L’evento più atteso della scena di Dota 2 non si giocherà in Svezia: la Federazione scandinava ha negato lo status di evento sportivo.

Rimandato al 2021 a causa della pandemia globale da Covid19, la decima edizione del mondiale di Dota 2 sembra vivere una vera e propria maledizione. Quando tutto sembrava pronto per portare le squadre in Svezia ad agosto per far disputare loro il The International, evento da 40 milioni di montepremi, le autorità scandinave hanno negato il loro consenso allo status di evento sportivo d’interesse, rendendo di fatto impossibile il suo svolgimento.

Nonostante gli organizzatori del mondiale siano stati a stretto contatto con le autorità svedesi fin dal 2019 affinché tutto potesse essere gestito e realizzato per tempo, qualcosa nel meccanismo deve essersi improvvisamente inceppato. Valve assicura di aver costantemente parlato con Stockholm Live e Visit Stockholm, le due agenzie governative di Stoccolma che si occupano di gestire e organizzare gli eventi nella capitale svedese. Inclusi, ovviamente, gli eventi esports come il The International di Dota 2. 

 

Tuttavia due settimane fa, secondo quanto comunicato dalla stessa Valve tramite un comunicato ufficiale, la Federazione Sportiva Svedese, una sorta di associazione di federazioni sportive che svolge compiti molto simili a quelli di un comitato olimpico nazionale, intrattenendo relazione con il governo, i politici e altre istituzioni, ha votato negativamente in merito all’accettare gli esports al proprio interno.

Una decisione che ha come prima conseguenza la non esenzione degli eventi esports dalle restrizioni governative svedesi legate al Covid19, come invece avviene per gli eventi sportivi. A quel punto l’unica e ultima alternativa consisteva nel chiedere al Ministro dell’Interno svedese di classificare il The International di Dota 2 come un evento sportivo speciale di interesse nazionale e internazionale. Richiesta che è stata immediatamente negata.

A nulla sembrano essere valse le numerose sollecitazioni mosse verso il governo svedese, apparentemente incapace sia di fornire ulteriori soluzioni sia di volersi prendere carico della questione. Scosso inoltre, in queste ore, da una crisi politica senza precedenti nella storia del paese con il premier che in parlamento ha dovuto prendere atto, dopo il voto di sfiducia subito nei giorni scorsi, di dover riconsiderare il proprio incarico. 

Per il The International di Dota 2 le implicazioni sono importanti: giocatori e staff non avranno infatti alcuna garanzia di essere trattati diversamente ma sarebbero oggetto di approvazione singolarmente per l’ingresso all’interno del paese come fossero normali turisti, creando problematiche di visto per i giocatori stranieri e potenziali difficoltà alla frontiera. Gli organizzatori hanno confermato che il The International si disputerà in ogni caso, e in tal senso settimana prossima si giocheranno i qualifier, ma non è assolutamente scontato che rimarrà in Svezia.