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Networking, formazione e informazioni sugli esports, tutti in un unico posto. Tre esigenze fondamentali per chi vuole investire nel videogioco competitivo ora hanno un’unica risposta, che si chiama Oies, Osservatorio Italiano Esports.

Si tratta della prima piattaforma italiana B2B per chi investe nel settore dei videogiochi competitivi. Un progetto di Luigi Caputo e Enrico Gelfi, che si pone come canale privilegiato per la conoscenza di questo mercato, e come strumento di networking per tutti gli stakeholder interessati a sviluppare relazioni di business. Il progetto ha già ricevuto l’adesione di FIGCGroupM, Exeed e Media Service International.

Per comprendere meglio da dove nasce l’idea, cosa propone agli aderenti e quali sono le sue potenzialità, abbiamo fatto una chiacchierata con Luigi Caputo (a destra nella foto sotto, accanto a Gelfi), giornalista, founder di Sport Digital House e Co-Founder dell’Osservatorio Italiano Esports.

Da dove nasce la vostra idea e cosa è Oies?

Siamo partiti dai principali problemi che frenano l’industry italiana, che sono la poca esperienza nel settore esports da parte delle aziende, team, centri media e delle agenzie. Insomma, abbiamo individuato una lacuna, una esigenza comune a tanti, e l’Osservatorio Italiano Esports vuole rispondere proprio a questa esigenza: si pone come aggregatore di tutti gli stakeholder che attraverso questo strumento possono conoscersi ed entrare in contatto più velocemente, consentendo l’evoluzione della community italiana. Insomma, ognuno procede in modo autonomo, con piccoli progetti, ma noi vogliamo dimostrare che se tutti potessero dialogare attraverso un’unica piattaforma si realizzerebbe il vero salto di qualità.

E’ prevista una quota d’iscrizione per chi vuole aderire al vostro Osservatorio?

Vogliamo abbracciare tutta la community degli esports italiani, pertanto tutti potranno chiedere accesso all’Osservatorio. Naturalmente ci saranno fasce di costo diverso: un professionista avrà un costo diverso da un’azienda o da un centro media. Tutto dipenderà dai servizi che l’aderente sceglie di richiedere. Cerchiamo dunque di essere un collettore di tutte le istanze, quindi per una prima fase di lancio abbiamo riservato delle offerte proprio per i primi membri che aderiranno. 

Si potrà aderire chiedendo la soluzione di esigenze specifiche, o meglio, scegliendo i soli servizi che si ritengono necessari per la propria attività?

Sì, ci sono quattro pacchetti il cui costo varia sia dalla tipologia del soggetto che fa le richieste, sia in base al tipo di servizio. Si va dalla semplice newsletter quotidiana ad un pacchetto top player che comprende tutto quanto l’Osservatorio può offrire in termini di servizi. L’Osservatorio è una piattaforma di networking per aziende, team, agenzie, centri media e professionisti, che possono sviluppare iniziative di marketing e comunicazione, ma è anche un canale di formazione e informazione, che offre un aggiornamento continuo sulla conoscenza approfondita del mercato: news, report, studi di settore e case histories legate al marketing degli esports.

Ma nel concreto cosa potrà offrire l’Oies e in che modo? Ci saranno attività per stimolare la nascita di collegamenti e promuovere la conoscenza reciproca dei vari aderenti?

Incoraggiare partnership e collaborazioni tra tutti i soggetti dell’industry in Italia. Noi ci siamo accorti che c’era un vuoto di mercato, ci sono centri media che vogliono investire nell’esports, ma che non hanno la conoscenza del mercato, ma soprattutto non conoscono tutti gli interlocutori cui possono affidarsi. Dal canto loro i team investono poco in comunicazione e marketing per farsi trovare, di conseguenza anche tutto l’indotto delle agenzie e dei professionisti che operano in questo settore ne risentono. All’interno dell’Osservatorio c’è tutta una parte dedicata al networking, che va a stimolare queste collaborazioni attraverso delle vere e proprie call. Quindi se l’azienda ha un brief in ambito esports potrà attivare le agenzie, i team, i professionisti che sono associati all’osservatorio, quindi avrà già a disposizione degli interlocutori. Viceversa, se un team, un’agenzia o dei professionisti hanno un progetto esports che vogliono finanziare, avranno già a disposizione, all’interno dell’osservatorio, aziende e centri media, e noi come Osservatorio ovviamente in queste dinamiche non c’entriamo: noi offriamo semplicemente lo strumento, la piattaforma sulla quale può avvenire questo incontro.

Qual è l’obiettivo che vi siete posti decidendo di partire? In che tempi pensate di poterlo raggiungerlo?

La situazione attuale frena molto il nostro progetto. E’ un progetto che si basa molto sul networking, e ovviamente non potendo organizzare eventi in presenza, formazione, workshop, il processo di sviluppo già prevedevamo che sarebbe stato un po’ rallentato. Ma non abbiamo fretta in questo senso, anzi, vogliamo procedere per step, con un ragionamento di lungo periodo. Crediamo di raggiungere un buon core di associati nel giro di almeno sei mesi, e poi entrare nella successiva fare di sviluppo entro i 12 mesi. Poi, dopo un anno, tireremo le prime somme. A nostro parere in questo momento era importante lanciare il progetto, dare uno strumento subito e colmare questo vuoto di mercato. A conferma dell’esigenza che vedevamo, solo nelle prime due ore dopo il lancio del nostro comunicato, la scorsa settimana, ci sono arrivati dieci richieste di adesione.

L’Osservatorio Italiano Esports, progetto spin-off di Sport Digital House, digital agency focalizzata sul settore dello sport che sviluppa innovative strategie di funnel marketing, ha aperto le adesioni la scorsa settimana. Ci si potrà iscrivere accedendo al sito e compilando il form di selezione nell’apposita sezione.

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