MrBox, Analyst Tempra Esports
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Una carriera, come molti, iniziata da giocatore. Poi la scelta di passare dietro la scrivania ad analizzare gli avversari, a semplificare il lavoro della propria squadra. Sliding doors che hanno portato Michele “MrBox” Scattola dopo una lunga gavetta e un titolo italiano con i Samsung Morning Stars nel gotha del competitivo di Rainbow Six Siege. Da poco più di un mese, infatti, “MrBox” ricopre il ruolo di Analyst nei Tempra Esports, organizzazione italiana con roster francese che attualmente partecipa all’European League. Un traguardo meritato e per certi versi storico per la scena competitiva di Siege qui in Italia.

Michele, partiamo dall’inizio: cosa ti ha spinto ad iniziare la carriera da Analyst?

“Come molti ho iniziato da giocatore. Ho partecipato alla Serie B di ESL, sfiorando la qualificazione agli spareggi per la Serie A. Finita quella prima esperienza mi ero accorto subito che non avevo le doti tecniche per stare al passo con alcuni miei compagni e, dato che mi piaceva molto la parte tattica del gioco, ho deciso di provare a diventare un membro staff. La mia fortuna è stata quella di conoscere qualcuno degli ExAequo Quantix, squadra che era in Serie A, e mi sono offerto per aiutarli nel loro percorso. Successivamente mi sono fatto strada passando da Team QLASH, Samsung Morning Stars e poi Tempra Esports”.

Il tuo contributo è stato importante per la vittoria del titolo italiano con i Samsung Morning Stars e, in seguito, è arrivata la chiamata dei Tempra Esports al termine dello stage 1. Deve essere stato motivo di grande orgoglio per te. Come ti sei approcciato a questa nuova avventura con un team di European League e quali sono state le tue prime sensazioni?

“Quando mi è arrivata la proposta ero al settimo cielo ed ero onorato di prendere parte ad un progetto simile. Conoscevo Voy dopo l’esperienza in Morning Stars e non vedevo l’ora di lavorare di nuovo con lui. All’inizio ho cercato semplicemente di prendere confidenza con l’intero ambiente, tutti quanti francesi, e pian piano mi sono introdotto nelle loro meccaniche di lavoro. Mi hanno accolto tutti bene, in particolare Chaoxys: mi ha sempre aggiornato su tutto, sopratutto nella pausa estiva e penso di stare pian piano prendendo fiducia con tutti loro”.

Lo stage 1 di questa European League è stato molto positivo per i Tempra. Che apporto speri di poter dare per lo stage 2 e quali sono gli obiettivi della squadra?

“Il mio obiettivo è quello di poter guardare indietro a questo stage 2 e riconoscere il mio impatto sulla squadra. Quale forma possa assumere non lo so ancora. L’obiettivo che ci siamo prefissati è quello di migliorare i risultati dello stage 1 e centrare la qualificazione al prossimo Major, cercando di raccogliere più punti possibili. Il sogno resta sempre il Six Invitational”.

In questi giorni, intanto, Ubisoft ha annunciato la prima Coppa del Mondo di Rainbow Six Siege e l’Italia è tra le nazioni che ha avuto un invito diretto all’evento. Il nostro auspicio, ovviamente, è quello di vederti in qualità di analyst. Giocatori e semplici appassionati su Twitter si sono divertiti con il toto-giocatori, ma chi secondo te potrebbe ricoprire il ruolo di coach della spedizione azzurra ai mondiali?

“Essere convocato per la Coppa del Mondo sarebbe un grandissimo onore. I posti disponibili come staff, però, sono solamente tre. Dovrò dimostrare di meritarlo. Sicuramente la nazionale non avrà l’opportunità di allenarsi molto, visto che tutti i player faranno già parte di squadre professionistiche. Proprio per questo motivo credo che chiunque farà parte del progetto azzurro dovrà avere grande sinergia di lavoro. Considerando questo aspetto, non posso astenermi dal nominare Chinook, persona con cui mi confronto da parecchio tempo e con cui dialogo tanto di Siege. Ci sono alcuni fattori ancora non definiti nella selezione dei partecipanti alla nazionale, quindi non occorre pensarci in questo momento”.

La scelta di Ubisoft di rivedere completamente il panorama competitivo ha mischiato le carte in tavola anche da noi. Dobbiamo abituarci a vedere organizzazioni italiane con team stranieri come nelle altre leghe, visto che il posto in European Challenger League può fare gola a tutti. Cosa riserverà, dal tuo punto di vista, il futuro alla scena competitiva italiana di Rainbow Six?

“L’ingresso di player europei nel campionato è inevitabile, ma non è un aspetto preoccupante. Se si vuole raggiungere un traguardo europeo si dovrà per forza affrontare avversari stranieri. Credo, quindi, che avere una maggiore competizione per quanto riguarda l’ingresso nel campionato per i giocatori aumenterà forse il livello del torneo stesso. Sarà importante, invece, riuscire a far avvicinare al competitivo ancora più persone. La community italiana di players di Siege è una delle più grandi in Europa, non siamo però ancora riusciti a far appassionare al nostro campionato una gran parte di loro. Sarà questo uno dei punti più importanti su cui lavorare”.

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