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Il ritmo sfrenato con cui l’innovazione tecnologica prende piede all’interno del nostro mondo (e delle nostre vite) è un argomento molto discusso sia nel mondo degli affari che nella società. Ma con l’appassionato intrigo degli ultimi mesi, tra gli scandali di Cambridge Analityca e le nuove disposizioni in materia di privacy dettate dal Gdpr, sono sorte una serie di domande – legittime –  sull’impatto che questi cambiamenti avranno e stanno avendo sull’umanità. A quanto pare, le stesse tecnologie che ci ispirano a ripensare al modo in cui viviamo le nostre vite e il nostro lavoro, possono anche confonderci e persino spaventarci.

Poiché gli algoritmi e le tecnologie “artificialmente intelligenti” dettano sempre più le nostre esperienze, a volte può sembrare che ci stiamo allontanando sempre più dai comportamenti e dalle esperienze fondamentali che ci rendono tradizionalmente umani. La nuova realtà che riguarda sia la nostra vita personale che quella professionale ci impone una lotta costante tra il nostro desiderio di formare comunità e la spinta incessante verso l’iperindividualismo.
Una serie di temi – e di sfide – di cui si sta occupando apertamente la Social Media Week: considerata tra i dieci eventi più innovativi e rivoluzionari al mondo, sorta con l’obiettivo di esplorare l’impatto sociale, culturale ed economico del web, del digital e dei social network. La mission della Social Media Week è proprio quella di aiutare le persone e le organizzazioni a connettersi attraverso la collaborazione e la condivisione di idee, esperienze, conoscenze ed informazioni; coinvolgendo fisicamente nel mondo migliaia di persone in ventisei città che rappresentano i cinque continenti. In Italia l’evento è organizzato da Business International, la divisione eventi di Fiera Milano Media, e quest’anno, dopo le precedenti edizioni di successo andate in scena tra Roma e Milano e allo scopo di festeggiare il suo decimo compleanno, si presenta in una veste rinnovata in grado di unire in un unico evento due appuntamenti, in una “maratona itech” tra le due città italiane, nella settimana compresa tra il 12 e il 16 giugno 2018.

Con oltre 60 slot di formazione e networking inspirati dal main theme di quest’anno, racchiuso in un’unica parola: “Closer”. Andando ad esplorare, quindi, quell’intensificarsi del conflitto tra comunità e individualismo sopra descritto. In una conversazione che riunisce una varietà di prospettive per discutere i modi più produttivi per sfruttare queste forze nel guidare l’innovazione, migliorare le esperienze dei consumatori e riunire le persone. Concentrandosi sull’influenza delle tre tendenze chiave del mondo contemporaneo: business, cultura e società.

 

The you Universe – Il 50 percento degli adolescenti ammette di essere dipendente da smartphone. I social media hanno democratizzato i media per le masse, consentendo alle persone di raggiungere istantaneamente il pubblico in modi mai possibili prima. È anche cresciuta una cultura di narcisisti attraverso filtri che alterano il nostro aspetto e l’accessibilità alla fama istantanea che abbiamo visto con l’ascesa delle celebrità Vine e dei Kardashian. La ricerca ha dimostrato che un social media ha un effetto simile sul cervello come una dose di cocaina. La personalizzazione è stata un vantaggio per le aziende e i professionisti del marketing, che oggi possono offrire esperienze preziose e personalizzate ai consumatori in base ai loro grafici social. Ma tutta questa personalizzazione porta all’isolamento? Come possiamo ribaltare la natura che da dipendenza dei nostri telefoni mentre raccogliamo ancora gli inconfondibili vantaggi che hanno quando si tratta di avvicinarci ai nostri clienti e l’un l’altro?

Il punto di svolta – Guardando al primo anno di Social Media Week, a febbraio 2009 il mondo era un posto molto più semplice. Facebook aveva realizzato ancora un modesto numero di utenti: “appena” 150 milioni. I concetti di Snapchat, Instagram e altre piattaforme oggi assai popolari non erano ancora stati abbozzati su una lavagna. I termini realtà virtuale, realtà aumentata e intelligenza artificiale non erano un pilastro del gergo del marketing. Al contrario, l’attenzione era ancora concentrata sulla creazione di comunità e sull’aiutare i marchi a umanizzarsi per una maggiore presa sul marketing da parte del consumatore. All’epoca questo non era un compito da poco per un’industria che non era cambiata molto dall’ascesa della Tv negli anni ’60. Nel 2018 ci troviamo vicini ad un punto di svolta simile, fatto salvo che questa volta ci troviamo di fronte a una serie di domande su un panorama di consumatori sempre più personalizzato. Quali competenze saranno necessarie per navigare in questo mondo sempre più automatizzato? Come possiamo usare la tecnologia per avvicinare le persone invece di allontanarle? Come bilanciamo un panorama mediatico iper-democratizzato con la crescente incidenza di comportamenti narcisistici ormai tipici del web? Proviamo a capirne qualcosa in più con la Social Media Week Italy, tra Roma e Milano. Alla ricerca di una soluzione.

 

Il Gamin e gli Esports a SMW – Tra i temi affrontati in questa edizione della Social Media Week Italy c’è anche quello degli eSports, già trattati in maniera esplorativa nella precedente edizione capitolina della kermesse con un panel dedicato, e ora proposti in un contesto più ampio e generale, fatto anche di dimostrazioni sul campo. Con un nuovo convegno, dal titolo: “eSports: lo spettacolo è iniziato“, in programma per il pomeriggio di mercoledì 13 giugno alle 17.30, con la partecipazione di vari esperti e con due Show Match e Meetup, a Milano e poi a Roma, dedicati al videogame Clash Royale, promossi dal Team Qlash. Per uno spettacolo nello spettacolo. E un divertimento garantito.

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