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di Massimiliano Di Pasquale

Il PG Nationals di Rainbow Six Siege sta per entrare nella sua fase più calda e tra le squadre rivelazione di questo split estivo ci sono anche i Cyberground Gaming. Capitanati da Helgast (al secolo Tristan Veivolo), i CGG oltre ad aver portato a casa punti importanti in ottica playoff, hanno inanellato una serie di prestazioni sempre più convincenti contro avversari di assoluto valore come Mkers e Goskilla.

Tutto merito di un roster che può vantare la giusta alchimia: Helgast, Nate (Nathan Amatucci) e Flusha () in questa prima parte di stagione hanno saputo mettere in mostra tutta la propria esperienza, mentre Shaako (Emanuel Daniel Galan) è riuscito a garantire quel pizzico di imprevedibilità alla squadra. Positivo anche l’apporto di Datt (Christian Pagani), che però per questioni interne al team non farà più parte del progetto CGG e verrà sostituito da Vapoor. Dei risultati ottenuti fino a questo momento e di molto altro ancora ne abbiamo parlato proprio con Helgast dei Cyberground Gaming.

Helgast, per farti conoscere un po’ meglio ai nostri lettori, puoi raccontarci come è nata la passione per questo gioco e quali sono state le tue esperienze all’interno del competitivo di Rainbow Six?

Mi sono avvicinato a Rainbow Six a partire dalla beta e ho potuto apprezzare tutte le sue evoluzioni, soprattutto perché sono riuscito a giocare il titolo di Ubisoft su tutte le piattaforme. Sin dall’inizio ho visto che aveva qualcosa in più rispetto agli altri giochi, come ad esempio il fattore tattico. Per quanto riguarda il competitivo, invece, ho giocato sei campionati italiani e partecipato a cinque lan tra PS4, XBOX One e PC.

Prima dei CGG, fra le tante, hai giocato per EnD e QLASH. Organizzazioni sicuramente importanti che hanno lasciato o stanno lasciando un segno nel competitivo italiano, non solo per quanto riguarda Siege. Visto che la tua è stata una crescita graduale, hai trovato particolari differenze fra organizzazioni importanti come quelle che ho citato e organizzazioni più piccole?

Certo. Ovviamente le differenze ci sono non solo per un fattore di importanza, ma per il supporto che le organizzazioni stesse riescono a dare al team.

Intanto questa prima parte di PG Nationals con i CGG è andata ben oltre le più rosee aspettative. Siete soddisfatti fino a questo momento?

Al momento stiamo facendo un ottimo lavoro e siamo molto soddisfatti. Forse potevamo fare qualcosa in più, ma non abbiamo avuto tanto tempo per prepararci ad inizio stagione. Ora, però, non dobbiamo abbassare la guardia. C’è una stagione regolare da concludere al meglio.

Qual è l’obiettivo che volete raggiungere al termine della regular season?

Ad inizio anno l’obiettivo era quello di conservare lo slot, quindi una salvezza tranquilla. Ora ci ritroviamo in piena zona playoff e abbiamo l’obbligo di crederci fino in fondo.

Pensi che questo split sia più equilibrato rispetto agli altri?

Sì, penso che sia uno dei campionati italiani più equilibrati mai visti e credo che ci riserverà ancora tante sorprese.

Con le ultime novità nel mondo competitivo di Rainbow Six, i campionati nazionali sono diventati un viatico importante per accedere alla Challenger League. Può essere questo uno stimolo in più per voi giocatori e può alzare ulteriormente il livello della scena competitiva di Rainbow Six qui in Italia?

Credo proprio di sì. Il PG Nationals grazie alle ultime novità ha fatto un ulteriore passo in avanti ed è fra i campionati più importanti di Europa. Di conseguenza tutti i giocatori sono stimolati a dare di più: accedere alla Challenger può essere un’opportunità per tutti.

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