Tundra Esports: l'intervista ai campioni mondiali di Dota 2

Dopo la storica vittoria dei Tundra Esports all’International di Dota 2, abbiamo fatto quattro chiacchiere con player e coach per farci raccontare l’esperienza e la lunghissima preparazione che ha richiesto.

I nomi da poco entrati nella storia del gaming competitivo sono quelli di Wu “Sneyking” Jingjun (support e capitano della squadra), Oliver “skiter” Lepko (Carry), Leon “Nine” Kirilin (solo middle), Neta “33” Shapira (offlaner) e Martin “Saksa” Sazdov (support), tutti sotto la guida del leggendario coach Kurtis “Aui_2000” Ling ex pro player e vincitore dell’International con gli Evil Geniouses nel 2015.

Cosa è stato essenziale per arrivare a questa vittoria fenomenale?

Sneyking: “Penso che Tundra abbia avuto uno staff di supporto davvero solido per noi in questo torneo, abbiamo lavorato con uno psicologo chiamato Dan, e il suo supporto ci ha aiutato molto a performare nel TI. È stato anchemerito del il nostro manager, Curtis, che si è spaccato la schiena per organizzare un bootcamp davvero buono che ci ha preparato al meglio. Devo ringraziare anche il nostro analista, Left, e tutte le persone che ci hanno aiutato ad avere il giusto mindset. I team Dota sono sempre uno sforzo di gruppo, specialmente questa squadra, quindi penso che possiamo condividere il merito della vittoria”.

Com’è stato giocare e sollevare l’Ages of Champions di fronte a un pubblico dal vivo?

skiter: “É stato surreale. Non so davvero come descriverlo, ci abbiamo creduto tantissimo eppure in quell’istante non sembrava reale. Ma è stato… è stato fantastico. Io personalmente mi sono divertito tantissimo anche se alcune partite sono state davvero toste. Guardando all’intera competizione, alla sensazione che tu sia tra i migliori giocatori al mondo, è qualcosa di surreale”.

33: “É fantastico. È ciò per cui lavori, praticamente, per tutta la tua vita da giocatore. È sempre un po’ come un sogno lontano. Ci pensi spesso ma, giocando non puoi portelo come obiettivo, è quasi impossibile. Hai davanti le 20 squadre migliori al mondo e alla fine solo una ne esce vince. Mi è sembrato irreale essere quel team. Quindi sì, è come, è come un sogno che si avvera. Ed è stato fantastico”.

Quale desiderio realizzerete con i soldi della vincita?

Nine: In realtà ho comprato un appartamento oggi (ride). Quindi questo è stato il primo passo. Ma io sono più un tipo minimalista. Quindi, non ho davvero bisogno di molte cose, semplicemente mi attengo a ciò di cui ho bisogno.
Sneyking: Penso che comprerò una nuova casa per i miei nonni perché stanno invecchiando un po’. Attualmente vivono nel seminterrato con noi. Quindi è difficile per loro salire e scendere le scale perché sono vecchi, quindi stiamo cercando un nuovo posto che abbia il soggiorno e la camera da letto al piano terra in modo che possano essere in grado di muoversi liberamente. Questa penso che sia la cosa più grande che vorrei comprare.
33: Non comprerò niente di grosso. Ho appena finito una vacanza iniziata subito dopo il TI, essere in viaggio liberamente senza preoccuparmi dei soldi è stato bello. Ma a parte questo, cercherò solo di trovare un buon modo per investirli, quindi spero che in futuro non dovrò preoccuparmi dei soldi.

Aui, come ti senti riguardo al tuo passaggio dall’essere un giocatore attivo a coach e di aver vinto in finale contro il Team Secret di Heen?

“Per me è stato come un lungo viaggio personale. E quella transizione non è stata così facile per me. Penso che quando giochi a Dota come giocatore, gran parte della tua vita è racchiusa nel gioco e non sviluppi molte delle abilità di cui hai bisogno per essere un buon allenatore o semplicemente le abilità di vita generali per essere un buon umano. Quindi ho dovuto concentrarmi molto su questo nel corso degli anni. Nel passato ho avuto un successo piuttosto scarso come allenatore dovendo mandare giù parecchie sconfitte. Quando fallisci e perdi, però, devi imparare dai tuoi errori e quello che ho fatto è stato portare quell’esperienza e conoscenza in questa squadra. Sono anche molto felice di aver vinto contro il Team Secret di Heen nelle Grand Finals. Il Team Secret è sempre stata la mia squadra preferita e Heen è chi sceglierei se mi chiedessero di nominare il GOAT (greatest of all time) di Dota. Sono davvero orgoglioso che i miei giocatori possano abbattere un titano di questo calibro ed è stato davvero folle vedere quanto sono cresciuti in vista del torneo”.

