Nel 2018, i TSM hanno investito molto in Fortnite, assicurandosi alcuni dei più grandi nomi del battle royale, trasferendoli in una gaming house e reclutando ogni anno i migliori giocatori sulla piazza insieme ai creatori di contenuti più in voga. Questa settimana, i TSM hanno annunciato il rilascio dei loro ultimi giocatori Fortnite, abbandonando di fatto il gioco. Mentre i premi in denaro per il titolo di punta di Epic Games restano alti, con un aumento di 3 milioni di dollari quest’anno come vi abbiamo raccontato, l’uscita di TSM evidenzia la mancanza di opportunità nel gioco per le organizzazioni di eSport e, forse ancora più importante, per i loro partner pubblicitari.

In un live streaming ad aprile, il presidente di TSM Leena Xu ha criticato la mancanza di comunicazione di Epic Games, ipotizzando che forse la società semplicemente “non crede negli eSport” se non come semplice strumento di marketing per il gioco. Ad oggi, nonostante i massicci montepremi, non c’è stata praticamente alcuna attività di sponsor per le competizioni ufficiali di eSport. Non esiste una quota di compartecipazione alle entrate o una struttura di franchising / campionato per il gioco. Durante la Fortnite World Cup 2019, alle organizzazioni non era nemmeno permesso di mostrare gli sponsor delle squadre sulle maglie dei loro giocatori.

Sebbene il gioco abbia ancora il potenziale di creare giovani milionari tra i suoi più grandi giocatori, le opportunità per le organizzazioni di eSport in Fortnite sono estremamente limitate. Il Battle Royale di Epic Games si è consolidato come monumento culturale e ha svolto un ruolo importante nell’evoluzione degli eSport e del gaming nel loro insieme. Tuttavia, la mancanza di un’infrastruttura a supporto dei team significa che offre poco valore alle organizzazioni di eSport o ai loro brand partner oltre a quello che possono trarre dal live streaming e dai canali dei social media di un influencer popolare.

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