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Prima della maison inglese altre case di moda, come Louis Vuitton e Gucci, hanno inserito gli esports nei loro piani di business.

Burberry si aggiunge alla folta schiera di marchi di alta moda che entrano nel mondo del gaming. Lo fa con un progetto ambizioso, che punta a incrementare il numero di ragazze negli esports. Per raggiungere questo obiettivo offrirà una serie di corsi di formazione, divisi in quattro parti, ed erogherà una borsa di studio per una giocatrice emergente.

«Le donne devono affrontare ambienti online tossici, stereotipati e sottorappresentati», ha dichiarato Burberry in una nota. Per questo sono stati creati e diffusi i contenuti video dal titolo “Network Inspire”, che prevedono dibattiti sul tema della mancanza di inclusività nell’industria del gaming professionistico. Le discussioni sono moderate dalla presentatrice, creator e attrice Emily Mei e diffuse sui canali TikTok, Twitch e YouTube di Burberry. In ogni puntata si cerca di «cambiare la narrazione del ‘giocare per vincere’ negli esports in una che promuova attivamente l’inclusione e i cambiamenti all’interno della comunità di gioco, e le sfide comuni che le donne devono affrontare all’interno del mondo del gaming».

Al progetto di Burberry ha contribuito Gen.G, un’organizzazione coreana che si occupa di esports a livello professionistico e che, secondo Forbes, è la sesta azienda del campo di maggior valore in tutto il mondo. «È un onore collaborare con un marchio iconico come Burberry su “Network: Inspire”. Condividono la visione di Gen.G di celebrare e potenziare le voci sottorappresentate nello spazio di gioco e oltre», ha affermato Gina Chung Lee, chief marketing officer di Gen.G. «Prevediamo una comunità di creativi inclusiva e diversificata; speriamo che questa serie di contenuti ispiri i fan nei giochi, nella moda e nella musica allo stesso modo».

L’obiettivo dell’iniziativa è evidenziare la mancanza di inclusività nell’industria del gaming professionistico. I pro-gamer più pagati al mondo hanno guadagnato più di 3 milioni di sterline a testa quest’anno, ma solo due giocatrici hanno percepito più di 100.000 sterline durante i tornei. Nonostante il numero crescente di donne professioniste, non ci sono giocatrici tra i primi 300 player di esports per quanto riguarda i guadagni: l’unica donna nella top 500 è Sasha “Scarlett” Hostyn.

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