Shanghai Dragons campioni. Tre parole che connesse insieme non avrebbero avuto alcun nesso logico un anno fa. Gli stessi Dragons che nella scorsa stagione, la prima e inaugurale della Overwatch League, avevano distrutto ogni record negativo possibile nella storia dell’esport, arrivando quasi a superare anche quelli dello sport: 40 sconfitte subite in altrettante partite giocate. Uno smacco che non era possibile rivivere, soprattuto se nella seconda stagione non si è più l’unica formazione cinese ma arrivano Chengdu, Guangzhou e Hangzhou. La concorrenza aumenta e così deve aumentare il livello di gioco. Dei Dragons originari rimangono solamente in tre tra staff e giocatori, tra cui Se-yeon “Geguri” Kim, la prima donna a giocare nella OWL: il resto è tutta una rivoluzione che mira a ben altri palcoscenici.

Un inizio poco incoraggiante. Il nuovo off-tank, Jin “Youngjin” Young-jin, aveva già dichiarato a inizio campionato che sarebbe stato un anno totalmente diverso. Eppure le premesse del nuovo team basato sul roster dei Kongdoo Panthera, formazione dei Contenders Korea, non erano state delle migliori. Le 40 sconfitte consecutive erano diventate 42, aggiungendo i primi due match del 2019. Lo stesso Stage 1 non era stato certo entusiasmante con un anonimo 13esimo posto, tre vittorie e quattro sconfitte. Era invece bastata una vittoria in più e una sconfitta in meno nello Stage 2 per agguantare l’ottavo posto e la prima qualificazione ai playoff nelle sei Fasi disputate da quanto esiste al OWL. Un cammino terminato immediatamente contro i San Francisco Shock ai quarti di finale, gli stessi che un mese dopo avrebbero alzato bandiera bianca in finale.

San Francisco sotto shock. La vittoria degli Shanghai Dragons nella Fase 3 è resa ancora più epica considerando il punto di partenza: sempre uno striminzito e risicato ottavo posto, questa volta raggiunto con cinque vittorie e due sconfitte. Al primo turno playoff l’impresa sembra già impossibile: i New York Excelsior, dominatori dello Stage con sette vittorie su sette, indubbiamente favoriti da un calendario più semplice. I giocatori della Grande Mela si schiantano immediatamente contro la formazione dei Dragons che vincono 3-1. Ad arrendersi subito dopo sono i Vancouver Titans, addirittura 4-1, fino a quel momento con un parziale di 20 partite vinte e 1 una sola sconfitta in regular season. Infine l’epica battaglia contro i San Francisco Shock in finale: una favola che stava per trasformarsi in tragedia annunciata.

Gli Shanghai Dragons sono andati rapidamente sul 3-0 grazie alle vittorie su Oasi, Numbani e Colonia Lunare. Eppure dopo aver ceduto il passo su Havana, i tifosi dei Dragons hanno iniziato a sentire i brividi lungo la schiena: Shanghai cade anche su Ilio e Eichenwalde ed è 3-3. La vittoria finale per i Dragons arriva su Dorado, la settima e decisiva mappa, che scaccia incubi ricorrenti e infrange i sogni di rimonta di San Francisco.

… è un piatto che va servito fretto. Il primo trionfo degli Shanghai Dragons racconta anche storie che vanno oltre il risultato. Una di queste parla di vendetta, ovviamente intesa come sportiva. Gran parte del nuovo roster degli Shanghai Dragons, come anticipato, arriva dai Kongdoo Panthera, formazione che milita nei Contenders coreani, la serie cadetta. Quattro degli attuali Dragons, il già citato Youngjin, Yang “DDing” Jin-hyeok, Yang “Luffy” Seong-hyeon e Son “CoMa” Kyeong-woo, erano i titolari di quei Kongdoo Panthera che nella finale dei Contenders erano stati sconfitti in rimonta dai RunAway, squadra che è poi migrata quasi per intero negli attuali Vancouver Titans. Una squadra sostanzialmente imbattuta, una sola sconfitta, ma che proprio contro gli Shanghai Dragons hanno visto svanire i loro sogni di gloria in semifinale in una partita mai in discussione. Vendetta compiuta.

Da League of Legends a Overwatch. L’altra storia riguarda Noh “Gamsu” Young-jin, uno dei pochi, pochissimi esempi di giocatori migrati da un esport all’altro. Promessa di League of Legends, ha disputato sia l’LCS nordamericana con i Dignitas che quella europea con i Fnatic. Se la prima avventura lo aveva esaltato, la seconda era stata una delusione piena e lui stesso aveva ammesso di essere stato vicino al ritiro dagli esport. Finito su Overwatch quasi per moda, all’epoca sempre più crescente in popolarità in Corea del Sud, aveva sfidato se stesso nel tentativo di farsi notare anche su un altro titolo. E dopo una stagione con i Boston Uprising, a inizio febbraio è arrivato il passaggio agli Shanghai Dragons come main tank: una scelta coraggiosa, visti i trascorsi del team, con cui ha contribuito in prima linea a portare la squadra cinese alla loro prima vittoria, alla prima partecipazione ai playoff e alla prima vittoria in uno stage.

Il match visto da casa. La vittoria dello Stage 3 rappresenta per gli Shanghai Dragons anche il picco massimo mai raggiunto in streaming per la formazione cinese. Secondo i dati raccolti da Esports Charts, la finale contro San Francisco ha totalizzato 189.000 spettatori, quasi 418.000 aggiungendo il pubblico cinese. Lo spettacolo, tenendo conto dei numeri proveniente dalla Cina, è però arrivato contro i Vancouver Titans: quasi 900.000 spettatori per l’epica vittoria dei nuovi dragoni cinesi.