Il racconto di una brutta pagina di cronaca della scena esports italiana: dalla promozione al PG Nationals fino alle accuse di mancati pagamenti.

Breve premessa: tutte le informazioni presenti in questo articolo sono frutto della raccolta di testimonianze, alcune pubbliche e altre private, di giocatori e membri dello staff che hanno disputato il Summer Split 2021 con l’organizzazione Gaia Esports. Le testimonianze pubbliche sono associate a nomi e cognomi, come nel caso di Marcello Di Felice, conosciuto come “Dife11”, General Manager, che ha raccontato la sua esperienza durante il suo streaming qui, o di Randy van den Bemt, “Chapapi”, che ha raccolto la sua esperienza in un Twitlonger qui; quelle private, invece, sono presentate in forma anonima su espressa richiesta dei protagonisti della vicenda. Ci tengo inoltre a precisare che fino a questo momento non è stata pubblicata alcuna risposta da parte dell’organizzazione sui canali ufficiali di Gaia Esports. La seguente è pertanto una ricostruzione dei fatti basata solo ed esclusivamente sulle testimonianze di una delle due parti coinvolte. Nei vari screenshot raccolti a volte vedrete Bernardi con il nickname Spud (sia in quelle di Discord che in quelle di Twitter). Tutta la vicenda ruota intorno al team di League of Legends dei Gaia Esports che ha recentemente chiuso in Top4 il proprio percorso al PG Nationals, la massima competizione italiana del titolo di Riot Games organizzata e gestita da PG Esports.

Partiamo dall’inizio, ovvero dal protagonista principale della vicenda: Stefano Bernardi (FacebookTwitter). Nome apparentemente noto nel mondo dell’advertising e della consulenza nella campagne pubblicitarie, fondatore e Ceo di Pimpmyads, Ceo delle piattaforme Adsuite e Clickbuster. Classe ‘93, Bernardi da diverso tempo, cinque anni come ammette in questo tweet, sogna di lanciare il proprio team esports. Prima della nascita dei Gaia come realtà, Marcello Di Felice, che chiameremo da ora in poi con il suo nickname Dife11, ha rivelato che Bernardi avrebbe dovuto sponsorizzare una realtà già esistente, i Project11, con un budget di 5.000 €. I Project11 sono una realtà emergente ma già conosciuta nella scena italiana di League of Legends, protagonista dei principali tornei al di sotto del PG Nationals e alla costante ricerca del salto tra i grandi nomi della competizione nazionale. 

Stefano Bernardi, Facebook

Tuttavia l’accordo di sponsorizzazione non viene mai perfezionato, la trattativa si arena per volontà stessa di Bernardi che opta invece per lanciare il proprio team esports da lui stesso guidato. Nascono così ufficialmente i Gaia Esports che si presentano quasi immediatamente con una struttura organica e completa: diverse figure nel coaching staff, analyst, e rappresentanti manageriali. Dife11 è il General Manager dell’organizzazione, mentre Edoardo Falcetti, conosciuto come Dodi, è l’Esports Manager, seppur inizialmente non compare pubblicamente. Il motivo è semplice: alcuni errori commessi in passato lo hanno bollato davanti all’intera community italiana di League of Legends che lo ritiene un “soggetto non gradito” dopo le esperienze in Daydreamers e GG Esports.

Tra gli altri figurano, secondo quanto riportato da Gamepedia a partire dal 9 maggio, anche l’assistant coach Salvo Mastrolembo “Rowe”, l’head Coach Tjalling Sybesma “DocQuick”, l’assistant coach Emiliano Serranti “Emiserra”, gli analyst Mattia Carrabino “Ego” e Federica Fragapane “Faith”, l’assistant manager Mario Gatto “Gattowski” e infine il community manager Andrea “Marmottino”. Un totale di nove elementi selezionati per gestire l’organizzazione a 360 gradi. 

 

Lo stesso 9 maggio viene presentato anche il roster che affronterà l’Open Qualifier che porta al PG Nationals, la massima competizione italiana. Decine di squadre iscritte, solamente due si qualificano per il Promotion Tournament in cui dovranno poi affrontare le due peggiori dello split precedente: Outplayed e Romulea. Tuttavia già tre giorni prima i Gaia Esports pubblicano un comunicato in cui assicurano che “L’Associazione Sportiva Gaia Esports dichiara ufficialmente di non avere nessuna problematica in atto o passata inerente alla contrattualistica con player presenti o passati”, minacciando di adire alle vie legali contro coloro che continueranno a perseguire tali voci. E ancora: “Ci auguriamo che tali situazioni, derivate da una frustrazione sociale legata probabilmente all’incompetenza manageriale, possano stimolare la voglia di rivalsa e di lavoro piuttosto che la sete di distruzione associata a movimenti machiavellici che minano la stabilità di altre strutture lavorative sane.”

