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Winnie The Pooh bannato da Pubg, World Of Warcraft e Arena Of Valor. E non si tratta di un giocatore che ha infranto il regolamento, ma proprio del simpatico orsetto giallo della Disney, reo di essere troppo spesso nominato, in rete, per dileggiare il presidente cinese, Xi Jinping. Già lo scorso anno la Cina, per lo stesso motivo, aveva censurato l’uscita dell’ultimo film dell’orsetto giallo. Ora tocca ai videogame.

POLITICA E VIDEOGAME – A riportate la notizia è il sito abacusnews.com, focalizzato sul mercato cinese. In Cina non è più possibile scrivere “Winnie The Pooh” all’interno delle chat durante le sessioni di gioco, perché la figura dell’orsetto è vista come un modo per criticare il regime comunista cinese, nella figura del suo presidente Xi Jinping. Chissà se il Governo cinese se la prenderà anche con i programmatori che hanno inserito proprio in World of Warcraft un easter eggs legato al mondo creato da A.A.Milne nel 1921 e “adottato” dalla Disney.

I TITOLI COINVOLTI – Tra i titoli “controllati”, all’interno dei quali non si può usare la locuzione incriminata, figurano certamente i tre già elencati: Pubg, World Of Warcraft e Arena Of Valor, ma il portale Dexerto (portale USA dedicato al gaming competitivo) riporta anche i casi di alcuni giocatori cinesi di Overwatch bloccati per aver compiuto la stessa azione criminale: citare l’orsetto in chat. Segnalazione tuttavia smentita da abacusnews.com.

VIDEOGAME BLOCCATI – Non è la prima volta che il Governo cinese interviene duramente bloccando contenuti o ponendo limiti a titoli videoludici. Sul finire dello scorso anno ricordiamo l’istituzione di un Comitato Etico dipendente dal Governo che ha il compito di validare i contenuti dei titoli in uscita, bloccando contenuti violenti, video o verbali e lembi di pelle non adeguatamente coperti. Prima ancora era stata imposta una limitazione oraria per salvaguardare la vista degli studenti e ridurre i fenomeni di dipendenza.

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