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I Campus Party Sparks vanno agli European Masters di League of Legends. E lo fanno nel modo più incredibile. Dopo aver dominato un campionato intero senza particolari patemi d’animo si complicano la vita nella finale di Milano, ma ribaltano l’iniziale 0-2 dei Samsung Morning Stars con un epico “reverse sweep”, quella che nel calcio si chiama ormai “remuntada”.

UNA FESTA PER GLI ESPORTS – Sei ore di diretta Twitch, un migliaio di spettatori competenti e rumorosi per una vera e propria festa degli eSports al Teatro Ciak di Viale Puglie. I cartoncini gialloblu sono in minoranza, ma i fans degli Sparks si fanno sentire eccome. I decibel salgono quando Acidy (corsia superiore), Endz (corsia inferiore), Cospect (supporto), Librid (corsia centrale) e Rawbin IV (giungla) salgono sul palco con i loro volti tesi e concentrati. Per qualcuno di loro è l’esordio assoluto in una finale, qualcun altro non ha mai giocato un live.

LIVE E TENSIONE – E l’emozione fa un brutto scherzo agli Sparks che prendono un minimo vantaggio sugli avversari nella prima partita, ma vanificano tutto con un’aggressione azzardata e finita male di Endz e Cospect. Da quel momento i Samsung diventano arrembanti e dominano la prima, ma soprattutto la seconda partita, conclusa in meno di 30 minuti. Una doccia fredda che preoccupa i tifosi.

CONSIGLI E FIDUCIA – Il tifo negli eSports non è ancora una fede come nel calcio. Ci si affeziona a una squadra perché piace un player o perché piace il modo di giocare di un team. Ma la tendenza italiana a fare gli allenatori rimane e tra i tifosi gialloblu c’è già chi dà consigli al coach Cristo per guidare la rimonta. “E’ stato un errore essere troppo aggressivi, bisognava tenere il controllo della mappa e conservare il vantaggio acquisito”, dice Stefano, 22 anni, residente in provincia di Milano. Nel pubblico c’è chi ha seguito gli Sparks dall’inizio del PG National, come Marco di Milano, 23 anni e c’è chi ammira il loro gioco calmo e ragionato. “I Samsung hanno un gioco frizzante e sono bravi nella sfida singola, ma non credo riuscirebbero a fare un Europeo importante se vincessero”, sentenzia Riccardo di Varese, 22 anni. Ci si crede. Gli Sparks non muoiono mai.

LA RIMONTA – La terza e la quarta partita segnano il risveglio e la rimonta dei vincitori della regular season. Gli Sparks iniziano a imporre il loro gioco ragionato, acquisiscono vantaggi ingaggio dopo ingaggio, portano il match per le lunghe fino a stremare l’avversario e conquistare la vittoria. Sono di nuovo il Team che ha dominato il campionato. E si ritorna al punto di partenza: 2-2.

IL COFOUNDER – A metà della finalissima sondiamo lo stato d’animo del cofounder dei Campus Party Sparks. “E’ una finale elettrizzante e nervosa, sapevamo che avremmo avuto più che altro problemi di testa nel live e che i Morning Stars si stavano preparando bene e con il coltello tra i denti per questa sfida. In futuro dovremo lavorare su questi aspetti e penso proprio che lo faremo con questo roster”, dice Francesco Albanese a EsportsMag.

IL TRIONFO – Nell’ultimo match (dopo una mezz’oretta di blackout tecnico per problemi a un PC) il copione rimane lo stesso. I Morning Stars ribattono colpo su colpo, ma prendono pian piano uno svantaggio che non riescono più a colmare. E’ la vittoria della tenacia, della testa e del cuore per gli Sparks che alzano il trofeo contenti ma stremati.

L’ORGOGLIO DI LIBRID – E tocca al MVP del PG Nationals Vigorsol Beats 2019 raccontare la sua gioia e quella dei compagni di squadra. Librid, il dominatore della corsia centrale della Landa, dice a EsportsMag: “Mi aspettavo la vittoria e non ho mai avuto paura di perdere, nemmeno dopo lo 0-2. Si gioca fino alla fine e siamo un Team che non molla mai. Ma abbiamo dovuto un po’ rivedere il nostro modo di giocare per ottenere questo fantastico reverse sweep che mi rende enormemente soddisfatto. Una partita da 9, quasi 10”.

PROGETTO E OBIETTIVI – Ora per gli Sparks c’è l’avventura europea, con l’obiettivo ambizioso e dichiarato da Librid di entrare nella Top 8. E il progetto Campus Party? “Non cambia niente. Ripartiamo dai giovani che abbiamo fatto esordire, dalla soddisfazione di un grande campionato e dalla nostra completa gaming house – dice Francesco Albanese -. Un progetto solido e competitivo che ha anche l’ambizione di aumentare la nostra visibilità nel panorama eSports nazionale e internazionale”. In bocca al lupo allora a chi rappresenterà l’Italia agli European Masters 2019.

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