IlSolitoMute

Operazione Neon Dawn, la stagione finale del quinto anno di Tom Clancy’s Rainbow Six Siege, è stata lanciata proprio in questi giorni. E come di consueto, Ubisoft con l’avvento della nuova season ha portato una ventata di aria fresca al suo titolo di punta. Alcune modifiche al meta, il passaggio a next-gen e il rework della mappa Grattacielo: queste sono solo alcune delle novità arrivate con Neon Down.

Novità che puntualmente, in maniera impeccabile, vengono anticipate da Raffaele Bottone. Meglio conosciuto come “ilSolitoMute”, Raf e il suo compagno di avventura Marco “ilBuonPulse” Tortora sono i Creator della Rainbow Six Italian Community. Un canale YouTube da 120.000 iscritti, 55.474 follower su Twitch e oltre 60.000 su Instagram. Numeri pazzeschi per i due ragazzi originari di Pagani. Tra passato e presente di Siege, noi di EsportsMag.it abbiamo deciso di fare una chiacchierata proprio con “ilSolitoMute”.

Raf, ormai sei uno dei punti di riferimento per chi ama Rainbow Six Siege. Per tutti quelli che non ti conoscono o per gli appassionati di altri videogiochi, di cosa ti occupi e come è cominciato il progetto della Rainbow Six Italian Community?

La R6IC nasce sicuramente da un’immensa passione per Siege. Dall’E3 2014, in cui fu presentato con un trailer incredibile, ho seguito ogni singolo aspetto dello sviluppo. In seguito al rilascio del gioco, dopo aver bombardato i miei amici con ogni notizia possibile al riguardo, decidemmo di portare tutte queste informazioni sul web e di renderle disponibili alla community del titolo. Mentirei se ti dicessi che io o Marco ci saremmo aspettati di raggiungere così tante persone in così poco tempo.

Un progetto, quello della Rainbow Six Italian Community, che ti ha portato insieme al tuo amico Marco a girare il mondo per le manifestazioni internazionali di Siege. Esperienze importanti che ti hanno aiutato sicuramente ad allargare gli orizzonti. È stato stimolante per te confrontarti con Creator o più in generale con personaggi internazionali di questo mondo?

Credo, sinceramente, sia stato uno degli aspetti migliori di tutta questa esperienza incredibile. Poter incontrare dal vivo quei creator internazionali che abbiamo seguito per anni e poterci confrontare con loro o semplicemente con i developer del gioco, ci ha fatto sentire parte integrante dell’ambiente che circonda Rainbow Six.

Cinque anni dall’uscita e Rainbow Six Siege è ancora uno dei titoli più giocati. Ti saresti mai aspettato un successo così importante?

In realtà non ci ho mai riflettuto molto, almeno non in quel periodo. Per me, nel 2015, si trattava semplicemente di un gioco, il mio preferito, da condividere con gli amici. Tutto iniziava e finiva lì. Sicuramente, però, il team di sviluppo non aveva preventivato un successo di tale portata. Il gioco era stato pensato per durare al massimo due o tre anni.

Proprio in questi giorni, intanto, è stato comunicato il passaggio a next-gen di Rainbow Six. Una notizia positiva: Ubisoft continua a puntare su Siege. Spesso si parla di un dualismo tra PC e console, vinto per ovvi motivi da PC. Si potrebbe, però, pensare ad un Rainbow Six per i console player più vicino a quello di PC almeno nei piccoli dettagli? Penso, ad esempio, al FOV bloccato su Playstation e Xbox. E soprattutto, Ubisoft lancerà un cross-platform tra console?

Non riesco proprio a capire per quale motivo non venga data ai player su console la possibilità di regolare il FOV a proprio piacimento. Altri FPS hanno implementato da tempo questa funzione, non penso sia dovuto a limiti imposti dalle piattaforme. Spero che la Ubisoft prenda in considerazione questa idea il prima possibile, perché ad oggi non se n’è mai parlato. Sul cross-platform, invece, sono molto più positivo. Di recente hanno confermato in maniera ufficiale di aver iniziato una fase di studio per capire in che modo gestire questa possibilità. Magari arriverà qualche news il prossimo anno.

Concentriamoci sulla nuova stagione. Neon Dawn ha mandato in cantina Shadow Legacy con una nuova operatrice e il rework di Grattacielo. Rainbow Six Siege è in costante cambiamento e da giocatore, oltre che da Creator, hai vissuto tutte le sue evoluzioni. Che idea ti sei fatto dell’attuale meta e come valuti le novità che dovrebbero arrivare con Neon Dawn?

