Tra gli annunci più importanti della prossima stagione anche il ritorno del drago più problematico di League of Legends.

Era gennaio quando Riot Games decise di disabilitare dal gioco uno dei sei draghi più controversi mai inseriti nella Landa degli Evocatori, il Drago (e la Landa) Chemtech. Arrivato da poco più di due mesi nel corso della scorsa preseason insieme al meno problematico Drago Hextech, il Chemtech si appresta a tornare dopo quasi un anno, questa volta si spera definitivamente: ovviamente modificato e cambiato per provare a essere apprezzato sia dai giocatori di tutti i giorni che dai professionisti. Erano stati infatti proprio loro, dopo poche settimane dall’inizio della stagione competitiva, a chiedere a gran voce una modifica, nonostante le lamentele fossero giunte alle orecchie degli sviluppatori di League of Legends già da diverso tempo. Non essendoci sufficientemente tempo per intervenire, Riot decise allora di disabilitarlo dal gioco, rimandando a più avanti il momento in cui lo avrebbe ripresentato sotto una nuova veste.

Com’era il drago

Il momento è adesso finalmente arrivato dopo svariati mesi passati a rivedere il drago e in particolare le abilità e i potenziamenti che faceva acquisire a chi ne conquistava l’eliminazione e a chi calpestava la Landa Chemtech modificata. A sollevare un polverone non fu il bonus ottenibile con una singola uccisione del drago, ovvero la passiva di poter infliggere più danni quando si avevano pochi punti salute, bensì come la Landa veniva modificata e la sua anima ottenuta dal team che uccidesse per primo quattro draghi (quindi almeno due draghi Chemtech e due di diverse tipologie). In particolare la Landa creava delle zone di mimetizzazione perenne che negavano, di fatto, qualsiasi possibilità di recupero per le squadre in svantaggio economico che, come sappiamo, si traduce su League of Legends anche in uno svantaggio di visione della mappa, andando a modificare totalmente i tempi di gioco. L’Anima del drago, invece, consentiva ai componenti del team che la possedevano di tornare brevemente in vita dopo la morte in uno status simile alla passiva di Sion ma con una differenza: avrebbero potuto continuare a usare le loro abilità, ultimate inclusa. Passive che secondo molti giocatori professionisti non seguivano i dettami dell’integrità competitiva durante le partite, oltre a essere delle abilità troppo sbilanciate rispetto a quelle rilasciate dagli altri draghi.

Com’è oggi

Oggi invece il Drago Chemtech tornerà in una veste nuova, anche sotto il profilo estetico: avrà infatti un nuovo design e una nuova tematica, differente da quella legata a Zaun, una delle regioni di Piltover nella terra di League of Legends ad alto tasso di inquinamento in cui l’aria è irrespirabile (da qui l’idea iniziale di collegare il Drago a delle zone di nebbia tossica). Quando inizierà la preseason, il Drago Chemtech conferirà invece tenacia, quindi resistenza ai rallentamenti e alla durata degli altri impedimenti, e un buff a scudi e guarigioni, aiutando pertanto quei campioni che basano il proprio skill-set su queste due caratteristiche. Riguardo l’anima, invece, i giocatori che la ottengono avranno danni bonus e riduzione dei danni subiti sotto una certa soglia di punti vita. Infine, la nuova Landa Chemtech: addio nuvole di smog, ma rimangono comunque degli agenti chimici che modificano la Landa in tutta la sua estensione andando in particolare ad avere degli effetti sulle piante. I bulbi esplosivi, ad esempio, adesso spingeranno il doppio più lontano; i frutti stimolanti ora producono invece frutti mielosi che non rallentano più i giocatori e anzi forniscono addirittura un piccolo scudo bonus; i germogli predatori, infine, conferiscono velocità di movimento attorno a sé e nella direzione in cui vengono utilizzati per rivelare la visione nemica, oltre a diminuire la barra dei punti vita dei lumi nemici scoperti. Si tratta di modifiche che a una prima occhiata sono senza dubbio importanti e significative ma senza andare a snaturare eccessivamente la Landa o gli scontri tra giocatori.

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