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La proliferazione degli stadi esports si è intensificata in questo ultimo periodo, elevando il livello di competizione videoludica ad altezze importanti. Questo percorso è partito da molto lontano e storicamente il primo episodio della storia del gaming competitivo vide la sua genesi nel 1980. In quell’anno Atari organizzò lo Space Invaders Championship, una competizione che attraversava l’America e le sue città importanti. L’iniziativa ebbe un successo non indifferente e Nintendo e altri brand ne imitarono il format nei decenni successivi. Il fenomeno esports fece la sua prima apparizione ufficiale con pietre miliari che prendono il nome di Quake e Warcraft. Ma questo è solo l’inizio della nostra storia e del nostro viaggio in giro per mondo, alla scoperta della nascita degli stadi esports.

COREA DEL SUD, IL PAESE PRECURSORE

Il paese che per prima recepisce l’importanza di questo fenomeno è la Corea del Sud, al punto che nel 2000 viene fondata, su preciso ordine del Ministero della Cultura, degli Sport e del Turismo, la KeSpa, acronimo di Korean e-Sports Association, con il compito di regolamentare e promuovere questo nuovo fenomeno videoludico. Ovviamente, oltre alle istituzioni coreane, anche i grandi media capirono l’importanza, in termini di audience, degli esports al punto da dedicare ben due canali satellitari che trasmettono h24 incontri e gameplay. La cameretta ormai era diventata piccola per i ragazzi coreani ed ecco che appaiono i primi stadi esports. Il Busan Bexco Stadium e la Haeundae Beach accolgono migliaia di fan che creano atmosfere paritetiche a quelle di uno stadio di sport.

CINA

Nel mondo degli stadi esports, gli ultimi mesi del 2017 sono stati fondamentali per l’avviamento primo progetto made in Cina. Lo Zhongxian E-Sports Stadium, situato a Chingqing nella Cina occidentale, sarà interamente dedicato a manifestazioni sportive elettroniche, presentando dei numeri da capogiro.

Con una capienza di 20.000 posti in totale di cui 7.000 a sedere, grazie a delle speciali pareti di vetro su cui verranno installati schermi LED, trasformerà l’intero stadio esports in un gigantesco schermo che proietterà all’esterno, tutto quello che avviene all’interno dell’arena di gioco. Lo Zhongxian E-Sports Stadium rappresenta una parte di un progetto in via di sviluppo. Nelle vicinanze dell’arena sorgerà una struttura ricettiva dedicata appositamente ai giovani talenti esports, oltre che un hotel vero e proprio.

Dopo Chingqing, anche a Shangai nel distretto del Minhang, sta per arrivare un altro membro del roster degli stadi esports. Il progetto nato dalla collaborazione tra le autorità locali e Tencent, azienda titolare del brand League of Legends, vedrà la nascita di uno stadio esports all’interno di un distretto dedicato allo sviluppo di videogiochi e produzioni televisive. L’arena, prevista con una capienza di 5000 persone, rappresenterà il punto di incontro della neo-quartiere videoludico

AMERICA

Gli Stati Uniti non sono rimasti con le mani in mano e, sicuri di replicare il successo orientale colorandolo a stelle e strisce, hanno cominciato anche loro a edificare i loro primi stadi esports. Dallas è la patria del più grande stadio esports d’America, che ha fatto rinascere l’Arlington Convention Center. Costato 10 milioni di dollari, si estende su un’area di 9000 metri quadrati ed ha una capienza di 3000 posti a sedere.

Philadelphia assisterà alla nascita, prevista per il 2021, della Fusion Arena. La costruzione di questo nuoo esempio di stadi esports, è stata voluta dai Philadelphia Fusion, team attivo dell’Overwatch League, e ospiterà le gare casalinghe della squadra. Questa arnea, anche se ancora non operativa, ha le potenzialità per diventare l’alfa in campo architettonico e funzionale. Un progetto del valore di 50 milioni di dollari che ospiterà anche altre tipologie di eventi, oltre a quelli esports, prevederà 3500 posti a sedere e infrastrutture tecnologicamente avanzate

In Canada, nella British Columbia, precisamente a Richmond, è stato inaugurato quest’anno il The Gaming Stadium. Questo esports stadium, seppur modesto, con una capienza massima di 250 spettatori e 40 postazioni da gaming, è interamente dedicato al gaming competitivo, diventando il focal point degli eventi cittadini e anche di zona. 

EUROPA

Anche l’Europa non è rimasta solo a guardare e, studiando le best practice degli altri paesi esteri, ha cominciato i muovere i suoi primi passi nel mondo degli stadi esports. Nel cuore di Londra troverete il Red Bull Gaming Sphere, il più grande stadio esports del Regno Unito. Tecnologicamente avanzato, è uno spazio polifunzionale dove gli e sportivi possono allenarsi con tutti i principali titoli del momento, sfruttando le diverse aree attrezzate.

In Spagna si è mossa una portaerei chiamata Real Madrid. I blancos hanno strizzato l’occhio al mondo degli stadi esports e notizie di corridoio vedono molto vicino l’annuncio del loro team ufficiale. Ovviamente il Real ama fare le cose in grande e all’interno del nuovo Santiago Bernabeu vi sarà uno spazio interamente dedicato al mondo degli giochi elettronici.

Il progetto è stato messo su carta, sia livello di costi che di tempistiche. Si parla di uno stadio esports, o più precisamente di un arena localizzata all’interno del nuovo stadio del Real Madrid, dotata di tecnologie all’avanguardia. I costi di realizzazione del nuovo stadio sono da Real: si è passati dai 400 milioni preventivati nel 2014 agli agli attuali 525, da restituire in 35 anni a 25 milioni annui ampiamente coperti dagli introiti previsti pari a 150 milioni. Per capire se tutto questo potrà avverarsi, dobbiamo attendere sino al 2022.

ITALIA

In un’intervista rilasciata ad Agimeg, Luca Pagano, ceo del team Qlash, una delle squadre professionistiche esports più rinomate, ha fatto il punto della situazione evidenziando le criticità del nostro paese. “Bisogna creare in Italia una vera cultura degli eSports, lavorare con spirito sportivo ma anche imprenditoriale per attirare i grandi players. Comunque, il nostro è un mercato che ha già una sua connotazione internazionale e sarà importante il contributo delle squadre di calcio di Serie A che, con la loro forza mediatica, potranno portare il mondo degli eSports a livelli sempre più competitivi”. Le prospettive di crescita sono buone e come ha evidenziato il rapporto eSport 2019, presentato a Milano da Aesvi (Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani) e dalla Nielsen, questo nuovo fenomeno videoludico sta attirando una grande platea si videogiocatori.

Circa 350.000 sono i gamer coinvolti attivamente, nel nostro paese, in eventi esports e oltre un milione sono quelli che dichiarano di seguire questi tipi di eventi. Purtroppo questi numeri ancora non hanno svegliato le istituzioni, che vedono ancora i videogiochi come qualcosa dedicato ai bambini e ragazzini rinchiusi nelle proprie camerette. Un problema di mentalità importante che rischia di non far decollare progetti di stadi esports nel nostro paese.

A scendere in campo, in primis, si sono mosse le aziende e le squadre di calcio che hanno costituito team multigaming, che partecipano in competizioni autoregolamentate. Sicuramente a breve si vedranno le prime arene esports in grado di concentrare un gran numero di videogiocatori e un primo esempio è stato quello delle finali PG nationals, dove il teatro Olimpico si è trasformato un mini stadio esports. In attesa di capire come la Lega Calcio Serie A muoverà il suo primo ufficiale e serio nel mondo degli esports.

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