Come ogni season, ci vorrà un po’ di tempo per valutare pro e contro delle varie modifiche. Al momento Neon Dawn promette bene soprattutto per l’approccio nei confronti del meta di gioco. I singoli nerf e buff arrivati con l’ultimo update hanno un’unica chiave di lettura: il potere degli intercettatori (Jäger, Wamai e anche Aruni) deve essere limitato a poche utility avversarie. Credo che l’intento di Ubisoft sia quello di rendere i round più dinamici e di evitare che le azioni si concretizzino solo negli ultimi 20 secondi.

Come su ogni gioco, ci sono gioie e dolori. Spesso, lo sai meglio di me, i player si imbattono in situazioni spiacevoli: cheater su PC, mouse e tastiera su console. Ubisoft, però, si sta battendo per risolvere questi problemi. Nel frattempo, ha arginato il problema DDoS su tutte le piattaforme. Non proprio una roba da poco. Gli imbroglioni hanno le ore contate?

Mi piacerebbe rispondere con un sì convinto, ma è difficile farlo. Come ogni gioco online, i cheater spuntano fuori come funghi. Pensateci, li abbiamo visti anche su Fall Guys o su Among Us. Follia pura. È una questione annosa e ogni casa di sviluppo deve fare i conti con la parte tossica della propria community. Sicuramente il team che se ne occupa sta cercando di limitarli e, per quanto sia riuscito a fare passi da gigante su PC, non si può dire lo stesso per gli utilizzatori di M&K su Console. Al momento, sembrano essere a lavoro su una possibile soluzione e io non posso che sperare riescano a trovarla nel minor tempo possibile. Sono contento, invece, dei progressi fatti nel campo degli attacchi DDoS. Una situazione che mi aveva preoccupato parecchio, ma che mi sembra sia stata combattuta benissimo. In tanti mi segnalano lunghe ondate di ban che si susseguono e che ripuliscono un po’ la playerbase.

Visto che siamo una testata esports, una domanda sul PG Nationals mi sembra doverosa. Il livello sembra essersi alzato parecchio qui in Italia con Macko, Mkers ed NLE. Qual è la tua favorita?

Questo Split del PGNATS è, senza ombra di dubbio, il più avvincente visto finora. Oltre alle tre nominate, mi sento in dovere di complimentarmi anche con gli altri team che stanno dando spettacolo in quasi ogni match. I complimenti vanno anche al gruppo di caster e a chi lavora dietro le quinte perché, nonostante la pandemia, sono riusciti ad alzare ancora di più il livello e a proporre un contenuto molto più coinvolgente. A inizio campionato, in uno dei nostri Talk Show, abbiamo pronosticato la vittoria dei Mkers. Spero di beccarla, soprattutto perché nella classifica delle prediction siamo messi malissimo. Tra l’altro, non ho mai preso una scommessa sul calcio. Resto coerente.

L’ultima domanda, ma non in ordine di importanza, riguarda i tuoi progetti futuri. Oltre alla Rainbow Six Italian Community, hai aperto un nuovo canale Youtube e un nuovo canale Twitch. È questo un modo per avvicinarti ulteriormente a chi ti segue e per fare emergere anche quelle che sono le tue passioni fuori dai videogiochi?

Sì, con Marco abbiamo ragionato spesso sul “futuro”, trattandosi a tutti gli effetti di un lavoro. Entrambi abbiamo provato, dunque, a prendere questa strada. Diciamo che “RAF – ilSolitoMute” è un progetto nato veramente da pochissimo. Non sono ancora partito su Twitch. Se c’è una cosa che ho capito in questi anni con la R6IC è che amo il mondo dei Content Creator. Ho accumulato un po’ di esperienza nel tempo e ho deciso di mettermi in gioco. Mi reputo un fortunato perché con la R6IC ci siamo trovati al posto giusto nel momento perfetto. L’idea era ottima e abbiamo raccolto tantissimi consensi.
Con il canale personale, invece, voglio qualcosa di diverso. Non offro un servizio, bensì parlo di me stesso e di ciò che mi piace. Spero che i player di Siege, a cui magari sono stato utile in qualche occasione, decidano di darmi una chance e di supportarmi. Ovviamente, non voglio puntare solo su quello, mi piacerebbe poter arrivare davvero a chiunque.

 

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