L’AISM ha lanciato una raccolta fondi per un progetto che aiuterà la riabilitazione delle persone tramite un videogioco.

I videogiochi possono aiutare chi sta male a vivere una vita migliore e contribuiscono alla loro riabilitazione: un’affermazione che prende sempre più piede nella letteratura medica nonostante stereotipi senza fondamento. Ne è convinta anche l’Aism, Associazione Italiana Sclerosi Multipla, che ha deciso di accogliere sotto le proprie braccia uno dei progetti più interessanti che legano gaming e tech a una delle malattie più complesse da affrontare. 

Il progetto, nato dalla mente di Jessica Podda, neuropsicologa e ricercatrice presso il centro di riabilitazione Aism di Genova, si chiama DIGICOG-MS, una lunga sigla che sta per DIGital assessment of COGnitive impairment in Multiple Sclerosis: ovvero uno strumento digitale per la valutazione delle difficoltà cognitive nelle persone con sclerosi multipla che aiuta gli stessi medici ad avere una visuale più ampia e spesso più approfondita della reale situazione del paziente. 

“Soluzioni digitali per la valutazione dei sintomi esistono già, ma DIGICOG-MS è pensato per essere qualcosa di diverso”, ha spiegato Podda in occasione della medaglia d’argento conquistata al contest per la divulgazione scientifica nella primavera scorsa. “Il punto centrale è l’inclusione delle persone con sclerosi multipla già nelle fasi di progettazione e sviluppo dello strumento, chiamate tanto a fornire suggerimenti e insight per gli aspetti di design che a riferire i propri feedback nelle fasi di testing e validazione, seguendo un filone  che AISM sostiene da tempo, per esempio attraverso il progetto MULTI-ACT.” 

Jessica Podda, a destra, illustra il suo progetto

Si tratta in sostanza di un’app per smartphone e tablet che permette di mettere a punto delle modalità di valutazione differenti da quelle utilizzate finora e che, soprattutto, ogni paziente può eseguire in piena autonomia. Dall’altra parte il medico può seguirne l’avanzamento in remoto. Le valutazioni sono pensate per monitorare gli aspetti cognitivi più colpiti dalla sclerosi multipla, come la memoria, la velocità di elaborazione delle informazioni e l’attenzione, grazie a versioni digitali degli strumenti su carta tradizionalmente più usati per il monitoraggio delle funzioni cognitive in questi pazienti. 

Il prossimo passo, per Podda, è creare un team composto da clinici, ingegneri ed esperti di informatica per rendere concreto il progetto, lanciandolo al pubblico. Motivo che ha spinto l’AISM a destinare una raccolta fondi dedicata, decidendo di coinvolgere proprio il mondo del gaming e la sua community. Ad aprile 2021 era stato lanciato un sondaggio che ha consegnato come risposta che il 75% degli intervistati è interessato a partecipare a tornei di videogiochi per sostenere AISM: da qui l’idea di coniugare l’utile al dilettevole.

Il tutto è iniziato con Sea of Thieves e la sua community italiana che conta circa 11.000 iscritti, ma si è presto allargato anche ad altri giochi coinvolgendo diversi streamer che il 12 settembre, giornata mondiale dei videogiochi, si ritroveranno per diverse attività in diretta per sostenere la raccolta fondi. Il 5 settembre la prima live è stata portata avanti dagli Slimdogs, mentre tutti gli altri trasmetteranno domenica 12: sarà presente la community di Nintendo con Ninten-Tv e la partecipazione degli streamer Chozopedia, Johto World, Lux PKK, Fire Emblem Italia, Mario’s Castle, NintendOn, Nintendoomed, Nintubers, Pokémon Central, Portale Altrotempo, Xenoblade Universe “R-Alpha”. Saranno inoltre presenti alla live tre ospiti Cydonia, Pingu e Merlo. Ci saranno anche Sea of Thieves Italia e Moge con la partecipazione degli streamer della loro community più alcuni streamer internazionali di Sea Of Thieves, così come la Kenobisboch Productions con la partecipazione di Fabio “Kenobit” Bortolotti; poi Irumachan e la sua community; Videogiochi&Sofà e il loro seguito che fa riferimento al gruppo di streamer Azione Catodica.

Un nutrito gruppo di persone pronto a unire le proprie forze per la ricerca di un aiuto verso i soggetti colpiti da sclerosi multipla e non solo: perché il progetto potrebbe anche allargarsi ad altre patologie.

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