Dalla storia della prima palestra dedicata ai campioni dell’esports, alla battaglia in tribunale tra Apple e Epic Games (che vede Fortnite al centro), passando per la terza competizione internazionale di eBasket, all’MSI di League of Legends, che sta riservando non poche sorprese. E poi le vicende del primo tentativo di certificazione di competenze nel mondo esports.

Per sfondare nel mondo degli esport serve dedizione, allenamento e tanta pazienza perché sicuramente il gioco o il genere scelti avranno bisogno di memoria muscolare e tanto studio delle tattiche e delle composizioni. Ma dove si va per imparare a diventare dei professionisti di eSports? Ovviamente una palestra per videogiocatori competitivi.

Il processo che vede la Mela contro Epic Games è iniziato lunedì, e ha portato alcune dichiarazioni sul futuro di Fortnite, il gioco al centro del caso.

Venerdì è partita la terza edizione della Fiba Esports Open. L’etalbasket proverà a confermarsi ai vertici come nelle precedenti competizioni. Dopo la prima fase ora la eNazionale italica se la dovrà vedere ai quarti con la Germania.

Altro rumoroso capitombolo per i Cloud9 e per l’intera scena nordamericana di cui sono attualmente i rappresentanti al Mid-Season Invitational 2021 di League of Legends. La squadra di Perkz, per il quale l’organizzazione nella scorsa fase di mercato ha sborsato in totale quasi 11 milioni di dollari per averlo, ha dovuto soccombere sotto gli attacchi della formazione giapponese dei Detonation Focus Me.

La storia del tentativo, mal riuscito, di offrire uno strumento che consentisse a coloro che volevano lavorare negli esports l’opportunità di dimostrare le loro competenze. Ma la domanda di fondo è: siamo pronti per una certificazione degli esports?

 

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