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L’esports italiano è un fenomeno in crescita. Un anno fa gli appassionati erano 1 milione, oggi 1 milione e due, un +20% che dà l’idea del peso che questo fenomeno sta assumendo nel nostro Paese. Il nuovo Rapporto sugli esports in Italia, realizzato da Aesvi, l’Associazione Editori e Sviluppatori Videogiochi italiani in collaborazione con Nielsen e presentato oggi a Milano alla Fondazione Catella, conferma le attese. E se aumentano del 20% coloro che dedicano al videogioco competitivo almeno 5 ore alla settimana, l’aumento è ancora più consistente prendendo in considerazione gli avid fan, coloro che seguono eventi esports quotidianamente, passati in 12 mesi da 260mila a 350mila (+35%).

“L’evoluzione del fenomeno è particolarmente incoraggiante – ha dichiarato il presidente di Aesvi, Marco Saletta, in apertura dell’appuntamento odierno – . Abbiamo registrato l’affermazione di campioni italiani nel mondo, e questo contribuisce a posizionare l’Italia anche in ambito esportivo. Siamo convinti che la maggiore professionalizzazione dell’ecosistema italiano sia sicuramente merito anche del consolidamento di alcuni dei principali attori del settore, in particolare gli organizzatori di eventi e i team”.

Un fenomeno, quello del gaming competitivo, in cui Aesvi ha dimostrato di credere e sul quale ha deciso di scommettere anche a costo di cambiarsi i connotati: “stiamo provvedendo alla stesura del nostro nuovo statuto – ha ricordato il presidente Saletta –, lo presenteremo entro giugno e con esso apriremo le porte agli esports. Nel 2018 abbiamo creato con Nielsen un osservatorio permanente sul fenomeno del gaming competitivo, per avere un punto d’osservazione privilegiato sulla sua evoluzione. Vogliamo dare il nostro contributo allo sviluppo dell’ecosistema degli esports in Italia, lavorando in prima linea per rendere il nostro Paese sempre più importante e competitivo a livello internazionale”.

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