Quasi cinquecento persone (e qualche troll) hanno potuto assistere in diretta, ieri, 7 marzo, ad un evento storico. La neoministra per le Politiche giovanili, Fabiana Dadone, ha inaugurato il suo canale Twitch (e già questo potrebbe essere una notizia), ma l’ha fatto parlando di esports. Sì, sembra incredibile vero? Eppure è vero, la ministra ha inaugurato il suo canale invitando nientepopodimeno che Riccardo “Reynor” Romiti, il neo campione del mondo di StarCraft 2.

Molti i temi toccati, da cosa significa essere un pro player al rapporto tra l’attività videoludica e la carriera scolastica, con la ministra che per una mezz’oretta abbondante sei dimostrata veramente interessata all’attività di Reynor, al suo personaggio e al mondo del videogioco competitivo in generale. Interessata e all’avanguardia rispetto ai politici che siamo abituati a incontrare sulla scena italiana, nonostante lei stessa a un certo punto si sia definita vintage.

Le è piaciuto il parallelo fatto da Reynor tra StarCraft 2 e gli scacchi, e poi ha chiesto al giovane campione come mai, secondo lui, gli esports non siano ancora uno sport, a differenza di quanto avviene in altri Paesi del mondo (“ci sono ancora troppi pregiudizi”, ha detto lui). Qui la stessa Dadone ha sottolineato l’importanza di un attività come quella esportiva per sviluppare il cosiddetto pensiero laterale, per apprendere competenze strategiche, sviluppare capacità di problem solving e la gestione dello stress.

Obiettivo della ministra era sicuramente quello di raggiungere le generazioni più giovani, ma aldilà di questo ha dimostrato di sapersela cavare egregiamente sia con con un social relativamente nuovo (quantomeno per la politica) come Twitch, che con la tematica del videogioco competitivo. Da parte dell’esponente di governo non è emerso nessun pregiudizio, tutt’altro, la ministra ha dimostrato di conoscere il tema e di essersi quantomeno preparata a sostenere una chiacchierata con uno dei player italiani più conosciuti. Un tono leggero, tra il serio e il faceto, mantenuto anche quando la ministra ha chiesto al giovane campione dei Qlash quale consiglio darebbe alla politica e, in particolare, al ministro delle Politiche giovanili. Per la cronaca, Reynor ha detto che basterebbe che i giovani venissero interpellati.

La ministra ha assicurato che porterà la conoscenza del fenomeno esports anche al resto dei colleghi di governo, promettendo non solo di tornare sull’argomento tramite il suo canale Twitch, ma anche di portare avanti un’istanza di riconoscimento dei videogiochi competitivi, “una categoria spesso sottovalutata ma che penso meriti attenzione“.

La ministra Dadone ha più volte parlato nell’attività di Reynor come di uno sport vero e proprio, dicendosi dispiaciuta che un’attività come quella del giovane player non abbia ancora il risalto che merita. Tanto che in chiusura ha promesso a Reynor che non appena il paese uscirà da questa situazione lo inviterà a Roma per conoscerlo personalmente e presentarlo alle istituzioni.

Si potrebbe anche speculare sul fatto che la chiacchierata è avvenuta con un ministro senza portafogli (quindi molto meno influente rispetto ad altri), o sul fatto che chissà se quanto visto ieri sarebbe accaduto comunque se Reynor non avesse vinto e non fosse finito sulle pagine della stampa generalista, ma ciò che importa è che per la prima volta in Italia un ministro della Repubblica ha parlato degli esports, e soprattutto, ne ha parlato bene.

L’auspicio è che si tratti di un inizio, e non ti una puntata spot. Sicuramente aver scelto il tema del videogioco competitivo per lanciare il proprio canale Twitch è un segno di coraggio da parte della giovane ministra, ma anche un segno che il videogioco competitivo ha raggiunto una sua dimensione main stream, una notiziabilità importante, cresciuta in parallelo con la dignità di tanti che quotidianamente dedicano passione e sudore da questo settore.

Ho definito quella di ieri una data importante, storica, e credo di non aver esagerato. I movimenti che il settore esportivo ha suscitato negli ultimi mesi in Italia sono stati evidenti: dall’interesse di tante aziende sponsor a quello fondamentale che ha portato tante società sportive investire videogioco competitivo, senza dimenticare il Coni, che nel frattempo ha portato avanti un percorso che a breve dovrebbe portare alla nascita prima federazione gli esport italiana.

Mancava ancora un tassello importante, ed era quello della politica. Si dice che una rondine non fa primavera, ma un approccio leggero e di sincero interesse come quello che ha dimostrato la ministra ieri lascia ben sperare in un cambio di rotta. Come sempre sarà il tempo a dare la giusta risposta, ma al momento registriamo  un evento che, fino a ieri, nessuno si sarebbe aspettato. Un mezz’ora (per adesso niente di più) che ha piacevolmente sorpreso.

Ah, sì, c’è stata anche l’apparizione di qualche troll. Anche ieri qualcuno non ha saputo tenere a freno la propria frustrazione. Verrebbe da citare Dante, che avrebbe detto “non ragioniam di lor, ma guarda e passa”. Lo riporto giusto come nota di cronaca, registrando il fatto che oltre a quello della politica, di tasselli mancanti, forse, ce n’è ancora più d’uno. E’ un problema generale di tutto ciò che accade in rete, una ragione in più per i moderatori per procedere, la prossima volta, con un rapido ban pietoso.

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