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Prize Payments ha lanciato una soluzione semplificata per il pagamento dei montepremi dei tornei esports, in modo da ridurre i tempi e i costi delle commissioni per gli organizzatori. Un business notevole se si considera una stima di circa 300 milioni di dollari di montepremi per il 2019.

Quando si parla dei problemi del gioco competitivo quasi sempre si va a parare sui problemi di dipendenza da videogioco, sull’inquadramento dei pro player, sul mondo delle scommesse. Più inesplorato è il terreno dei soldi vinti dai giocatori professionisti nei tornei nazionali e internazionali.

Per incassare un montepremi esportivo bisogna fare uno slalom tra differenti monete, requisiti regolamentari complessi, costi crescenti e pagamenti ritardati ai giocatori. Il nuovo sistema di pagamento permette di gestire fino a 115 valute in 180 Paesi, garantendo al contempo che ciascun pagamento sia conforme ai requisiti fiscali e di privacy di ciascuna legislazione.

Han Park, CEO di Prize Payments, ha commentato: “Vogliamo aiutare organizzatori ed editori ad essere più efficienti, accelerando i pagamenti”. Eh sì, perchè si stima che le aziende stiano spendendo il 10-20% del valore del loro montepremi in costi contabili e operativi, nonché in commissioni di trasferimento.

E allora ecco che la società di Los Angeles ha dichiarato di aver ideato dashboard intuitivi sia per gli organizzatori (per tenere traccia delle transazioni) sia per i giocatori/team (che ricevono il loro denaro con il metodo di pagamento che preferiscono). “Cari giocatori pensateci – ha detto ancora Park -. Partecipate a un torneo e vincete un milione di dollari. Siete al settimo cielo e tutti sono entusiasti. Ma non ricevi quel milione per circa 10 mesi a causa dell’attuale processo di pagamento. È frustrante”.

Un servizio completo che comprende le verifiche antiriciclaggio, una raccolta automatica di form online e il controllo di idoneità per ogni vincitore. Le opzioni di pagamento supportate includono ACH Domestic Transfer, International Wire, Check e PayPal. Giocatori, organizzatori ed editori, pensateci.

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