banner APP ESM 700×150

Si chiude un anno fondamentale per gli eSports in Italia. Abbiamo visto crescere team che ormai sanno farsi rispettare anche all’estero (Samsung Morning Stars, i Mkers e soprattutto Qlash, che dopo la fusione con il Team Forge è probabilmente la realtà italiana più imponente; ma non dimentichiamo moltissimi altri che non possiamo elencare solo per esigenze di spazio), abbiamo visto consolidarsi e nascere soggetti in seno a realtà sportive storiche (come nel calcio con la Roma, il Parma, l’Empoli, la Carrarese, per citare solo le più attive), anche in sport che in Italia a volte sono un po’ soffocati dallo strapotere del calcio (pensiamo al recente annuncio dell’Orlandina eSports, nel basket) e soprattutto abbiamo visto affermarsi tanti campioni (abbozzare anche solo un rapido elenco sarebbe davvero imbarazzante), pro player italiani ingaggiati da squadre straniere e tanti altri protagonisti assoluti, in patria e non, in tornei importanti.

Già, anche i tornei sono stati tra i principali interpreti di questo 2018 degli eSports in Italia. Da Milano a Roma, Da Riccione a Macerata, da Lucca a Catania tutte le città che hanno ospitato gli eventi principali relativi al mondo videoludico hanno avuto, di contorno, anche importanti tornei eSports, peraltro con montepremi che, anche nel nostro Paese, quest’anno hanno cominciato ad essere di tutto rispetto (vedi i 10mila euro del GT Sport E-CUP, o i 6mila del torneo dedicato a Heartstone alla scorsa MGW), con migliaia di euro investiti da aziende endemiche e non. Un anno che anche su questo lato ha saputo gettare basi importanti da cui ripartire da dopodomani.

Il lato sponsorizzazioni, quello che nel 2019 potrebbe effettivamente dare la spinta definitiva per la crescita del movimento anche in Italia, già nel 2018 in alcuni casi ha saputo stupire. Oltre alle aziende endemiche, quelle che per loro natura hanno comunque a che fare con il mondo del videogioco, hanno continuato (o iniziato) a sostenere finanziariamente tornei ed eventi eSports, sponsor come gli istituti di credito (Intesa San Paolo…), marche automobilistiche (Mercedes Benz, Bmw …), prodotti per la persona (Gilette…) e, immancabili, food & beverage (Red Bull, Mc Donald’s, Coca Cola, Domino’s Pizza…). E come nel famoso Pendolo di Newton il movimento di uno sponsor importante potrebbe dare energia cinetica a tutto l’assieme.

E poi ci sono loro, gli altri professionisti del settore, quelli di Gec, Giochi Elettronici Competivi, ad esempio, che instancabilmente cercano di dare ordine a un mondo ancora troppo parcellizzato, ponendosi ormai come soggetto riconosciuto con cui interloquire. Imprenditori, sportivi o ex sportivi che credono negli eSports (citiamo Jean Alesi, che ha avviato un suo progetto su Assetto Corsa, ma anche all’ex calciatore campione del mondo 2006 Marco Amelia, che ha “preso in mano” un team di Fifa Pro Club), e i tanti gruppi e associazioni che puntano a creare tornei e competizioni sempre più professionistiche. Proprio ieri abbiamo avuto notizia dell’apertura del sito web dell’AIC, l’Associazione italiana caster (fondata da Simone “Akira” Trimarchi e Ivan “Rampage in the Box” Grieco), altro tassello importante per sostenere un’industria basata in buona parte sulla loro voce.

Tantissimi professionisti che ci poniamo come obiettivo di incontrare durante il prossimo anno, raccontando i loro sforzi e i loro successi, la preparazione che sta dietro ad ogni evento, sia da parte del pro player, sia dal lato caster, sia per il coach e sia per chi organizza e regolamenta un torneo, le difficoltà e i momenti di svolta. Ci poniamo questo obiettivo perché ora ci siamo anche noi di eSportsMag, un quotidiano nato a fine 2018, ma che punta con decisione al 2019; con l’obiettivo di creare una nuova voce che possa aiutare a crescere (e a farsi conoscere e comprendere) questo mondo che in Italia interessa più o meno assiduamente circa 17 milioni di giocatori, e muove una buona fetta di quegli 1,5 miliardi che vale il settore videoludico (dati Aesvi relativi al 2017). Faremo il nostro gioco fin dall’inizio sperando di riuscire a soddisfare le esigenze di informazione e di espressione che ha questo settore, convinti che sia solo l’inizio, e che molto ci sia ancora da fare. Le premesse poste da questo 2018 fanno ben sperare per il 2019 ormai alle porte. Perché come dicono gli elementi che abbiamo elencato qui sopra nonostante mille difficoltà politiche, economiche, strutturali e infrastrutturali, la scena eSports italiana si muove, si muove eccome!

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il commento
Inserisci il tuo nome