HontasG: l'intervista direttamente dalla Milan Games Week

Poco prima di fare da capitana per un torneo sul nuovo Warzone 2.0 abbiamo intervistato Alessia “HontasG” Giorgi, streamer specializzata in Call of Duty.

HontasG ha 24 anni e 160mila follower e da quando è uscito Warzone 2.0 state pur certi che nelle sue dirette è ad Al Mazra, in solo o in squadra, per provare a conquistare la victory royale. Nella nostra intervista oltre alla sua storia abbiamo esplorato le sue passioni e ci siamo fatti raccontare i molti ostacoli che ha dovuto superare per far partire la sua carriera.

Raccontaci la tua storia, come hai iniziato e cosa nella serie di Call of Duty ti ha conquistato?

Io ho iniziato a giocare ai videogiochi da piccolissima, quando avevo 4 anni perché tutta la mia famiglia è piena di gamer: mio fratello mi ha regalato il primo Game Boy e da lì non ho mai smesso di giocare. Con amici e ragazzi ho iniziato a giocare a CoD nel 2010 e da lì li ho provati praticamente tutti fino ad arrivare a Warzone che è quello che mi ha appassionato di più principalmente per il suo elemento di gioco di squadra. Così ho creato anche tantissime amicizie, semplicemente giocando.

HontasG: l'intervista direttamente dalla Milan Games Week

Qual è stato il momento che ti ha fatto passare da fan a content creator professionista?

Io gioco da sempre ma prima avevo di mezzo anche la scuola quindi lì mi concentravo sugli studi e ho giocato per divertimento. Una volta finita la scuola ho iniziato a giocare sempre più spesso, praticamente tutti i giorni, ed è diventato un vero e proprio lavoro.

Com’è stato approdare su Twitch? che accoglienza hai ricevuto?

All’inizio è stato difficile perché negli ultimi anni quasi tutti stanno cercando di streammare. Una persona su due vuole fare lo streamer come lavoro e c’è un’affluenza altissima. Farsi notare è difficile ma mi piaceva ed è una cosa che avevo sempre sognato di fare quindi ho tenuto duro e piano piano, essendo sempre me stessa, le persone hanno iniziato ad affezionarsi. Poi sono riuscita a crearmi un’identità slegata da un gioco in particolare così quando cambieranno le mode i miei follower ci saranno sempre.

Consideri parte della tua identità su Twitch il fatto che giochi a Call of Duty?

Io in realtà ho iniziato su altri giochi come Fortnite, GTA RP, Apex e di recente anche giochi retrò come Spyro e Tomb Rider. Mi concentro anche su Warzone perché è quello che nonostante tutte le ore che ci ho passato non mi annoia mai.

Ti sta piacendo Warzone 2.0?

Si si, mi sta piacendo molto e secondo me hanno fatto un buon lavoro. Mi devo ancora abituare a tutte le novità perché molte cose sono cambiate però sono contenta perché ci sta rivoluzionare qualcosa dopo tanti anni.

Cosa ne pensi del combattimento molto più rapido di Modern Warfare 2 rispetto ai titoli precedenti?

L’ho notato  dipende molto dalle situazioni. Se mi trovo in un 1v1 apprezzo la maggiore velocità e dinamicità ma attraversare una strada senza coperture, magari anche in squadra, con un cecchino piazzato può diventare frustrante perché se ti sta mirando sei fritto in mezzo secondo.

Hai provato anche la DMZ?

Poco perché mi sono concentrata sul battle royale, però è bella, mi piace l’aspetto molto tattico e devo dire che hanno creato una buona alternativa al BR di tutti i giorni.

Com’è stata la tua esperienza in solo-q? Hai usato la chat vocale?

Guarda, appena l’ho accesa tutta la mia chat ha iniziato a dirmi ‘no no togli subito che succedono dei disastri!’ Io l’ho provata ed effettivamente ci sono delle persone che vogliono fare i cattivi e dicono parole bannabili o insulti però si creano situazioni anche molto divertenti in cui inizi a parlare con l’altro, crei dei giochini e finisci per divertirti.

Hai mai incontrato qualcuno che non voleva giocare con te semplicemente perché eri una donna?

Si, tantissime volte. Purtroppo è una cosa che ci metterà tanto a svanire ma siamo sulla buona strada soprattutto per quanto riguarda il comportamento degli esperti che sempre di più stanno cercando di integrare le ragazze sempre di più nel mondo del gaming. Però c’è ancora tanta gente che dicono ‘no tu sei una donna cosa ci fai su Call of Duty’ o ancora ‘torna in cucina e fammi un panino’.

 Che consiglio daresti alle giocatrici che si ritrovano nella tua stessa situazione? Meglio affrontare chi ha pregiudizi o spegnere la chat e ignorarli?

Allora, io le ho provate tutte, ho provato a rispondere a tono, ho provato a ragionarci dicendo che giocavo da anni e che non sono appena arrivata, però spessissimo non capiscono. Quello che consiglio io è di lasciarli parlare, fregarsene piuttosto muti la chat e ti fai gli affari tuoi.

Qual è il prossimo traguardo che vuoi raggiungere?

A lungo termine mi piacerebbe proprio creare qualcosa di mio, non so ancora bene su che cosa o in quale ambito ma sicuramente quello che non voglio mollare è fare questo. Instagram, Youtube e Twitch sono mondi che mi appassionano e voglio portarli sempre più in alto.

Perché ha scelto Astro come partner e che benefici reciproci riuscite a darvi?

Ho scelto Astro ben prima che Astro scegliesse me come uno dei volti delle loro campagne. Ho amato i prodotti dal primo momento che li ho provati: oltre ad avere una vasta gamma di cuffie adatte a tutte le esigenze hanno una qualità secondo me incomparabile e sono da sempre stati la mia scelta numero uno sul mercato. Quando mi hanno contattata per entrare a far parte della loro famiglia lo hanno fatto proprio perché sapevano che sono in primo luogo una cliente, ed il valore aggiunto che penso di dare loro con la comunicazione sui miei canali è proprio questo: da cliente prima che creator, ho fiducia nel brand e la trasmetto a chi mi segue ogni giorno.

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