 

La necessità del comunicato nasce prima ancora dell’inizio del Promotion Tournament quando alcuni rumor inerenti le formazioni delle squadre partecipanti sembrano indicare la presenza del coach Marcello Passuti “Ferakton”, del toplaner Gabriel Olivieri “Gabbo”, del jungler Wojciech Kruza “Tabasko” e del botlaner Lauri Tarkus “Endz”, già protagonisti insieme nel trionfo degli YDN nello Spring 2020, tra i nomi più accreditati per i Gaia Esports. Lo stesso Dife11 durante la sua diretta ha confermato tale indiscrezione, raccontando come con i quattro si fosse già raggiunto un quasi accordo verbale. A far saltare il tutto, sembrerebbe, è stata la convinzione di Bernardi che i giocatori scelti avessero intenzione di giocare al rialzo sulla retribuzione, cercando di strappare il più possibile. Opzione smentita da Dife11 che ha cercato di ridimensionare la questione con lo stesso Bernardi, senza però avere successo. Bernardi avrebbe così tentato di inscenare un “fake tryout”, un ultimo allenamento fittizio per decidere o meno se prendere un determinato roster, l’ultimo giorno possibile prima della consegna ufficiale delle formazioni, in modo da costringere i giocatori ad accettare le condizioni da lui espresse, forzando la mano e giocando sul poco tempo rimanente. Lo stratagemma salta fuori prima del tempo, Ferakton e compagni decidono di abbandonare la pista Gaia.

Il roster per il Promotion Tournament

 

I Gaia si ritrovano così con un roster differente da quello immaginato in un primo momento che vede Lunddorf in corsia superiore, Rawbin IV in giungla, Chapapi in corsia centrale e la coppia Creon & Bravado in botlane per un quintetto che, secondo le opinioni di molti, avrebbe avuto ottime chance di qualificarsi per il PG Nationals. Qualifica che effettivamente avviene superando nella partita decisiva i Romulea. È prima dell’inizio del campionato e subito dopo il Promotion che iniziano i primi attriti all’interno del team, in particolare per due situazioni, seppur differenti tra loro. La prima è l’allontanamento del botlaner Creon (che il 17 maggio twitta di essere alla ricerca di un team), nonostante ci fosse un accordo verbale per mantenerlo titolare anche per il PG Nationals. Pare che tale decisione sia stata presa dai giocatori stessi quando si è palesata l’opportunità di prendere un giocatore più esperto come Endz, già compagno di squadra di Rawbin IV ai tempi dei Campus Party Sparks. Insieme a Endz arriva anche Hungrypanda per sostituire il partente Bravado. L’ufficialità arriva il 19 maggio quando la squadra annuncia il roster che parteciperà al PG Nationals Summer Split 2021.

Il roster per il Summer Split 2021

Il 16 maggio, qualche giorno prima, l’organizzazione decide di chiudere i rapporti con Edoardo “Dodi” Falcetti. Si legge, “Nelle ultime giornate, a seguito di divergenze interne allo staff, abbiamo preso la decisione di allontanare il nostro Esports Manager Edoardo “Dodi” Falcetti dalla ASD Gaia Esports.” Nonostante secondo alcune dichiarazioni Falcetti e Bernardi fossero amici prima ancora di incontrarsi nei Gaia, ciò non salva il primo dall’essere allontanato, pagando forse la sua figura ingombrante nella scena competitiva italiana. Eppure molti giocatori e altri membri dello staff hanno difeso e continuano a difendere l’operato di Falcetti nei Gaia, descritto come uno dei pochi che abbia realmente cercato di fare i loro interessi piuttosto che quelli dell’owner. È forse proprio su questo punto, ma qui entriamo nel campo delle ipotesi, che si sono creati i presupposti per un suo addio che non ha fatto altro che aumentare gli attriti interni all’organizzazione.

