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Fortnite non è solo un videogame. È ormai entrato nella pop culture come fenomeno del 2018. Il gioco free-to-play della Epic Games ha conquistato perfino persone non inclini al mondo dei videogame. E gli incredibili risultati ottenuti nelle visualizzazioni su Twitch lo confermano. Oggi Fortnite può contare su oltre 200 milioni di utenti e, proprio come Facebook, è un’applicazione scaricabile gratuitamente. Un successo, questo, costruito passo dopo passo, favorito anche da astute mosse di marketing e condito da qualche polemica di troppo.
POPOLARISSIMO NEGLI USA – Negli Stati Uniti, ormai, è l’argomento dell’anno: ha dominato i dibattiti sulle relazioni tra genitori e figli, ispirato le feste degli atleti e trasformato i gamer in vere e proprie celebrità. Oltre ad aver guadagnato soldi a palate. Tutti elementi lo hanno reso il gioco più chiacchierato dell’anno, capace di contagiare personaggi del mondo della musica, dello sport e perfino della politica. Resterà nell’immaginario collettivo il video dell’ex first lady Michelle Obama che balla l’Orange-Justice dance con Santa Claus durante un incontro con i piccoli pazienti del Children’s Hospital Colorado a Denver.

Ma quali sono i fattori che hanno fatto del videogame il fenomeno dell’anno?
GLI AGGIORNAMENTI – Come uno spettacolo televisivo, Fortnite è suddiviso in stagioni. Ha però una marcia in più rispetto a serie televisive come Game of Thrones: non bisogna attendere per uno o più anni i nuovi contenuti, perché Fortnite è in continua evoluzione. Ogni stagione dura 10 settimane, e catapulta i giocatori in una nuova serie di sfide e ricompense a tempo limitato, introducendo nel contempo nuovi temi e cambiamenti geografici al famoso campo di battaglia dell’isola. Il gioco, con le sue montagne innevate e i nuovi aeroplani X-4 che solcano il cielo, appare nella sua settima stagione molto diverso rispetto a due mesi fa.
SPINTO DAGLI INFLUENCER – Altro elemento cruciale per il successo di Fortnite è stata la partnership con i principali influencer di Twitch. All’inizio Epic Games pagava numerosi streamer d’alto profilo per giocare al videogame. Ma dal 2018 l’interesse è cresciuto spontaneamente, a tal punto che cinque dei dieci più popolari influencer di Twitch sono giocatori di Fortnite.
IL RUOLO DI “NINJA” – E proprio al suo streamer più famoso, Tyler “Ninja” Blevins, il titolo deve uno dei suoi massimi risultati su Twitch. Il match trasmesso sul canale di “Ninja” a marzo, che ha visto la partecipazione dei rapper Drake e Travis Scott, oltre che del ricevitore dei Pittsburgh Steeler Juju Smith-Schuster, ha segnato una svolta su Twitch, attirando un pubblico da record per un live streaming. Da quel momento in poi il numero di influencer che si dedicano al gioco è in aumento e Fortnite è visto come un’opportunità in termini di audience e sponsor. Inoltre, non solo Fortnite ha portato più traffico a Twitch, ma l’ha fatto senza rubare troppi spettatori dagli altri titoli.
GAMER COME STAR – I suoi top player sono diventati ormai delle vere e proprie star. Il più famoso è appunto “Ninja”: è stato ospite negli show di Jimmy Fallon e di Ellen DeGeneres, si è esibito al Lollapalooza, ed è il primo gamer ad aver conquistato una copertina del prestigioso magazine sportivo ESPN. “Ninja” ha spiegato le ragioni del successo di Fortnite così: è un gioco gratuito disponibile su ogni piattaforma in grado di riprodurlo, smartphone inclusi. “Sono su PlayStation e il mio migliore amico è su Xbox. Ma indovina un po’? Possiamo giocare anche se usiamo piattaforme completamente diverse. Il gioco unisce davvero le persone”, ha dichiarato al Washington Post.
AMATO DAI BAMBINI – Un altro fattore trainante è stato senza dubbio il fascino che il gioco esercita sui bambini. Se non fosse stato per loro, Fortnite non avrebbe battuto in popolarità tutti gli altri titoli. Da quando è sbarcato sugli iphone, in particolare, è stato ancor più al centro del dibattito pubblico, complice la preoccupazione degli insegnanti, disperati perché gli studenti giocano a Fortnite in classe.
LE DANZE – Uno dei motivi per cui i bambini lo amano tanto, sono le danze incorporate nel videogame. A marzo Epic Games ha lanciato “BoogieDown”, un concorso in cui ha chiesto agli utenti di inviare le loro danze, con la promessa di inserire la migliore nel videogame. Non ha vinto, ma è entrata nel cuore della community, quella di un bambino con la maglietta arancione, arrivato solo 23esimo. La danza del bimbo ha ricevuto perfino il supporto di YouTuber come Dolan Darker, e alla fine Epic ha dovuto includerla nel videogioco, ribattezzandola Orange Justice (sì, proprio quella in cui si è esibita Michelle Obama).

