I re dei volanti sono made in Sardinia. È qui, nel retrobottega di un negozio di bici, che il sogno di Fabio Sotgiu e Massimo Cubeddu ha iniziato a prender forma quattro anni fa. Ora la loro azienda, la Cube Controls, è diventata grande e si è trasferita in un capannone di Predda Niedda, una delle zone industriali-artigianali di Sassari. Ed è ormai tra i maggiori player internazionali del mercato della produzione di volanti per il sim racing, le gare automobilistiche virtuali.

  • Come e quando avete deciso di entrare nel business dei volanti da simracing?

Nel 2016, perché abbiamo notato che mancava un fornitore per gli appassionati di periferiche di alta gamma e dunque abbiamo pensato di entrare nel mercato. Quando è nata Cube eravamo due soci: uno appassionato di sim racing e l’altro che proveniva dal motorsport reale. Abbiamo unito le due cose ed è nata Cube Controls.

  • I volanti sono prodotti interamente in Sardegna?

I volanti vengono assemblati in Sardegna, però i componenti li facciamo in outsourcing, perché comprare i macchinari sarebbe troppo caro. Prepariamo il progetto, affidiamo la realizzazione a un partner esterno e poi rientra tutto in Sardegna. Qui non facciamo altro che assemblare i pezzi che abbiamo progettato.

  • Quali sono i partner a cui vi affidate per l’outsourcing?

Abbiamo partner in tutta Europa: a seconda del componente ci rivolgiamo a un’azienda piuttosto che a un’altra.

  • A quali difficoltà siete andati incontro facendo la scelta di restare in Sardegna?

La difficoltà è stata trovare chi facesse i pezzi con le nostre specifiche e con la qualità che stavamo ricercando. Per il resto, in Sardegna gli stipendi e gli affitti da pagare sono leggermente più bassi che in altri posti. Da questo punto di vista aprire un’azienda in Sardegna è un vantaggio: vengono offerte tante agevolazioni per restare qui. È invece uno svantaggio per le spedizioni, perché, vivendo in una zona remota, hanno un costo più alto. Lavorando con Dhl, il partner che si occupa delle nostre spedizioni, abbiamo studiato un packaging per limitare i costi.

  • Che dimensioni ha la vostra start up? Quante persone ci lavorano?

Adesso abbiamo 14 dipendenti, con un fatturato di oltre 2 milioni. Siamo arrivati a circa 2300 volanti venduti finora, e riceviamo ordini da più di 60 Paesi.

  • Che impatto ha avuto il lockdown sul vostro business?

Per noi benefico, nel senso che, con le persone chiuse in casa, c’è stato un boom degli esports, di Twitch e del mondo del gaming in generale. Dal punto di vista del fatturato, noi abbiamo ottenuto solo benefici dal lockdown. Ovviamente, sul piano strategico, abbiamo incontrato una serie di problemi per quanto riguarda l’approvvigionamento dei prodotti. Ma comunque siamo riusciti a fornire gran parte di quello che è stato ordinato.

  • Quanto può costare un volante da sim racing?

Un volante da sim racing Cube Controls ha un costo che va da 700 euro circa fino a 1600 euro, mentre da sim racing in generale ce ne sono anche da poche centinaia di euro.

  • Che faccia avete fatto quando Juan Pablo Montoya vi ha contattato?

Quasi non ci credevamo, ma Montoya non è stato l’unico. Abbiamo notato che c’era un grande interesse da parte di tutti i piloti: ci hanno contattato anche Eduardo Barrichello, Romain Grosjean, Antonio Giovinazzi. Tanti piloti di Formula 1 o comunque provenienti dal mondo del motorsport si sono rivolti a noi per i loro volanti. Montoya è stato uno dei più importanti, ma non il primo.

  • Avete altri clienti famosi?

Tra i nostri clienti ci sono Augusto Farfus, Romain Grosjean, Antonio Giovinazzi: al momento sono una marea. Abbiamo due brand ambassador che stanno vincendo nel motorsport reale: i due piloti Honda ufficiali del WTCR (Néstor “Bebu” Girolami ed Esteban Guerrieri, ndr).

  • Seguite gli esports e, se sì, quali?

Seguiamo solo tutto ciò che è motorsport.

  • C’è un team in particolare che vi piacerebbe sponsorizzare?

Al momento sponsorizziamo il team Williams junior e Altus . Poi ci sono altri team che vorremmo sponsorizzare, ma più che altro vorremmo fare accordi con le case automobilistiche, per far sì che i nostri prodotti dal sim racing vadano direttamente al motorsport reale. Insomma, ci piacerebbe produrre volanti per le auto reali.

  • Come vedete il vostro futuro?

Vogliamo andare verso il motorsport reale, ma non solo. Vogliamo aprire l’area simulazione flight, la simulazione di volo, che costituisce il 25% del mercato simulazione.

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