I Mad Lions sono la quarta squadra a vincere il campionato europeo di League of Legends: 3-2 in rimonta sui Rogue.

Per la prima volta in sette anni né Fnatic, fuori al Round 2 dei playoff, né i G2 Esports, eliminati in semifinale, hanno scritto il loro nome nella storia di League of Legends: sette anni di dominio assoluto interrotti finalmente da un nome nuovo della scena, i Mad Lions. L’organizzazione di origine spagnola, precedentemente conosciuta come Splyce, nell’arco di un anno e mezzo è salita ai vertici della scena competitiva europea e internazionale: Top3 nello Spring 2020, Top4 nel Summer 2020 e qualificazione al mondiale. 

Quest’anno, dopo aver cambiato toplaner e jungler con l’arrivo di İrfan Berk “Armut” e dell’esordiente Javier “Elyoya” Prades Batalla, premiato come “Rookie of the split”, i Mad Lions si sono laureati campioni della LEC, diventando il quarto team a scrivere il proprio nome tra i vincitori della competizione europea in nove anni.

I Mad Lions hanno affrontato in finale i Rogue in quella che è già diventata la nuova rivalità della scena europea dopo Fnatic e G2 Esports, squadre che si dividono anche il maggior numero di trofei conquistati finora: 8 per i G2, 7 per i Fnatic e 1 per gli Alliance. Non solo: per la prima volta dopo cinque anni e 10 split consecutivi in finale europea non ci erano presenti né Luka “Perkz” Perkovic, nella notte italiana vincitore dell’LCS in Nord America, né Rasmus “Caps” Winther, eliminato in finale di Loser Bracket con i suoi G2 Esports.

Mad Lions e Rogue insieme rappresentano inoltre la dodicesima e tredicesima squadra ad aver disputato una finale EULCS o LEC. E lo hanno fatto portando per la prima volta in finale nove giocatori su dieci: l’unico ad aver disputato una finale europea finora era stato Steven Liv “Hans Sama” nel Summer 2017 con i Misfits nella partita poi persa contro i G2 Esports. Non solo. Sette giocatori su dieci tra le due squadre arrivano da un’esperienza nelle leghe locali negli ultimi tre anni: tre lato Rogue con Inspired, Trymbi e Larssen; quattro per i Mad con Humanoid, Kaiser, Carzzy e il già citato Elyoya. Lo stesso jungler Elyoya e il support Adrian Trybus “Trymbi” sono i due rookie, gli esordienti, dello split, dimostrando che puntare sui giovani talenti non è necessariamente una scommessa persa in partenza.

La cronaca e le chiavi della partita. Dopo i primi due game il trofeo sembrava già in mano ai Rogue, avanti 2-0 con due prestazioni più che convincenti e con i Mad inaspettatamente inerti. La stessa draft del terzo game sembrava chiaramente a favore dei Rogue a cui gli avversari avevano lasciato sia Tristana che Caitlyn. E i primi minuti del game sembravano consegnare senza sorprese il trofeo proprio ai Rogue. 

In realtà i Mad hanno sì concesso le prime iniziative ma senza mai uscire dal game e quando sono iniziati i primi veri teamfight si sono fatti trovare pronti grazie alle sortite improvvise di Armut, lasciato troppo libero di accumulare vantaggio sul suo Wukong. Qualche errore di posizionamento della Tristana di Larssen e la solidità di Humanoid in corsia centrale e di Elyoya in giungla hanno consegnato il game ai Mad che nel quarto game hanno poi portato tutto in pareggio chiudendolo in appena 24 minuti. 

Il quinto game sembrava, ancora una volta, in favore dei Rogue, pronti a scombinare le carte in draft con l’arrivo di Ryze per Larssen e Renekton per Odoamne e la coppia Senna-Tamh Kench in botlane. Avanti di 4.000 gold, sono ancora una volta i teamfight a decidere l’esito del match, ormai marchio di fabbrica dei Mad Lions: puliti, concentrati, così come contro i G2 Esports sanno esattamente come ognuno di loro deve comportarsi negli scontri a campo aperto e su quali giocatori avversari chiudere prima. Intelligenti, soprattutto, nel sacrificare spesso la botlane, per aggressività e meccaniche inferiori alla coppia Hans Sama-Trymbi, per investire invece le risorse sul resto della mappa: sono proprio Humanoid e Armut, rispettivamente su Viktor e Gnar, a portare i teamfight dalla parte dei Mad e a consegnare loro la vittoria.

Lo spettacolo della finale ha contagiato centinaia di migliaia di spettatori: la partita ha registrato un picco di 831.198 spettatori contemporanei, diventando la partita più vista della stagione e balzando al quarto posto nella classifica all-time della competizione europea. Lo Spring Split si è chiuso in generale con ottimi numeri lato streaming: più di 44 milioni le ore viste dal pubblico con una media di 309.813 spettatori. 

I Mad Lions in qualità di vincitori della LEC si qualificano così al Mid-Season Invitational, l’evento internazionale di metà stagione a cui partecipano solo i vincitori di ogni campionati. Nella notte si sono qualificati anche i Cloud9, vincitori dello Spring Split nordamericano, con un altro 3-2, in rimonta dall’1-2, sui Team Liquid. Le due squadre occidentali raggiungono i già qualificati Damwon Kia, vincitori dell’LCK coreana, i Pentanet della LCO oceanica, i Denotation Focus Me del Giappone e gli Infinity Esports della LLA latino-americana. Appuntamento adesso al 6 maggio per l’inizio delle ostilità.

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