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Trent’anni fa, il 21 aprile 1989, Nintendo lanciava sul mercato la prima console portatile della storia. Il Game Boy è un dispositivo che in 16 anni circa di presenza sul mercato ha saputo trasformare completamente le abitudini videoludiche del mondo intero (comprese quelle di molti competitor) lanciando giochi che sono diventati vere e proprie icone della cultura popolare.

COMODITA’ E ICONICITA’ – Impugnata la console, leggera e maneggevole, i titolo a disposizione erano tantissimi e la semplicità del dispositivo consentiva (con 4 batterie stilo) tante ore gioco. Tra tutti sono diventati iconici giochi come Tetris e Super Mario Land (quest’ultimo con 18,06 milioni di copie vendute). Ma la fama del Game Boy è legata anche al fatto di essere stato la culla dei Pokémon, i “pocket monster” amatissimi ancora oggi, che già su Game Boy avevano saputo raggiungere la cifra record di 31,37 milioni di copie vendute.

UNA STORIA DA 120 MILIONI DI PEZZI – Prima del Game Boy esistevano i famosi Schiacciapensieri, giochini portatili con un unico giochino e, sempre della Nintendo, c’era il Game&Watch. Dai primi anni ’80 il Nintendo Research & Development 1, guidato da Gunpei Yokoi e Satoru Okada, cominciò a lavorare su un nuovo dispositivo, forse senza pensare che avrebbe avuto un successo planetario, con 118,69 milioni di unità vendute tra le varie versioni (Game Boy Pocket del 1997, Game Boy Color del 1998, Game Boy Advance del 2001, Game Boy Advance SP del 2003 e il Game Boy Micro del 2005). Prima di lasciare spazio ad un nuovo successo, quello del Nintendo DS, che solo ora la nuova Nintendo Switch ha cominciato a offuscare. Sempre seguendo il percorso avviato dalla casa nipponica negli anni ’80 del secolo scorso.

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