Il comunicato dei Gaia

Il 18 maggio, invece, a salutare è il coach Doc Quick. L’organizzazione dei Gaia decide di non confermare l’allenatore in capo. Anche in questo caso la decisione finale, secondo quanto trapelato, è da attribuire all’owner Bernardi, apparentemente insoddisfatto delle draft presentate durante i game del Promotion. A far discutere è tuttavia il modo in cui il coach è allontanato, come da lui stesso dichiarato:Nella mia esperienza con i Gaia ho incontrato alcune brave persone, mi sono qualificato per il PG Nationals e sono stato umiliato davanti al mio intero staff, licenziato da una persona che non era presente e che ha attribuito tale decisione a chiunque altro tranne che a sé stesso.” Secondo quanto raccontato da Dife11 in diretta streaming, i giocatori non sarebbero stati troppo soddisfatti di alcune draft ma nessuno avrebbe realmente voluto allontanarlo, pronti a concedergli una seconda occasione. La decisione finale sarebbe quindi stata presa proprio da Bernardi che, secondo alcune testimonianze, avrebbe accusato Doc Quick con queste parole: “Hai perso un game e le due draft fanno schifo, sei licenziato.” Il 20 maggio viene ufficializzato l’ingresso di Mattia Pietropaolo “Trikke” come nuovo head coach.

Il tweet con cui Doc Quick descrive, ironicamente, la sua esperienza

Secondo una fonte, poi, già in quel momento c’era un sentore strano nell’aria: “Questo tizio [Bernardi] ha intenzione di rimanere per un solo split. Probabilmente pagherà i propri giocatori per metà per poi vendere il proprio slot e scomparire. Questo è il suo unico interesse, non gli interessa nulla del PG Nationals.” Lo stesso Dife11 racconta i vari comportamenti di Bernardi durante lo split, descrivendolo come un proprietario che “si comportava allo stesso tempo come owner, team manager, coach e amicone dei giocatori.” Secondo quanto trapelato Bernardi sfidava infatti spesso i proprio giocatori in partite 1v1 e chiedeva di giocare insieme nella modalità Aram, anche a notte inoltrata in orari in cui i giocatori avrebbero dovuto finalmente riposare.

Ma qual è realmente il piano dei Gaia Esports? L’idea è di sfruttare l’inevitabile esposizione mediatica derivate dalla partecipazione al PG Nationals, e quindi il diventare una realtà affermata all’interno della community di League of Legends, per poi vendere al pubblico corsi dedicati ai giocatori che vogliono abbracciare la carriera competitiva: “Come scalare la SoloQ”, “I diversi momenti della partita: early, mid, late”, “Il farming”, “Le rotazioni”, “Il posizionamento nei teamfight”, “Lo shotcalling”, “L’analisi di un game da SoloQ” e via dicendo. Secondo Bernardi la vendita di tale corsi, caricati su una piattaforma ad hoc, sarebbe stata più che sufficiente per sostenere economicamente la sezione competitiva. Motivo per cui il budget iniziale destinato al team era nel tempo cresciuto: dai 10.000 € proposti inizialmente si era arrivati fino a 20.000 €. 

Un costo che potrebbe sembrare eccessivo ma che nel mercato italiano attuale di League of Legends è il costo necessario per assicurarsi un ottimo roster per un singolo split del PG Nationals. Costi che negli anni sono aumentati sempre più a causa della speculazione maturata sugli stipendi dei giocatori che hanno trovato organizzazioni disposte ad accontentare le loro richieste economiche. Sono queste motivazioni che spingono un’organizzazione a cercare una via alternativa per monetizzare la propria presenza nella massima scena di League of Legends e renderla sostenibile: nel caso dei Gaia Esports tale alternativa è rappresentata dai corsi Masterclass.

Tuttavia l’organizzazione inizia a entrare in una cattiva luce a livello internazionale, principalmente a causa degli screzi su Twitter di Bernardi (account SPUD) con Michael “Veteran” Archer, una delle personalità più influenti della scena con lunga carriera competitiva alle spalle: analyst per Origen e H2K, head coach per i Dignitas EU, lo Schalke04 e nuovamente gli H2K, dall’aprile 2020 è streamer per i Fnatic. La prima mossa è di Veteran che il 19 maggio commenta il roster dei Gaia appena annunciato: “Nonostante l’organizzazione sia una montagna puzzolente di merda umana, questi giocatori sono in realtà ottimi.” Un attacco diretto all’organizzazione, anche in modo colorito, che non viene presa bene da Bernardi che contrattacca cercando di difendere il lavoro proprio e della sua organizzazione (che potete seguire in questa discussione).

I battibecchi con Veteran non si fermano tuttavia qui: l’11 giugno riprende un tweet di Bernardi (l’account SPUD) del precedente 19 maggio in cui attacca l’organizzazione di non avere liquidità e di non poter pertanto mantenere le promesse fatte. Bernardi risponde a suo modo condividendo lo screenshot del proprio account Paypal (qui) in cui figurano più di 100.000 € disponibili. Da dove nasce allora il tweet di Veteran?

