Maryam Maher conquista il titolo di best player of the year agli Arab Game Awards.

Nota col nome di battaglia di “Mary”, la campionessa si è sempre dichiarata felice e orgogliosa di rappresentare il Bahrain e il Medio Oriente negli esports. Un titolo più che meritato il suo, arrivato dopo la vittoria ai Game Changers 2022 di Valorant con le compagne di squadra Julia Kiran ‘Juliano’, Petra Stoker ‘Petra’, Michaela Lintrup ‘ Mimi’ ed Anastasiya Anisimova ‘Glance’. Insieme formano le G2 Gozen, un team spagnolo fondato a novembre del 2013 e il cui quartier generale si trova a Berlino, in Germania.

Le G2 Gozen sono state la prima squadra tutta al femminile del circuito di Valorant. Giocando per il trofeo della vittoria all’evento Valorant Champions 2022: Game Changers, le G2 Gozen hanno dimostrato abilità, destrezza, concentrazione e spirito di squadra, trasmettendo un messaggio in favore dell’emancipazione delle donne.

Maryam Maher può essere considerata una vera e propria ragazza prodigio: è infatti la campionessa del mondo di Valorant più giovane di sempre, avendo conquistato il titolo ad appena 16 anni. Mary si era unita alle G2 Gozen solo sei mesi prima della vittoria, dopo il ritiro dalla scena competitiva di Zainab “zAAz” Turkie. Quest’ultima, che vanta una delle carriere più lunghe come giocatrice professionista, nel passarle il testimone ha dichiarato che Maryam è una delle più talentuose giocatrici che abbia mai conosciuto.

La vittoria agli Arab Game Awards come best player of the year costituisce il giusto coronamento di un anno pieno di successi e testimonia il grande sostegno di cui gode questa campionessa in Medio Oriente. In un bellissimo video celebrativo condiviso sul suo profilo Instagram dopo la vittoria dei Game Changers, la videogiocatrice aveva ringraziato la sua madrepatria, il Bahrain, e l’immenso supporto ricevuto dal Medio Oriente come rappresentante dei talenti della regione su una piattaforma internazionale così ampia.

Salendo sul podio, con il trofeo in mano, aveva usato la sua voce per inviare un messaggio forte alle giovani aspiranti videogiocatrici, in particolare alle donne arabe: «Potete farcela! Se vi mettete in testa qualcosa potete farcela, dovete solo credere in voi stesse». Non solo le G2 hanno posato una pietra miliare a favore dell’emancipazione femminile in tutto il mondo, ma Maryam ha spianato la strada alla rappresentanza araba nel gaming, dando speranza agli aspiranti giovani talenti.

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