Tundra Esports: l'intervista ai campioni mondiali di Dota 2

Qual è stato l’ostacolo più difficile che hai dovuto superare per ottenere questa vittoria?
Saksa: Sicuramente gestire la pressione di un grande torneo, soprattutto vista la nostra prestazione non al massimo a Stoccolma e vista anche la consapevolezza che siamo una delle squadre (ora la squadra) migliori al mondo. Dare il massimo e non avere risultati lascia il segno, per questo dobbiamo ringraziare davvero il nostro psicologo che ci ha fatto ripercorrere i nostri passi e i nostri errori. Questa è probabilmente la cosa più importante su cui abbiamo lavorato per assicurarci che quando saliamo sul palco siamo al nostro meglio e ci crediamo senza lasciare che la pressione ci arrivi alla testa. Siamo stati calmi in ogni partita del torneo, ci abbiamo lavorato e abbiamo superato quell’ostacolo.

Come siete riusciti a diventare così coordinati ed efficienti?
Aui_2000: “Per noi, il grosso del lavoro è stato identificare quali fossero i nostri punti critici su cui dover lavorare. Ad esempio, come il nostro team dinamizza la nostra comunicazione o il nostro stato mentale (mentale game), poi capiamo qual è il nostro ideale per quella particolare cosa e troviamo un modo per lavorarci. E visto che siamo in grado di stabilire obiettivi chiari, siamo in grado di avere fondamenta davvero solide e tutto questo rende molto facile essere coordinati ed efficienti. Lavorare con Dan (lo psicologo ndr) ci ha anche dato un’idea di alcune altre cose che volevamo fare per diventare una squadra più coesa. Alcune cose stupide come le passeggiate insieme, giocare semplicemente a carte e fare alcune attività al di fuori del gioco, penso ci abbia aiutato molto con la gestione dell’energia. E nel complesso, penso che tutti abbiano avuto molta responsabilità e motivazione personale. Andare a questo torneo ci ha reso davvero coesi perché siamo tutti allineati con lo stesso obiettivo: vincere”.

Abbiamo avuto occasione di fare anche due chiacchiere con il management di Tundra Esports che ci ha spiegato il perché ha deciso di investire sul circuito di Dota 2 e quali sono i suoi piani per il futuro.

Quali sono i vostri progetti futuri per la squadra? Il roster rimarrà lo stesso per il 2023?

Anthony Graham, co-fondatore e direttore degli eSport e delle operazioni ha detto: “Rimaniamo fedeli al roster attuale e impazienti per l’inizio della prossima stagione del DPC a gennaio. Siamo solo all’inizio del nostro viaggio in Dota 2: abbiamo gettato fondamenta solide in poco tempo e siamo convinti che testeremo ad alti livelli per tanto tempo”.

Investire in Dota 2 è sempre un’impresa rischiosa, siete ancora fiduciosi della vostra impresa?

Evgeniy Roshchupkin, Ceo, ha detto: Prima di fare una scelta strategica sul titolo, abbiamo fatto molte ricerche e pianificazioni. L’ecosistema di Dota 2 si è rivelato molto attraente perché il gioco è fantastico e ha una comunità globale vasta e impegnata. A differenza dei campionati in franchising, il sistema del Dota Pro Circuit ti spinge a dover performare costantemente a un livello competitivo elevato. Pertanto, è necessario reperire i migliori giocatori disponibili e aiutarli nel loro viaggio, attraverso un solido sistema di supporto e un quadro di prestazioni efficace, compresa la costruzione della loro mentalità del vincente, del lavoro di squadra e della capacità di leadership. La partnership di Tundra con il nostro ambasciatore e azionista Virgil Van Dijk ci ha aiutato a costruire questo network di competenze.

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