Nel mondo si moltiplicano le istituzioni sportive o addirittura governative che riconoscono gli esports come sport, o ne iniziano il percorso di riconoscimento. La sensazione è che anche in Italia si raggiungerà, prima o poi, questo obiettivo. Già alcune settimane fa Michele Barbone, presidente di Federesports nonché responsabile del comitato promotore che ha ricevuto incarico dal CONI, sulle nostre pagine aveva fissato a marzo 2021 la data in cui dovrebbe nascere la prima federazione italiana dedicata al gaming competitivo. Tuttavia solo su alcuni titoli, ovvero quelli di natura sportiva. 

Ma è davvero necessario i riconoscimento del CONI? E soprattutto: porterebbe più vantaggi o svantaggi, nell’ottica poi di non vedere riconosciuti tutti gli esports ma soltanto alcuni? Ne abbiamo parlato nel secondo incontro (qui trovate la prima puntata) con IIDEA insieme a Marco Saletta, presidente dell’associazione, e Federico Brambilla, co-owner del team Exeed nonché referente della sezione esports.

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