Secondo quanto emerso da una ricerca di Kaspersky condotta a livello mondiale, il 26% dei gamer italiani si vergogna del tempo trascorso a giocare e si nasconde dai propri genitori. I dati della ricerca sono stati presentati oggi in diretta in occasione dell’evento online “Mum’s Got Game”, un evento in collaborazione con tre mamme gamer che hanno raccontato la loro esperienza.

L’indagine commissionata da Kaspersky e condotta lo scorso novembre da Savanta, un’agenzia indipendente di ricerche di mercato, ha coinvolto 5.031 persone in 17 Paesi e ha analizzato il fenomeno del gaming nel 2020. Nello specifico è stato esaminato come siano cambiate le dinamiche nel rapporto tra gli appassionati di videogiochi e i loro genitori e in che modo sia possibile abbattere le barriere e i pregiudizi nei confronti di questo passatempo.

Gli intervistati, equamente suddivisi per sesso, età e condizioni socioeconomiche, sono gamer che giocano almeno 5-10 ore alla settimana su PC. La ricerca ha coinvolto almeno 500 intervistati in Russia, USA e Regno Unito e almeno 250 intervistati in Argentina, Brasile, Cile, Cina, Colombia, Germania, Italia, Messico, Perù, Arabia Saudita, Sudafrica, Spagna, Turchia ed Emirati Arabi Uniti. Secondo i gamer italiani intervistati, il senso di colpa associato al gaming è riconducibile a vecchi stereotipi, come quello che identifica i videogiochi come “un male per la salute” (45%) o “deleterio per il cervello” (41%).

Secondo quanto dichiarato dagli intervistati, i genitori apprezzano molti degli aspetti positivi del gaming come la creatività (42%), l’abilità a relazionarsi con gli altri (24%) e il problem solving (20%). Nonostante ciò i genitori non si dimostrano interessati a comprendere meglio le dinamiche del gaming e a creare con i propri figli un legame basato sulla condivisione di questa passione, soprattutto perché il gameplay e i suoi elementi di socializzazione sono estremamente diversi da quelli di film e musica. Infatti, circa la metà degli intervistati (49%) ritiene che se i loro genitori imparassero a giocare il loro rapporto sarebbe complessivamente migliore.

Kaspersky insieme a tre mamme gamer molto famose in Inghilterra ha tenuto la prima edizione di un evento online dal titolo “Mum’s Got Game”, trasmesso in streaming su YouTube il 9 dicembre. Hanno partecipato all’evento e condiviso le loro esperienze:

  • Keza MacDonald, Video Games Editor, Guardian
  • Ruth Payne, mamma di Behzinga (membro dei Sidemen, con 4 milioni di iscritti sul canale YouTube)
  • Anne Fish, mamma a Benjyfishy (giocatore di Fortnite per NRGgg, che conta 2,5 milioni di iscritti al canale di Twitch)

Andrew Winton, Vice President of Marketing at Kaspersky, ha dichiarato: “Quest’anno i videogiochi hanno rappresentato un grande sostegno per molti. Attraverso questa passione in molti hanno trovato conforto e nuovi amici in un periodo così difficile. Tuttavia, molte famiglie hanno un’opinione negativa nei confronti dei videogiochi poiché ritengono possano ostacolare il tentativo di avere un dialogo aperto e di solidificare le relazioni. Ci auguriamo che le testimonianze presentate durante il panel aiutino i genitori ad avere una conversazione più costruttiva e positiva con i loro figli”.

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