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La metropoli cinese di Shanghai sta per aprire le porte all’evento di League of Legends più atteso dell’anno, soprattutto da quando il Covid-19 lo ha reso l’unico evento internazionale del 2020 a causa dell’annullamento del Mid-Season Invitational. Assenza, quella dell’MSI, che non ci permette di avere indicazioni sui plausibili rapporti di forza tra le squadre delle varie regioni, costringendo gli analisti a basarsi su confronti indiretti. Su un dato sono però tutti concordi: i favoriti numero uno restano le squadre cinesi, regione che dopo anni a inseguire la Corea è diventata la numero uno al mondo con due vittorie consecutive: gli Invictus Gaming nel 2018 e i Funplus Phoenix nel 2019. Trionfi arrivati entrambe le volte contro squadre europee con i Fnatic prima e i G2 Esports poi tornati a casa delusi e sconfitti. Eppure le compagini europee rimangono le avversarie più vicine alle cinesi, entrambe presenti per la prima volta con quattro rappresentative, per livello di gioco mostrato durante la stagione, nonostante le due capofila, G2 Esports e Fnatic, abbiano mostrato più difficoltà degli anni precedenti. Occhio, però, alle squadre coreane, apparentemente tornate vicine ai livelli di gioco di tre anni fa, in particolare con i Damwon. Ma come funzioneranno i mondiali, evento che l’anno scorso ha portato più di 100 milioni di spettatori in tutto il globo a seguire la finale? Eccovi la guida completa. 

I Worlds 2020 sono divisi in tre fasi competitive: la fase preliminare di Play-In, la fase a gironi e la fase di playoff a eliminazione diretta. Nei Play-In, in scena dal 25 al 30 settembre, si affrontano le squadre vincitrici dei campionati minori con i seed inferiori dei campionati maggiori. Dieci squadre, suddivise in due gironi da cinque: la prime di ogni girone passano direttamente alla fase successiva; la seconda affronta invece la vincente tra la terza di un girone e la quarta dell’altro in due serie alla meglio delle cinque che permetterà alle vincitrici di completare il quadro della fase a gironi. Le squadre sono state sorteggiate nei due gironi in base al ranking mondiale delle regioni di appartenenza: è così che gli LGD per l’LPL, i MAD Lions per l’LEC, i Team Liquid per l’LCS e i PSG Talon (lo stesso PSG club francese) per la PCS sono state inserite in prima fascia, mentre in seconda sono state inserite tutte le vincitrici dei campionati cosiddetti minori: INTZ per il Brasile, Unicorns of Love per Russia e CIS, Rainbow7 per l’America Latina, i V3 Esports per il Giappone, i Legacy Esports per l’Oceania e i Papara Supermassive per la Turchia. 

Il Group Stage, dal 3 all’11 ottobre, divide sedici squadre partecipanti, dodici già qualificate e le quattro arrivate dal Play-In, in quattro giorni da quattro come nel più classico dei tornei: gironi all’italiana con partite di andata e ritorno con le prime due di ogni gruppo qualificate al tabellone finale. Le squadre sono state inserite nei vari gironi tramite il consueto sorteggio che tiene conto delle fasce di appartenenza. In prima fascia le vincitrici dei quattro maggiori campionati: i Top Esports per l’LPL cinese, i G2 Esports per l’LEC europeo, i TSM per l’LCS nordamericano e i Damwon Gaming per l’LCK coreano. In seconda fascia i seed numero due e tre dell’LPL, ovvero JD Gaming e Suning (la stessa società proprietaria del club italiano dell’Inter), e i secondi seed di LEC e LCK, rispettivamente Fnatic e DRX. Infine in terza fascia il terzo di LEC e LCK, Rogue e GENG, insieme al secondo seed LCS dei FlyQuest e al vincitore del campionato della PCL, la neonata regione pacifica del sud-est asiatico, con i Machi Esports. Infine la fase di playoff, in scena dal 15 al 31 ottobre, con le prime di ogni gruppo che ai quarti affronteranno le seconde, abbinate secondo sorteggio. Con una novità: si procederà a sorteggio anche per le semifinali, contrariamente a quanto accadeva fino all’anno scorso con il tabellone già predeterminato dopo il primo sorteggio. 

Le partecipanti. Grandi assenti le squadre vietnamite, impossibilitate a partecipare per propria rinuncia per il timore di non poter rientrare in Vietnam a causa delle pesanti restrizioni promulgate dal paese asiatico per i rientri dall’estero in merito alla pandemia globale. Un’assenza pesante considerato che il Vietnam come regione competitiva è ormai, per risultati e livello, vicinissima a insidiare la quarta posizione dell’LCS nordamericana nel ranking mondiale. I Worlds 2020 hanno perso un potenziale protagonista della manifestazione ma di fronte a cause di forza maggiore, nonostante tutti gli sforzi compiuti da Riot Games, non si può far altro che alzare le mani: Team Flash e GAM Esports, le due rappresentative di Hanoi, riceveranno ugualmente la parte del montepremi spettante come minima compensazione per la loro assenza. Come ulteriore misura preventiva le squadre partecipanti hanno inoltre trascorso i 14 giorni del loro arrivo in isolamento in albergo, in  quarantena preventiva, come stabilito dal regolamento messo in atto da Riot Games in collaborazione con le autorità di Shanghai.

