Daniel Schmidhofer, Ceo di ProGaming Italia, ci spiega il perché di una Giornata nazionale degli esports sui valori fondanti di accessibilità, socialità e inclusività, è fissata in calendario per il 17 dicembre.

Fortemente promossa da ProGaming Italia, la Giornata nazionale degli Esports che si celebrerà il prossimo 17 dicembre, coinvolgerà i più importanti protagonisti dello sport elettronico nel nostro Paese: player, coach, team, associazioni, publisher e tournament organizer. Ne abbiamo parlato con Daniel Schmidhofer, Ceo di una delle più grandi agenzie di organizzazione di eventi esport, che collabora con i primari brand del mercato dei videogiochi.

Daniel Schmidhofer, perché serve una giornata nazionale degli esport e quali risultati sperate di ottenere?
“Come ProGaming Italia abbiamo deciso fortemente di istituire una Giornata Nazionale dedicata agli esport perché vogliamo sempre più che il settore venga riconosciuto e compreso dal più vasto pubblico e dalle istituzioni. Non deve essere, infatti, solo appannaggio degli addetti ai lavori ma deve abbracciare tutti così come fa lo sport ‘tradizionale’, che ha in se gli stessi e identici valori dell’esport e dunque socialità,
sostenibilità e accessibilità. I risultati ambiziosi che ci proponiamo, rappresentano un riconoscimento sul nostro territorio nazionale a più livelli all’interno del settore, dalle istituzioni a tutte le aziende e stakeholder che desiderano cogliere le opportunità valoriali che l’industry offre. Siamo anche molto contenti che proprio il 10 novembre il Parlamento Europeo ha riconosciuto ufficialmente come il settore dei videogame e degli esports sia diventato ormai un’industria dominante in tutto il mondo e questo pone dei piccoli ma importanti passi per rendere l’Esport ancora più conosciuto e riconosciuto soprattutto”.

Quali sono i settori che avrebbero più da guadagnarci se conoscessero meglio i videogiochi competitivi?
“Tutti. Metà della popolazione europea si ritiene un giocatore abituale, di cui quasi la metà di sesso femminile, e l’età media dei giocatori è di 31 anni. Non solo: il settore ispira l’industria cinematica e quella letteraria. Al suo interno si combinano creatività e nuove tecnologie, e vengono impiegate svariate competenze, quali la scrittura, il design, la creazione artistica, lo sviluppo digitale e l’editoria. Il settore dei videogame e degli esports interessa diversi ambiti lavorativi. In primis, quello relativo alle opere di proprietà intellettuali, che impatta necessariamente sulla complessità della struttura legale
dell’ecosistema videoludico. Gli esports, inoltre, sono divenuti una popolare attività di intrattenimento, in considerazione sia dei giocatori abituali sia di quelli professionali che disputano tornei regionali e mondiali. Per questo motivo l’esport costituisce un efficace mezzo di promozione della cultura e dei valori europei. È stato per di più osservato che l’utilizzo dei videogiochi durante le lezioni dei più giovani abbia causato un significativo miglioramento delle capacità di apprendimento, tra cui il problem-solving, il lavoro di gruppo e le facoltà relazionali e creative. Quindi, in conclusione, è una industry che abbraccia tutti i settori della nostra società e cultura”.

Cos’altro si può fare per spiegare l’importanza e le opportunità che offrono gli esport?
“Premettendo che il primo passo è rendere gli esport fruibili e accessibili a tutti, sicuramente quello che ProGaming Italia propone è attività di edutainment sul tema, non solo gioco ma anche il coinvolgimento di figure professionali di altri settori che a più livelli possano spiegare le opportunità che l’industry esportiva offre”.

Quali sono i prossimi passi di ProGaming per ampliare l’ecosistema degli esport in Italia?
“Siamo già a lavoro per creare con partner di eccellenza nell’ambito delle risorse umane delle Academy in questo senso. In collaborazione con il MasterEsports Institute abbiamo istituito il Master Executive in Esports management, una borsa di studio in esport management creata per supportare ed avvicinare le giovani eccellenze al mercato del gaming ed esport. E tante altre iniziative sono in cantiere per creare una struttura accademica a supporto del mondo gaming e competitivo per orientare sempre più i giovani ad entrare in questo settore. Sicuramente la Giornata Nazionale dell’esport rappresenta e rappresenterà il momento culmine di presentazione di tali iniziative con panel, symposium e attività in cui i player saranno protagonisti, ma riteniamo che si debba fare un lavoro costante di sensibilizzazione e informazione continua insieme a partner e istituzioni”.

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3 Commenti

  1. Intervista molto interessante e dalle risposte si percepisce che Progaming è finalmente la realtà in Italia che non pensa solo ai tornei con influencer. Li ho visti a Lucca con Adecco e sono rimasta molto colpita anche dai dipendenti sul palco, bravi! Vorrei lavorare con loro e intanto grazie ci voleva finalmente una giornata nazionale dell’esport

  2. Finalmente qualcuno che traccia una strada di buone e concrete intenzioni per far dialogare tutti i protagonisti nel mercato dell’esport e non solo, mercato che rende tutti competitor ed in guerra per nulla.
    In bocca al lupo

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