Lo screenshot dell’account Paypal di SPUD/Stefano Bernardi

Lo stesso 11 giugno, poche ore prima, vari membri dello staff dei Gaia avevano annunciato le proprie dimissioni. Secondo quanto trapela in quelle ore, a dare il via sarebbe stato Dife11, stanco dei continui comportamenti e intromissioni dell’owner nell’operato quotidiano del team. Una sorta di padre padrone dell’esports, pronto a mettere bocca su tutto al grido di “I soldi sono miei e faccio quello che voglio io”. Rowe, Ego e Dife11 salutano con un annuncio su Twitter, lo stesso fa il social media manager Francesco Avati, tutti con un’idea ben chiara in testa: “Probabilmente non saremo pagati per il nostro lavoro, meglio lasciare ora.” 

Stefano Bernardi, da me contattato all’epoca dei fatti, commentava: “La squadra è mia, ed ho le mie motivazioni, quindi non vedo il problema. Il termine professionalità è lontano anni luce da questo ambiente, fidati.” Motivazioni che a quanto pare risiedono sia in screzi con alcuni membri dello staff, tra cui più di tutti Rowe come rivelato da Dife11, che nella mancanza di professionalità, accusando alcuni componenti dello staff di non lavorare abbastanza. La verità in realtà sembra un’altra e come sempre si trova a metà strada: il budget iniziale di 20.000 € sembra iniziare a volatilizzarsi visto che il progetto delle Masterclass non è in realtà ancora partito. È questa la causa che spinge l’organizzazione a dimezzare il coaching staff, cambiando progetto competitivo in corsa ed epurando tutte le figure, e pertanto relativi costi, che non siano strettamente necessarie. 

Ma chi si sarebbe dovuto occupare di realizzare i corsi della Masterclass per la nuova piattaforma da lanciare? A quanto pare i giocatori stessi. L’organizzazione ha infatti proposto ai player di firmare due diversi contratti: uno, quello standard, per competere nel PG Nationals, e un altro per la realizzazione di contenuti video di coaching e spiegazione di League of Legends. Secondo quanto rivelato da Dife11 i contratti per le Masterclass non sarebbero mai arrivati ai giocatori. Fatto confermato anche da Chapapi, midlaner del team e protagonista della parte finale di questa ricostruzione dei fatti. Da chiarire che si tratta di due contratti separati, indipendenti tra loro. 

Nella notte tra il 29 e 30 luglio, a poche ore dalla sconfitta contro gli Axolotl ai playoff del PG Nationals che comportano l’esclusione dei Gaia dalla lotta per il titolo e dalla qualificazione all’European Masters, Chapapi pubblica un Twitlonger in cui racconta tutta la sua esperienza, dall’ingresso nei Gaia fino agli ultimi giorni, accusando direttamente l’organizzazione di “frode” (promesso tramite contratti scritti determinate retribuzioni mai ricevute) ai danni di giocatori e staff. Un racconto lungo e colmo di dettagli, in linea con altre testimonianze pubbliche e anonime, che conferiscono sufficiente attendibilità. Qui ne proponiamo gli estratti più significativi.

Premessa: per motivazioni personali Chapapi aveva un contratto con scadenze differenti rispetto al resto del team. Chapapi ha la propria compagna attualmente in dolce attesa e per poter ottemperare a queste e altre spese ha chiesto di essere pagato ogni primo del mese, ovvero l’1 giugno e l’1 luglio per le due tranche di pagamenti. Tutti gli altri giocatori, invece, avrebbero ricevuto da contratto quanto pattuito il 15 luglio. Nonostante tali indicazioni le problematiche per Chapapi si presentano già al primo pagamento: Bernardi paga solamente metà di quanto pattuito, affermando che il resto della prima tranche sarebbe arrivato alla fine della settimana. La motivazione di tale ritardo, secondo Bernardi che su Discord è identificato come [GE] UncleSpud, è da imputare ai lavori che procedono a rilento per le Masterclass che stanno impegnando non poco risorse e denaro dell’organizzazione. 

