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Partendo da un semplice hobby, spesso il gamer si trova ad avere un vero e proprio lavoro, e mentre le Federazioni sportive e i Comitati olimpici continuano a domandarsi se inserire gli esports tra le discipline ufficiali, l’Amministrazione finanziaria inizia a passare sotto la lente di ingrandimento i proventi derivanti da questa particolare forma di gaming.

Articolo di Giancarlo Marzo e Irene Barbieri – Studio Legale e Tributario Marzo Associati

Dimenticate le intramontabili scarpette da calcetto, o la cara vecchia racchetta da tennis: ormai lo sport si gioca a casa, comodamente seduti davanti al proprio pc. Armati di joystick, display e followers, i giocatori (cd. gamers o, più in generale, streamers) – da soli oppure in team – si sfidano a colpi di videogiochi su
piattaforme digitali, creando intere comunità virtuali di fans pronti a seguire tutte le mosse dei loro beniamini, da un torneo a una diretta live in streaming. Sono gli esports, la nuova frontiera dell’entertainment legato allo sport che, complice anche la crisi degli eventi sportivi tradizionali a seguito della pandemia da Covid-19, hanno ormai conquistato tutto il mondo e – stando a un report datato 2018 elaborato da Goldman Sachs – creato un giro d’affari stimato, per il 2023, per 1,59 miliardi di dollari.

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