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Era il 2015 quando per l’ultima volta una squadra italiana approdava ai mondiali di Call of Duty: erano Pow3r, quando ancora giocava con la PlayStation, Kolga, l’eterno, Pibo, una delle invocazioni del caster Ivan Grieco, e Duke, il duca. A CoD si giocava ancora in quattro ma l’Italia era comunque presente e vantava una community unita nel seguire i propri rappresentanti azzurri.

Un’atmosfera rivissuta ancora una volta sabato scorso, 20 luglio, tifando tutti insieme, community di Call of Duty e appassionati di esport, per i cinque ragazzi italiani che hanno sfiorato l’impresa di portare nuovamente l’Italia al mondiale dopo quattro anni. Presente ancora l’intramontabile Kolga insieme a Predax, anima e creatore del team, Lumbast, Blade e Biso. Il sogno dei QLASH si è infranto al sesto turno del tabellone del Loser Bracket contro i Fuego Gaming, compagine britannica. Inizio da favola già nel Winner Bracket per i QLASH Subilme che superano prima i TheHappyCamperers’s e poi gli Ethereal Gaming: 2-0 e 2-1. Poi il primo stop contro gli InControl Gaming che costringe gli azzurri a ricominciare dal Loser Bracket. La scalata verso la Top16 inizia nel migliore dei modi con due vittorie: prima contro i Rebirth per 2-0 e poi contro i J4L per 2-1. Poi l’ostacolo Fuego, un 3-0 secco che non ammette repliche e che per noi italiani brucia, fermati a un solo match dalla qualificazione mondiale.

L’Italia di Call of Duty dimostra tuttavia ancora una volta di essere presente e di poter realmente giocare per conquistare il pass mondiale. L’incontro tra i giocatori più “anziani” e quelli più giovane sembra iniziare a produrre ottimi frutti. Anche le realtà italiane iniziano a rendersene conto, come conferma la volontà dei QLASH di puntare ancora una volta su Call of Duty e sul team dei Sublime. Non mancano, però, le critiche. In particolare il riferimento è alle mancate occasioni: non aver partecipato alle precedenti tappe per problemi personali, pur avendo conquistato il primo posto nel circuito nazionale, ha certamente limitato la loro conquista di punti in ottica mondiale. Una circostanza che, si spera, per il prossimo anno non si ripeterà, anche grazie al supporto, finalmente, di un team serio come quello dei QLASH.

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