Articolo top

A Roma il “Games Industry Day”. Tra i relatori anche il sottosegretario Vito Crimi: “io appassionato di Heartstone per giocare con mio figlio”

“Gli esports sono passione, divertimento, sfida e competizione. Tutti valori positivi sui quali far leva per il futuro di questo contenitore”. Ha le idee chiare il neo-presidente di AesviMarco Saletta, presentando il programma biennale dell’associazione degli editori e sviluppatori di videogiochi, durante il “Games Industry Day” tenutosi oggi alla Casa del Cinema di Roma alla presenza, tra gli altri, di numerosi esponenti del Governo, dal Sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Vito Crimi, a quello del Ministero per i Beni Culturali, Lucia Borgonzoni, e il capogruppo M5S alla Camera, Francesco D’Uva.

 

I VALORI DEGLI ESPORTS – E proprio gli esports, come anticipato nel discorso di insediamento della scorsa settimana, sono tra i punti principali del programma Aesvi 2019-20. “Sono una piattaforma fondamentale – spiega Saletta durante la conferenza -. Se tutti stanno investendo è perché ci sono valori che attraggono organizzatori, publisher, broadcaster e sponsor. Sono un elemento di aggregazione”.

 

I DATI AESVI – Durante i panel tra sviluppatori e istituzioni, sono stati esposti anche i dati del censimento del videogioco. Secondo il resoconto dell’Aesvi, in Italia il popolo dei gamer conta 17 milioni di player per un fatturato di 1,5 miliardi. Cifre importanti che si scontrano però con la richiesta degli sviluppatori di un sostegno da parte del governo per fondi ad hoc e agevolazioni fiscali.

 

LE VOCI DALLA POLITICA – Sul banco dei relatori si sono succeduti protagonisti, sviluppatori e dirigenti di società importanti del panorama italiano del videogioco. Negli interventi istituzionali hanno raccontato la loro esperienza con i videogame anche Crimi e D’Uva. Il primo, appassionato di Heartstone per poter giocare online con il figlio durante il tempo libero o nei viaggi verso casa, il secondo invece gamer da sempre, “da quando papà mi sequestrava il Game Boy. E ringrazio gli sviluppatori di Fortnite per aver realizzato il gioco solo oggi – ironizza – altrimenti non mi sarei mai laureato”.

Articolo bottom

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il commento
Inserisci il tuo nome