LEC – Europa (4 squadre). Nella loro peggior stagione di sempre G2 Esports e Fnatic sono comunque riuscite ad arrivare in finale, conquistando i primi due posti. In particolare i G2 Esports hanno dovuto nuovamente risalire la china dal Loser Bracket dopo aver perso proprio contro i Fnatic. Ma, ancora una volta, quando si trovano all’ultima spiaggia i G2 si trasformano diventando quel team macina sassi che abbiamo imparato a conoscere. Mentre i Fnatic, al momento di dimostrare di essere i migliori, si sciolgono come neve al sole, bloccati psicologicamente da un complesso d’inferiorità ingiustificato nei confronti dei loro avversari. I G2 Esports a livello di risultati negli ultimi due anni vantano quattro split LEC consecutivi su quattro partecipazioni, la vittoria al Mid-Season Invitational 2019, la semifinale al mondiale 2018 e la finale ai Worlds 2019. La stella è indubbiamente Caps: sei titoli europei consecutivi, due finali mondiali di seguito e l’MSI 2019. E per noi italiani un po’ di orgoglio: la presenza di Dimitri “Noodlez” Zografos, remote analyst del team.

Per l’Europa si aggiungono due nomi esordienti nella competizione mondiale: i MAD Lions e i Rogue. I MAD, dopo anni confinati nel campionato spagnolo, hanno sostituito gli Splyce, presenti agli scorsi Worlds, con un roster totalmente nuovo eccezion fatta per il midlaner Humanoid. Dopo due split in Top4, i MAD meritano di trovarsi al mondiale a cui parteciperà anche l’italo-cinese Zhiqiang “Shad0w” Zhao: un passato nei team italiani, dagli Element fino agli Outplayed, prima di arrivare alla ribalta internazionale. Infine i Rogue: dopo un anno e mezzo altalenante con più bassi che alti, il Summer Split è stata la loro consacrazione. Primo team europeo qualificato al mondiale grazie alla conquista del primo posto nella regular season e terzo seed europeo. I Rogue, tra i cui investitori troviamo il deejay e producer Steve Aoki, hanno dimostrato di saperci vedere lungo: anche con la recente vittorie degli AGO Rogue, l’academy, all’European Masters Summer 2020.

LPL – Cina (4 squadre). Top Esports e JD Gaming si sono divise la scena 2020 della competizione cinese. 3-2 per i JD nella finale Spring Split, 3-2 per i TES nella finale Summer Split: totale 5-5 per dieci game di livello altissimo. La Cina presenta ancora una volta due team sopra le righe che sono già le candidate numero uno per la vittoria finale e non è escluso, a meno di sorteggi avversari, che possano scontrarsi in una finale già annunciata e attesa. Nei TES gioca poi uno dei veterani della scena esports orientale: Karsa, storico jungler dei Flash Wolves prima e degli RNG poi. Le altre due compagini sono Suning e LGD. La prima ha la stessa proprietà dell’Inter ma fa meno paura: dopo uno spring split a metà classifica sono riusciti a conquistare il quarto posto nel summer prima di vincere la finale terzo-quarto posto dei playoff, ottenendo il terzo seed. Ancora meno timore gli LGD, quarto seed, ma in entrambi i casi si tratta di squadre che non possono essere sottovalutate: giocano in casa e il livello dell’LPL è ormai superiore a qualsiasi altro campionato. Occhio, quindi.

LCK – Corea (3 squadre). Le squadre coreano hanno attraversato una profonda crisi negli ultimi anni che le ha costretta a un nuovo ruolo: quello di gregario. Solo i T1 sono riusciti nelle ultime due edizioni a conquistare almeno un posto nelle prime quattro. T1 che quest’anno, a causa di una condizione non eccelsa di Faker (giocatore che vanta anche il maggior numero di presenze ai mondiali con 83 game disputati in cinque edizioni) e alle numerose novità di formazione nonché nel coaching staff, saranno assenti, scalzati dai GENG, vittoriosi nel Gauntlet, l’ultima chance di qualificazione. Il team da tenere d’occhio è certamente il roster dei Damwon Gaming, dominatori del Summer Split e guidati da Heo “ShowMaker” Su nella corsia centrale: il nome su cui si sono costruite aspettative altissime dopo anni di promesse. Infine i DRX, unici capaci di tenere il passo dei Damwon ma sonoramente sconfitti nella finale playoff per 3-0. 

