Sand Land: abbiamo provato il gioco nell'universo di Toriyama

Sand Land è una fedele trasposizione in forma di videogioco del manga creato da Akira Toriyama, il papà di Dragon Ball.

Dopo aver assistito a una proiezione esclusiva del film di Sandland (disponibile in Italia in forma episodica su Disney+) ci siamo lanciati in una prova di quattro ore del gioco, dei suoi sistemi e dei vari livelli che ci sono stati messi a disposizione che comprendevano il tutorial iniziale, una delle prime missioni, una sezione esplorativa avanzata, una di trama principale avanzata e una di combattimento veicolare.

Il primo impatto con i personaggi nati dalla penna di Akira Toriyama, dobbiamo ammetterlo, è stato molto forte vista la sua recente scomparsa. Superate le emozioni, però, abbiamo iniziato ad addentrarci in un mondo pieno d’azione, di personaggi con cui è facile entrare in sintonia, di situazioni assurde e di eroismo tipico del creatore di dragon Ball. Sandland segue le vicende di Belzebub, il principe dei demoni, del suo aiutante Thief e dello sceriffo Rao mentre cercano di sventare i piani del re di Sand Land di tenersi tutta l’acqua della regione per sé.

Sand Land: abbiamo provato il gioco nell'universo di Toriyama

Tutto questo arco narrativo è quello coperto dal film e dalla prima parte dell’anime, già disponibile, mentre la seconda parte, sia del videogioco che della serie animata, è ambientata a Forest Land, un nuovo bioma dove le avventure dei protagonisti continuano. Essendo una storia semplice e non volendovi spoilerare alcunché, non riveleremo altro sulla narrativa. Solo un avvertimento: il videogioco, con qualche arricchimento, sembra seguire fedelmente i passi della serie animata e del manga, quindi, se volete un’esperienza nuova di zecca, vi sconsigliamo di vedere il cartone prima di giocare, o saprete come va a finire la storia.

Dal nostro canto, invece, non ci è dispiaciuto affatto rivivere gli stessi eventi, anzi, ci ha permesso di constatare che, fin nelle battute di alcuni dialoghi, Bandai Namco ha rispettato alla lettera l’opera del maestro.

Sand Land: abbiamo provato il gioco nell'universo di Toriyama

Sand Land è un videogioco in cui il combattimento a piedi e quello a bordo di uno dei 5 veicoli disponibili hanno ruoli equamente importanti. Belzebub, Thief e Rao hanno ciascuno un proprio albero delle abilità ma voi vestirete i panni del protagonista per la maggior parte del tempo. A piedi il combattimento è semplice, ci sono i cazzotti come attacco base e una serie di abilità speciali per infliggere più danno. Ci saranno delle sezioni di stealth e tratti di esplorazione a piedi, tutte di una semplicità che abbiamo trovato rasserenante.

Sand Land non è un gioco per chi vuole sudare o per chi è alla ricerca della sfida definitiva. É un titolo tranquillo, affrontabile con calma e dall’ironia onnipresente quindi è un bel modo di staccare la spina e riposarsi in compagnia di una bella storia.

Sand Land: abbiamo provato il gioco nell'universo di ToriyamaL’altro pilastro di questo titolo è il combattimento veicolare dove sono state concentrate la maggior parte delle opzioni di personalizzazione dello stile di gioco. Avrete a disposizione l’iconico carro armato, un hovercraft con due lanciarazzi, una moto rapida ma debole, un robot per saltare ed esplorare i dungeon e una sorta di mecha che tira dei gran cazzotti di metallo. Ognuno di questi mezzi può essere richiamato in tutti i luoghi che lo permettono (che sono la maggior parte delle location delle due mappe dell’open world, una per Sand Land e una per Forest Land) ed è possibile passare da uno all’altro in un istante solo premendo due tasti.

Di ciascuno di questi veicoli potrete migliorare gli armamenti, le difese, gli accessori, i potenziamenti e le varie migliorie che ne influenzano lo stile di gioco. I controlli sono parecchio intuitivi mentre le battaglie (in particolare una che abbiamo provato contro un boss) sono emozionanti e sempre abbordabili. Dove abbiamo provato un po’ di fastidio è nell’esplorazione in compagnia di questi veicoli perché risulta macchinosa in quanto alcune sezioni sono attraversabili, ad esempio, solo con l’hivercraft, perché può levitare sull’acqua, mentre altre necessitano del robot per fare salti abbastanza alti. Questo vuol dire che nel gioco finale è previsto un considerevole quantitativo di backtracking.

Dalla nostra prova siamo usciti con una prima impressione decisamente positiva. Se il gioco è una moltiplicazione delle sezioni e dei momenti che abbiamo provato abbiamo ragione di credere (ma solo una recensione potrà confermarlo) che si tratterà di un’esperienza piacevole, divertente e a cuor leggero. Noi consigliamo la visione dell’anime non solo perché è ben fatto ma anche perché così, nel gioco, potrete apprezzare le molte aggiunte interattive degli sviluppatori a questa storia. Ci preoccupano solo un open world vecchio stile e un’esplorazione che potrebbe rivelarsi dispersiva ma, se la storia sarà sufficientemente solida, potrebbero essere difetti facilmente dimenticabili.