LE CAUSE LEGALI – Le danze sono state elemento di successo, ma anche fonte di parecchie rogne per Epic Games, accusata di aver rubato le movenze di alcune personalità del mondo della musica e dello spettacolo. Prima il rapper 2 Milly, poi l’attore Alfonso Ribeiro del telefilm “Willy il principe di Bel Air” e infine Russell “Backpack Kid” Horning hanno deciso di far causa alla casa madre di Fortnite per essersi appropriata delle loro coreografie. In ogni caso, parlane bene, parlane male purché se ne parli, recita un popolare detto.
LE PARTNERSHIP – Fondamentale per il lancio del gioco è stata anche la partnership stretta con Disney/Marvel per promuovere il film “Avengers: Infinity War”: in quell’occasione Epic ha annunciato la modalità “Thanos”, che permette agli utenti di giocare nel ruolo del super criminale della saga. E perfino la National Football League si è lasciata contagiare dalla febbre da Fortnite, tanto da aver firmato un accordo per vendere le divise della lega nel gioco.
GLI SPORTIVI – Non bisogna poi dimenticare gli endorsement ricevuti da altri personaggi del mondo dello sport. A iniziare da quelli della Major League Baseball: il lanciatore dei Boston Red Sox, David Price, ha dovuto negare pubblicamente che la sua sindrome del tunnel carpale fosse dovuta alle troppe ore trascorse davanti al videogioco. Mentre, in occasione dei Mondiali, alcuni calciatori hanno celebrato i loro goal esibendosi in danze tratte da Fortnite. Per esempio, il giocatore della Francia Antoine Griezmann ha festeggiato esibendosi nella “Hold the L” dance.
UNA VERA DROGA – Proprio il mondo del calcio sembra essere legatissimo a Fortnite: Ibrahimovic ha giocato in diretta streaming ospite di un amico, e Dembélé ha ricevuto diversi richiami dal Barcellona per il troppo tempo passato sui videogiochi, in particolare su Fortnite, secondo alcune voci. Nemmeno il mondo dell’hockey è immune al fascino del titolo di Epic Games: ai giocatori dei Vancouver Canucks è stato vietato di avere Fortnite sul cellulare, per via dei ritardi agli allenamenti e per la mancanza di concentrazione sul campo.
LO SVILUPPO COME ESPORTS – Sarà anche per l’appeal sugli sportivi che Epic Games ha ribadito il suo impegno a fare di Fortnite un eSports, destinando 100 milioni di dollari ai premi della stagione 2018-2019. Ma per quanto si impegni per svilupparsi come eSports, non sono stati certo gli eventi esportivi la forza che ha spinto le persone a seguire il titolo su Twitch. Il pubblico degli influencer e degli eventi in-game continuerà probabilmente a battere quello degli eventi eSports e a restare trainante per il futuro di Fortnite.

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