LCS – Nord America (3 squadre). Un grande ritorno e una grande assenza. Per la prima volta nella loro storia i Cloud9 non parteciperanno al mondiale: un’assenza maturata poi dopo uno Spring Split totalmente dominato in cui nessuno è mai riuscito realmente a contrastarli. Dall’altra i TSM, autori di una rimonta epocale nel Loser Bracket dei playoff del Summer Split in cui hanno eliminato proprio i Cloud9 in un 3-1 convincente, prima di superare i Team Liquid e i Flyquest in una finale spettacolare. FInale che regala ai TSM non solo il ritorno al titolo dopo tre anni ma anche la qualificazione al mondiale da cui mancavano dal 2017. Un ritorno su tutti è quello di Bjergesen, finalmente tornato a livelli qualitativi eccelsi, grazie anche al ricongiungimento con un’altra icona della scena LCS: Doublelift. Chiudono le rappresentative nordamericane i Flyquest, alla loro prima partecipazione nell’anno in cui hanno disputato entrambe le finali dello split, perdendole, e i Team Liquid. I Liquid, dopo un avvio di stagione tentennante con un nono posto nello Spring e un Broxah, appena arrivato dai Fnatic, in grande difficoltà, hanno aggiustato il tiro diventando la terza forza del Nord America. 

PCS – Sud-Est Asia-Pacifico (2 squadre). Chiusa la lega competitiva dell’LMS che comprendeva Macao, Hong Kong e Taiwan, le squadre di queste nazioni sono state invitate a unirsi alla nuova regione della Pacific Championship Series che accoglie anche tutte le nazioni del Sud-Est Asiatico (Vietnam escluso, come abbiamo già spiegato). Le due squadre arrivate ai Worlds sono già di per sé una sorpresa inattesa. A chiudere la regular season del Summer Split in testa erano infatti state due vecchie conoscenze dell’LMS: JTeam (ex Taipei Assassins, vincitori dei Worlds 2012) e gli AHQ. Ai playoff però la storia è cambiata, entrambe fatte fuori rispettivamente dai Machi Esports e dal PSG Talon, scontratisi nella finale della PCS terminata poi 3-0 per i Machi. E non è un caso che la sigla del PSG Talon sia la stessa del club di calcio di Parigi: si tratta di una vera e propria collaborazione che i Paris Saint-Germain ha instaurato con la squadra di League of Legends dei Talon, rendendola ufficialmente a tutti gli effetti la sezione esports del PSG nel MOBA di Riot Games. 

Le regioni minori. Sono sei le rimanenti squadre che mancano all’appello: ovvero le vincitrici dei campionati delle cosiddette regioni minori. Partendo dal continente sudamericano abbiamo per la prima volta un’unica rappresentante per l’America Latina dopo l’unione dei campionati dell’America Latina del Nord e dell’America Latina del Sud, la LLA – Liga Latino America che unisce tutti i giocatori e le squadre dal Messico fino all’Argentina a esclusione del Brasile. A rappresentare la regione sono i Rainbow7, team che vanta diversi record a livello globale: è infatti il team con più titoli vinti nella propria regione, 12, e il team che ha disputato più finali, 16, compresa l’ultima vinta contro gli All Knights a sorpresa, in quanto vincitori dell’Apertura e dominatori della regular season di Clausura. Dal Brasile e dalla CBLOL, invece, tornano al mondiale gli INTZ dopo quattro anni di assenza (ma avevano partecipato all’MSI 2019), grazie alla vittoria in finale sui Pain Gaming. 

Tornando ai confini dell’Europa troviamo due squadre già ampiamente conosciute. Dalla LCL, ovvero il campionato della Comunità degli Stati Indipendenti che accoglie Russia e stati limitrofi, tornano ancora una volta gli Unicorns of Love bissando la presenza del 2019: ancora una volta rivedremo sulla Landa mondiale Boss, Ahahacik (non è una risata: la H in cirillico si legge col suono N) e Nomanz, accompagnati questa volta da Gadget e Santas. Dalla vicina TCL, il campionato turco, avremo invece i Papara SuperMassive, vincitori in finale sui 5 Ronin in un tiratissimo 3-2. A spuntarla alla fine sono stati nomi già conosciuti anche a livello internazionale: come i due coreani Kakao e Snowflower. Ma anche Bolulu, ex-conoscenza della scena competitiva italiana tra le fila del Team Forge

Per gli ultimi due team si ritorna nel Pacifico, precisamente alle due estremità nord e sud. Da un lato i V3 Esports della LJL giapponese che per la prima volta hanno strappato il trono nipponico ai Detonation Focus Me, finora sempre presenti a ogni evento internazionale di League of Legends da quando è stata istituita la lega. Infine la lega oceanica dell’OPL rappresentata dai Legacy Esports, realtà storica della scena competitiva australiana e freschi della partnership con Razer: il 3-1 finale con cui hanno sconfitto gli Order consegna loro la prima presenza assoluta ai Worlds nonché il loro primo evento internazionale. 

Tutte le azioni migliori e le partite saranno trasmesse in diretta streaming sui canali di PG Esports con il commento di Lapo “Terenas” Raspanti, Roberto “KenRhen” Prampolini, Emiliano “Moonboy” Marini e Edoardo “EddieNoise” Prisco: quattro voci per che sapranno raccontarci nel modo migliore il percorso delle squadre ai Worlds 2020.

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