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Il nuovo anno porta con sé una pioggia di ban. Non solo per Overwatch, ma anche per Counter Strike: Global Offensive. I publisher stanno usando una linea dura per far capire che i regolamenti vanno rispettati. E poco importa se i furbetti sono tanti.

OVERWATCH – Blizzard South Corea ha bannato ben 18.188 account di Overwatch per motivi vari, tra i quali “comportamento antisportivo, AFK, parolacce e molestie”. I nomi delle persone espulse sono stati resi pubblici sul forum di Overwatch, pratica non comune in altre regioni del mondo, ma frequente in Corea del Sud. Questo tipo di lista viene infatti pubblicata dopo ogni stagione di Overwatch, e stavolta appare particolarmente lunga. Il pugno di ferro di Blizzard sembra dare i suoi frutti: Jeff Kaplan, direttore del gioco, affermò a luglio del 2018 che grazie ai provvedimenti presi la chat abusiva era in calo del 26,4% nei server americani e del 16,4% in quelli sudcoreani.

CS:GO – Anche Valve ha dovuto alzare il tiro contro i furbetti. Il sistema anti-cheat della compagnia ha colto in flagrante un gran numero di bari: nel solo mese di dicembre, oltre 600.000 account sono stati bannati dalla piattaforma Steam. La maggior parte dei ban sono legati al titolo CS:GO. Il gioco è diventato free-to-play, con tanto di modalità Battle Royale, proprio a dicembre e l’aumento dei cheater è chiaramente uno degli effetti collaterali del cambio di formula. Quando cresce il numero dei giocatori complessivi, infatti, aumenta la competizione e, con essa, i bari. Anche in questo caso pare che la severità con cui è stato gestito il problema abbia avuto effetti positivi: a gennaio le acque si sono un po’ calmate, e il numero dei ban si è assestato intorno ai 42.000, un valore in linea con la media.

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