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Intervenuto in occasione delle fasi finali della eSerie C, il presidente di Lega Pro riconosce l’importanza degli esports per il calcio.

Negli ultimi giorni Ferrara si è trasformata in un polo mediatico importante per il settore del gaming: la cittadina emiliana ha infatti ospitato dal 2 al 4 giugno le fasi finali della eSerie C con 20 club della competizione calcistica presenti per partecipare con i propri team esports di Fifa 22. Un torneo promosso in prima persona proprio dalla Lega Pro, in collaborazione con WeArena Entertainment. Tra una partita e l’altra c’è stata anche l’occasione per analizzare il fenomeno degli esports e come esso possa interagire con il mondo del calcio durante la conferenza stampa indetta dalla Lega Pro con la presenza del suo stesso presidente.

“È in gioco il futuro del calcio”

Nominato presidente nel 2018, Francesco Ghirelli è la figura più autorevole della Serie C – Lega Pro, una delle prime leghe calcistiche italiane a puntare con forza sugli esports, presentando il proprio campionato professionistico digitale, ben prima che lo facesse la Serie A. “Siamo di fronte a uno sport vero, fatto di allenamenti e sacrifici, ha dichiarato Ghirelli in merito agli esports: “Nei prossimi giorni assisteremo alle finali di Lega Pro tra Padova e Palermo per un posto in Serie B: mi sento di dire che tra questo tipo di partite e quelle a cui oggi stiamo assistendo nel campionato eSerie C non ci sono differenze. Anzi, oserei dire che oggi è in gioco il futuro del calcio e gli esports non possono che dare una mano allo sport che amiamo.

Servono gli stadi

Secondo Ghirelli è fondamentale unire gli aspetti positivi del calcio e degli esports: “Prendiamo il meglio del calcio, territorio e passione, e dagli esports, ovvero la nuova forma di intrattenimento. Oggi ad esempio è molto importante vedere i vari giocatori del nostro campionato indossare le maglie delle varie squadre per cui competono, creando fidelizzazione e interesse.” Un aspetto importante però sono anche gli stadi: “È necessario integrare gli esports nelle case dei club, arrivando ai tifosi. Ma sono consapevole che sia difficile trasformare un’idea in un fatto concreto.

Due mondi vicini

Pienamente d’accordo in merito anche il vice-presidente di Lega Pro Marcel Vulpis, esperto di sport economy con un occhio di riguardo agli esports da diversi anni: “Il primo dato da comprendere è che non stiamo parlando di due mondi lontani, anzi. Sono due settori vicini perché entrambi possiedono le caratteristiche di competizione da un lato e di intrattenimento dall’altro. Gli stessi dati di Iidea nell’ultimo report sugli esports in Italia raccontano due aspetti importanti: da un lato che le persone seguono l’esports come forma di intrattenimento, dall’altro perché vogliono fare parte di una community, esattamente come i tifosi di una squadra.

Esports occasione di sviluppo

In apertura della conferenza stampa c’è anche stato spazio per ascoltare il commento dell’assessore Matteo Fornasini del Comune di Ferrara con deleghe al Bilancio e Contabilità, Partecipazioni, Commercio e Turismo, che ha identificato negli esports un’occasione unica di sviluppo per la propria città: Ospitare questo evento è fondamentale per la nostra città: gli esports sono un settore innovativo e tecnologico che permette di creare posti di lavoro, un indotto economico e fornisce alla città grande importanza.

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