Richiesta primo pagamento differito

Bernardi fa una seconda richiesta: posticipare la seconda parte del pagamento al mese successivo, così da non pesare troppo sulle casse dell’organizzazione. Chapapi risponde di non poter attendere così tanto e chiede l’immediato pagamento della rimanente parte della prima tranche. Di tutta risposta Bernardi afferma che non pagherà Chapapi finché il giocatore non inizierà a realizzare i contenuti video richiesti per la Masterclass, nonostante, come anticipato, si tratti di due contratti indipendenti e non vincolati tra loro, né nel contratto da giocatore è mai stata inserita una clausola che subordini il pagamento di quanto stabilito alla consegna dei video di coaching. Si legge: “[Bernardi] aveva detto che avrebbe preparato dei contratti appositi per la Master Class con i quali avrei ricevuto una certa retribuzione per ogni video realizzato; contratto che non mi è stato mai inviato. Anzi, ha affermato che nel contratto iniziale di ogni giocatore fosse presente l’obbligo di realizzare dei video per essere pagati. Chiaramente una bugia.

Richiesta di spostare i pagamenti

Tuttavia, nella condizione in cui si trova, Chapapi acconsente a realizzare dei video pur di ottenere quanto stabilito. Nonostante le buone intenzioni, però, Bernardi scompare iniziando a non rispondere più, lamentando più tardi che Chapapi non avrebbe mai mostrato interesse nel realizzare i video: “Ho trovato folle che non avevo la possibilità di concentrarmi sugli allenamenti, sulla soloq, sulle partite ufficiali e sul cercare di qualificarci per l’EUMasters perché avrei dovuto organizzare, creare, registrare e caricare tali contenuti per lui. Contenuti che lui voleva fossero di 45-60 minuti ognuno. Ha continuato a trattenere il mio salario finché la direzione del PG Nationals non ha iniziato a fare pressioni affinché mi retribuisse e finalmente ho ricevuto la seconda parte della prima tranche di pagamenti, seppur con 20 giorni di ritardo.

Bernardi annunci ai giocatori il 19 luglio che il pagamento è slittato ad agosto

Arriviamo così a luglio quando, ancora una volta, il giorno pattuito Chapapi non riceve la somma che gli spetta. “Mentre io inviavo cinque paragrafi per mostrargli la struttura dei contenuti video di coaching, [Bernardi] ha iniziato a non rispondermi più né alle richieste di pagamento né in merito al progetto Masterclass. Non solo, tramite altri giocatori mi ha anche definito ‘pigro’ e con poca volontà di lavorare.” Il 15 luglio sarebbe stata anche la data del primo pagamento per tutti gli altri giocatori, come stabilito nel contratto: ma anche questa volta non arriva nulla.

Il 19 luglio Bernardi comunica ai giocatori che il pagamento slitta ad agosto con le seguenti motivazioni: “La decisione è stata presa in seguito ai problemi avuti recentemente; io e i miei soci non vogliamo rischiare di pagare per un progetto che non funziona. Pertanto il pagamento avverrà ad agosto, sempre che non ci siano ulteriori ritardi o problemi come già avvenuto nei mesi precedenti.

Si tratta dell’ultima comunicazione ricevuta dai giocatori, ancora in attesa di ricevere quanto stabilito nei propri contratti, così come per i membri dello staff. Così come l’ultimo tweet dell’organizzazione, nel frattempo trasferitasi su un account differente dopo l’addio dell’ex-social media manager, è datato l’1 luglio.

 

Al termine di questo racconto le prime domande che giustamente dobbiamo porci sono per gli organizzatori del torneo, PG Esports, che abbiamo contattato per ricevere lumi: ci è stato comunicato che riceveremo una risposta ufficiale il prima possibile e che ovviamente pubblicheremo interamente non appena perverrà. Nel frattempo possiamo anticipare che durante il corso del campionato l’organizzazione è stata già multata da PG Esports per reiterati ritardi e mancanza di una figura con cui interfacciarsi.

Di seguito, invece, la risposta pervenuta da Stefano Bernardi interpellato sulla questione: “Il riassunto in poche parole della situazione è che se fossi una banca e dovessi valutare il rischio di un’impresa, intesa in questo caso come una squadra di League of Legends nel circuito del PG Nationals, non farei aprire nemmeno il conto corrente data l’elevata quantità di fattori fuori da ogni tipo di controllo delle organizzazioni. Non posso gestire una società in cui nessuno mi da retta, in cui nemmeno se licenzio il personale vengo preso sul serio. Avevamo uno staff di quasi 10 persone che lavorava allo stesso regime di 2, senza team manager.

Un’ultima riflessione andrebbe anche nei confronti di giocatori e staff che hanno firmato un contratto di lavoro fidandosi delle figure che rappresentavano l’organizzazione nonostante in molti già non vedevano di buon occhio questa nuova realtà fin dall’inizio. Ma gliene si può davvero fare una colpa? Forse no ma di certo crea un precedente importante: da oggi giocatori e staff faranno molta più attenzione nel legarsi o meno a una determinata realtà, nuova o consolidata che sia.

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