mercoledì, maggio 22, 2019
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Il Governo spagnolo apre agli eSports, anche nelle scuole

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Per il Governo spagnolo gli eSports meritano attenzione come calcio e basket. In una lunga intervista rilasciata al quotidiano online spagnolo El Desmarque Esports, il presidente rieletto Pedro Sànchez, ha confermato che gli eSports sono nel programma di Governo. Un segnale concreto? L’11 maggio, al BLAST Pro Series all’Arena di Madrid, una rappresentanza del governo potrebbe essere tra il pubblico ad incoraggiare i team spagnoli, Movistar Riders e Cream eSports.

L’intervista risale al 25 aprile, tre giorni prima delle elezioni che il 28 aprile scorso hanno visto la riconferma al governo del Psoe (il partito socialista operaio spagnolo) guidato da Pedro Sànchez. Proprio il neorieletto presidente aveva tuttavia confermato all’intervistatore, Gonzalo Guillem, che gli eSports sono tra i temi di interesse del Governo spagnolo già dalla legislatura precedente.

I videogiochi “sono esperienze culturali digrande livello, opere con intensità narrativa, trame complesse – ha detto Pedro Sànchez –, personaggi che presentano uno spessore morale oltre ad una altissima perfezione estetica. È tempo, allora, che i videogame smettano di essere prodotti di semplice svago e siano considerati alla stregua di qualsiasi un’altra opera dell’ingegno umano”.

Il precedente Governo, sempre guidato da Sànchez, ha concesso aiuti per la modernizzazione delle industrie culturali, ha creato una rete di manager di spazi creativi e costituito l’Ufficio di stato e le comunità autonome per il settore dei videogiochi (che in Spagna ha raggiunto un fatturato di 713 milioni di euro nel 2017), soprattutto, la precedente legislatura ha lasciato in sospeso la regolamentazione degli eSports che ora, per ammissione dello stesso Sànchez, proseguirà.

“Dobbiamo aiutare gli eSports a fissare degli standard su questioni analoghe a quelle dei campionati di calcio e di pallacanestro professionistico: i contratti dei giocatori nei club eSports, i diritti di immagine dei giocatori, le clausole di risoluzione…”. Questa la direzione in verso cui lavorerà dunque la Spagna, ma non solo, poiché Sànchez strizza l’occhio al videogioco anche in ambito formativo. Per il neopresidente occorre “riflettere sul giusto equilibrio nell’uso delle nuove tecnologie, un equilibrio che dovrebbe consentirci di ottenere tutti i benefici della digitalizzazione riducendo al minimo ogni effetto negativo”. 

Secondo Sànchez “l’esercizio fisico è fondamentale per lo sviluppo dei bambini e per un futura vita sana, ma gli esperti dicono che anche l’uso dei videogiochi potrebbe essere utile nel contesto educativo, poiché incoraggiano la collaborazione, il lavoro di squadra, l’accettazione naturale dell’errore, lo sviluppo di valori personali e sociali, ecc.“.

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2 Commenti

  1. Secondo me la politica rischia di creare solo danni a questo settore. Sopratutto i socialisti con le loro leggi limitanti e con il loro dannato femminismo che già ha fatto molti danni ai videogiochi. Speriamo che ne stanno alla larga. È un settore che deve crescere da solo.

  2. Ciao Saaaas, è indubbio tuttavia che solo con una regolamentazione chiara e precisa l’industria esports può crescere ancora, e in modo sano. Ci sono troppi aspetti che non possono essere abbandonati a sé stessi (riconoscimento dei player, contratti, premi…). Al di là della corrente politica è importante che i politici abbiano interlocutori serie e affidabili (ne abbiamo ancora pochi, ed è questo il vero dannato limite) e chiarezza di informazioni per comprendere quale possa essere la migliore regolamentazione possibile.

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