I Knicks non vincono più, per l’allenatore è tutta colpa di Fortnite

I New York Knicks sono in crisi, ma guai a dare le colpe al roster. Per l’allenatore David Fizdale la debacle della celebre squadra di pallacanestro ha un solo responsabile: Fortnite.

IL NEMICO DA BATTERE – “Fortnite è il mio avversario principale in questo momento – ha dichiarato Fizdale -. Fortnite è più difficile da battere dei Boston Celtics”. Secondo il coach, i suoi giocatori stanno svegli fino alle prime ore del mattino per giocare a Fortnite, sacrificando le ore di sonno per il gioco. Questa passione sta danneggiando il loro corretto bioritmo, rendendo gli atleti più irritabili, riducendone i tempi di reazione e influenzando negativamente le loro prestazioni.

IL COMPUTER E IL SONNO – La luce blu (emanata dagli schermi dei computer) sarebbe una delle ragioni principali della scarsa produttività della squadra. Numerosi studi dimostrano infatti che interferisce con il sonno e con le normali funzioni metaboliche del corpo. Non è però chiaro se ciò possa essere una ragione sufficiente per far perdere ai Knicks 47 partite su 58. La loro percentuale di vittorie in questa stagione è dello 0,190%: un record negativo, che porterà probabilmente ad alcuni cambi nel roster il primo luglio.

I PENTITI E GLI IRRIDUCIBILI – Il rookie Mitchell Robinson e l’attaccante Kevin Knox hanno confessato la loro dipendenza dal gioco, ma sostengono di essersi disintossicati. Robinson, in particolare, ha notato un cambiamento in positivo nel suo livello d’energia da quando ha limitato le ore di gioco. Ma c’è anche chi non ha alcuna intenzione di tagliare Fortnite dalla sua vita. “Se riesci a controllarti non c’è alcun problema – ha dichiarato l’ala croata Mario Hezonja – Ma se non ti dai delle regole…Videogame, feste, uscite, finirai nei guai per tutte queste cose. Capisco cosa vuole dire Fiz. Potrebbe essere un problema – ha continuato Hezonja -. Ma penso che nessuno di noi stia impazzendo per Fortnite. Giochiamo per divertimento. Io gioco per alleviare lo stress. È un modo divertente per isolarsi dai problemi. Non penso che nessuno faccia le tre del mattino”.

GLI ASPETTI POSITIVI – Nonostante i rimproveri, Fizdale ha riconosciuto che, grazie a Fortnite, i giocatori trascorrono il tempo libero in casa. Il gioco li tiene lontani dalle feste e dai viaggi “on the road”. Quindi qualcosa di positivo c’è. Per questo non odia Fortnite, ma ha anzi mostrato un atteggiamento d’apertura verso il titolo di Epic Games. Tanto da volerlo provare, per poter fare ancora di più gruppo con i suoi giocatori. “Chiederò a Mitchell d’insegnarmi – ha scherzato Fizdale – Sarà il suo turno di urlare. Potrà farmi da allenatore”. Speriamo che non diventi dipendente anche lui.

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