Stray la recensione: un'avventura da GOTY
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Stray è un’avventura che nella sua relativa brevità trasmette una quantità e una varietà di emozioni che si fa fatica a trovare in molti altri “capolavori”.

Dire che Stray è un gioco sull’essere un gatto è come dire che The Last of Us è un gioco sugli zombie. In questo nuovo titolo pubblicato da Annapurna vestite i panni di un adorabile micio arancione (sì, sono una cat person) ed esplorerete uno dei mondi virtuali più densi che si siano visti negli ultimi anni. Il tutto vivendo una storia profonda ed emozionante.

Stray la recensione: un'avventura da GOTY

Gli sviluppatori di BlueTwelve studio, però, sanno che chi compra questo gioco lo fa anche per fare tutte quelle attività feline che ci fanno amare così tanto i gatti: dormire, miagolare, fare le fusa, buttare gli oggetti per terra, graffiare le porte e fare amicizia con robot cyberpunk in un città illuminata dai neon.

Stray è un’avventura per tutti

Dopo essere stato separato dai suoi compagni di colonia, il protagonista senza nome (che chiameremo “Stray”, randagio) si ritrova nelle profondità di una città rinchiusa da una cupola gigante e su cui non splende mai il sole. Dopo aver fatto amicizia con un piccolo drone chiamato B12, che diventerà il suo aiutante, Stray si propone di aprire la città al mondo esterno esaudendo il desiderio di molti dei suoi cittadini androidi, che non hanno mai visto il sole, le nuvole e il cielo.

Stray la recensione: un'avventura da GOTY

Stray fa un uso eccellente del fatto che i giocatori vestono i panni di un gatto. Il gioco vi costringerà a ripensare completamente il vostro concetto di platforming. Quello che per un umano può essere un semplice scalino o la ventola di un condizionatore, in Stray diventano i punti cardine dell’esplorazione. Pensate anche solo ai cancelli, normalmente dovreste scavalcarli o trovare una chiave, in Stray basta semplicemente passare tra le sbarre. Dal punto di vista tecnico il lavoro degli sviluppatori è stato eccellente: ogni piccolo movimento del gatto è credibile, così credibile da aver ipnotizzato il mio di gatto (Bucky) anche lui arancione e con i calzini bianchi.

Uno dei punti di forza di Stray è anche il fatto che tutte quelle azioni feline non sono fini a sé stesse. Buttare oggetti per terra, graffiare le porte o miagolare sono tutte meccaniche integrate all’interno del gioco e che, in un modo o nell’altro, dovrete utilizzare.

L’ambientazione e il level design sono i suoi punti di forza

Ispirato a Kowloon, quartiere di palazzi altissimi di Hong Kong (ora demolito) in cui raramente entrava la luce del sole e tutto era illuminato dal neon, il mondo di Stray è artisticamente fantastico. La città sotterranea nasconde sorprese dietro ogni angolo ed è una gioia da esplorare, dalle fogne sotterranee ai paesaggi urbani disordinati, dagli appartamenti pieni di libri e quadri (da buttare per terra) ai tetti di lamiera solitari. Vista la sua fortissima densità, i livelli spesso sembrano dei labirinti, e ho adorato passare il mio tempo a farmi strada tra grondaie, cornicioni e tetti sconnessi.

Stray la recensione: un'avventura da GOTY

Trascorrerete la maggior parte del vostro tempo di gioco con Stray esplorando i vari distretti, incontrando i cittadini robot e svolgendo missioni. Devo ammettere che, a volte, la complessità di alcuni puzzle mi è sembrata un po’ troppo alta (a livello intellettivo) per il QI medio di un gatto ma le interazioni e l’aiuto del robottino B12 rendono l’esperienza leggermente più realistica. C’è anche una parte di stealth/combat senza infamia e senza lode: non mi è dispiaciuta, ma sicuramente non è la parte più entusiasmante del gioco.

Stray: il verdetto

La storia è semplice ma toccante ed esplora la relazioni tra esseri viventi e macchine in un modo nuovo con qualche piacevole riferimento a Nier: Automata. Mi è anche piaciuta la relazione divertente e toccante tra B12 e Stray, che formano una solida collaborazione in cui il drone aiuta il gatto a navigare e capire il mondo che lo circonda.

Stray la recensione: un'avventura da GOTY

Stray è, più di ogni altra cosa, un gioco affascinante. Essere dei gatti e fare cose da gatti è un gameplay loop che non invecchia mai e un must per tutti gli amanti dei felini. Se siete alla ricerca di azione frenetica in un mondo cyberpunk Stray non è il gioco che fa per voi, ma se state cercando una storia profonda ambientata in un ricchissimo mondo di gioco che non vi stancherete mai di esplorare, allora Stray è il videogioco che fa per voi.

Se vi siete iscritti al livello più alto del nuovo Playstation Plus, il gioco è incluso senza costi aggiuntivi, come fosse una release al day one del Game Pass. Non fatevi problemi a giocarlo su PS4, la grafica è fatta molto bene e non risente dell’hardware un po’ datato della last gen Sony.

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