Più circuiti competitivi, più modi di scalare la scena esports di Valorant: il 2022 vedrà tante novità.

I Valorant Champions appena terminati hanno consegnato agli Acend la vittoria del primo storico mondiale del tactical shooter targato Riot Games, confermando in particolare lo strapotere della scena competitiva EMEA, in particolare europea, che ha portato quattro squadre su quattro dai gironi ai playoff come teste di serie e tre squadre in semifinale tra le migliori quattro al mondo. È proprio per la regione EMEA, che include Europa, Medio Oriente, Turchia e CIS (Russia e stati del Commonwealth) che il 2022 porterà tante novità a a partite da una maggiore strutturazione del circuito competitivo, dal basso verso l’alto.

In occasione della conferenza stampa dedicata a raccontare le novità del prossimo anno, a cui abbiamo partecipato in anteprima, Riot Games ha delineato le parole chiave che hanno portato alle novità: “Expect better, bigger and more involved moments”, ovvero momenti competitivi più grandi, migliori e più inclusivi come ha raccontato Daniel Ringland, Head of VALORANT esports EMEA. Si tratta infatti di diversi cambiamenti che incideranno sull’intera struttura competitiva di Valorant, una ridefinizione totale del percorso necessario non per scalare le classifiche del gioco ma per creare la propria carriera professionistica, partendo dai circuiti amatoriali fino alla vetta, i Champions, passando anche per una maggiore inclusività con un investimento e un’attenzione maggiori sul progetto Game Changers dedicato alle giocatrici (e non solo). L’imperativo di Riot Games è creare un ecosistema sostenibile ma soprattutto accessibile a chiunque

I nuovi VCT. Come già anticipato lo scorso weekend anche nel 2022 ritornerà il Valorant Champions Tour con però due appuntamenti anziché tre, più un evento internazionale affidato a un terzo organizzatore da disputare dopo i Champions che, da dicembre, si spostano a settembre 2022. I quattro team EMEA che hanno partecipato ai Valorant Champions 2021 saranno invitati ai Valorant Challengers Stage 1 del 2022, riprendendo il proprio percorso. Oltre loro saranno messi a disposizione altri otto posti attraverso un Open Qualifiers in partenza il 10 gennaio con quattro posti per le squadre europee, due per la Turchia e due per le rappresentanti della CIS, mentre le squadre di Medio Oriente e Nord Africa potranno decidere liberamente in quale di questi tornei competere.

Il Promotion Tournament e le Valorant Regional Leagues. I migliori 10 team dello Stage 1 saranno direttamente ammessi allo Stage 2 mentre gli ultimi due dovranno conquistarsi la qualificazione nel Promotion Tournament con le vincenti di ogni Valorant Regional League, un nuovo livello di competizioni dedicate alle varie squadre europee. Le VRL saranno in totale otto e copriranno le seguenti regioni geografiche: Spagna, Portogallo e Italia insieme nella VRL Spain, gestita da LVP; Francia e Benelux nella VRL France, gestita da Freaks 4U Gaming, così come si occuperanno anche della regione DACH con Germania, Austria e Svizzera; Regno Unito, Irlanda e paesi nordici; Polonia e Europa dell’Est (includerà anche Israele); CIS; MENA; Turchia.

Ogni lega regionale avrà due split lungo il corso dell’anno con una stagione regolare e una fase playoff che coronerà il proprio vincitore. Il numero esatto di team partecipanti sarà deciso attraverso degli Open Qualifier, almeno uno a stagione. Al termine dello Stage 1 il vincitore della VRL si qualificherà per il VCT Promotion Tournament mentre nello Stage 2 il vincitore si qualificherà per la finali del VRL EMEA. Il circuito VRL debutterà il 24 gennaio con i tornei di qualificazione, mentre la stagione vera e propria inizierà il 14 febbraio.

Game Changers. Un percorso parallelo sarà poi compiuto dal programma del VCT Game Changers con tre eventi pensati per il 2022, il cui primo partirà già a gennaio (e poi maggio e setttembre) nell’ottica di arrivare alla fine dell’anno per il già annunciato evento internazionale di novembre. Verrà anche introdotta la Game Changers EMEA Academy, un posto per nuovi team e amici dove competere in uno spazio sicuro. Vera Wienken, Senior Brand Manager & VCT Game Changers Lead EMEA, ha raccontato in conferenza stampa che “Game Changers esiste per superare gli ostacoli che le giocatrici incontrano nel proprio percorso competitivo, dare loro opportunità e visibilità. Con l’obiettivo, però, che ovviamente in futuro, speriamo più prossimo che remoto, non ce ne sia più bisogno. Ma finché esisterà questa necessità supporteremo il progetto”.

Il circuito amatoriale. L’ultima e importante novità sono i Valorant Regional Circuit, abbreviati VRC, che si occuperanno di promuovere la scena grassroots, ovvero la parte più amatoriale di Valorant e di dare ai giocatori in questa fascia l’opportunità di mettersi in gioco e di sperimentare la scena competitiva con l’obiettivo di diventare, un giorno, giocatori professionisti. I vari circuiti regionali daranno diverse possibilità lungo la stagione di competere in singoli tornei per mettersi alla prova e testare sé stessi, guadagnando punti circuito per il proprio team. Alla fine della stagione i team con il maggior numero di punti si sfideranno per il titolo di campioni del circuito.

Più struttura, più stabilità. I cambiamenti presentati da Riot Games danno l’idea di voler definire un’identità ben precisa all’esports di Valorant dopo appena un anno. Visto il successo immediato di giocatori e di pubblico è necessario costruire una struttura competitiva pensata per il futuro, creando così maggiore stabilità e fornendo anche alle squadre una prospettiva più a lungo termine.

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