Twitch

La piattaforma di streaming Twitch starebbe per effettuare nuovi licenziamenti, parti a circa il 35% della propria forza lavoro.

Secondo quanto riportato nella notte da Cecilia D’Anastasio su Bloomberg, Twitch avrebbe deciso di effettuare altri 500 licenziamenti, mandando a casa il 35% dei suoi lavoratori. La piattaforma di streaming di proprietà di Amazon seguirebbe così un trend ormai comune nel settore dell’intrattenimento digitale legato al gaming (e non solo).

Non è la prima volta

Nel 2023 Twitch aveva già licenziato 400 persone nel corso di due round di layoffs, per un totale, con i nuovi licenziamenti, che si avvicinerebbe a circa 1.000 persone che hanno perso il lavoro nell’arco di un anno. Secondo Bloomberg la decisione è stata presa in seguito alla preoccupazione derivate dalle perdite registrate negli ultimi trimestri, così come per la “partenza di diversi top manager dell’azienda”. Nonostante Twitch sia di fatto il gigante incontrastato dell’intrattenimento su streaming, dedicato principalmente al mondo del gaming e dell’esports, soprattutto dalla fine del Covid ha iniziato a vivere alcune problematiche, tra cui anche una leggera flessione del numero di spettatori globali. 

Ultimamente la problematica più eclatante ha riguardato l’addio alla Corea del Sud, paese nel quale dal 28 febbraio 2024 Twitch non sarà più operativo. I costi operativi di Twitch in Corea sono diventati insostenibili e abbiamo fatto di tutto per ridurli, cercando di mantenere le attività di Twitch in Corea”, aveva spiegato l’azienda poche settimane fa in un post sul proprio sito. “Sebbene grazie a questi sforzi le spese operative siano diminuite, i costi di accesso alla rete in Corea rimangono comunque 10 volte superiori rispetto alla maggioranza degli altri paesi in cui operiamo. Twitch ha lavorato a lungo in Corea registrando perdite significative e, purtroppo, la nostra azienda non vede una soluzione pratica per lavorare in modo più sostenibile in questo paese”.